E' Ebola il nome mio, un virus sono io...
Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, dal dicembre 2013 a oggi, Ebola ha ucciso 1013 persone. Sono noti circa 1900 contagi, ma è probabile che con i numeri si stiano sottostimando i fatti. L’epidemia è partita dalla Guinea (con 340 morti accertati) e si è rapidamente estesa al Sierra Leone (233 decessi) e in Liberia (156 decessi). Ora, dopo una seconda ondata epidemica in maggio che ha coinvolto la zona di Gueckedou in Guinea, si è estesa in Nigeria, iniziando a mietere vittime (un caso accertato). In Sierra Leone la situazione è gravissima, praticamente senza controllo; dopo una prima fase epidemica e una lenta riduzione dei casi, si è riattivata la diffusione. La mortalità di Ebola è alta: in passato si è attestata al 90%, oggi è intorno al 60%. Oggi il virus è meno “cattivo” di un tempo o così pare.
Il virus Ebola è un virus emergente, della famiglia Filoviridae, genere Filovirus, cui appartiene anche il virus di Marburg. Si tratta di due virus tra i più pericolosi fra quelli noti, sia per l’alta infettività, sia per l’alta mortalità (dal 60 al 90%). Nell’uomo danno gravi febbri emorragiche a rapido decorso. Il serbatoio naturale potrebbe essere una scimmia, ma non si ha certezza di questo. Le scimmie sono soggette a infezione e la trasmissione avviene per via aerea. L’alta mortalità tra le scimmie induce a pensare a un’altra riserva, forse nei pipistrelli, nei quali si è visto che l’infezione indotta ha andamento subclinico. I virioni sono a forma filamentosa, allungata, talora con ripiegamenti e ramificazioni e forma a “6”, a “U”, a “O”, con un diametro medio di 80 nm e una lunghezza massima di 14 micron e una lunghezza minima variabile, da 790 nm per il Marburg a 970 per l’Ebola. Il nucleocapside è a forma elicoidale, relativamente rigido e presentano un pericapside di natura lipoproteina. Il genoma è costituito da una molecola di RNA lineare, negativo, di 12,7 Kb. I virioni hanno 7 proteine strutturali e una RNApolimerasi-RNAdipendente. La replicazione è citoplasmatica e i virioni lasciano la cellula per gemmazione della membrana citoplasmatica. Le cellule bersaglio sono in primo luogo i monociti e i macrofagi, poi secondariamente le cellule endoteliali con devastanti effetti sulla microvascolatura. Il virus ha per ora cinque ceppi e ciascuno prende il nome dalla località in cui è stato isolato per la prima volta, così c’è quello zairense, quello ugandese, quello sudanese, quello asiatico (Thailandia, Filippine, Cina) e quello di Reston (USA), ceppo studiato dagli anni Novanta a Washington e in Virginia, molto simile a quello asiatico e che ha fatto anche molto discutere.
Questa non è la prima epidemia, ne sono state descritte in passato diverse e precisamente:
1) Ebola/Zaire nel 1976 in Zaire con 318 casi e mortalità del 88%.
2) Ebola/Sudan nel 1976 in Sudan con 284 casi e mortalità del 53%
3) Ebola/Zaire nel 1977 in Zaire con 1 caso e mortalità del 100%
4) Ebola/Sudan nel 1979 in Sudan con 34 casi e mortalità del 65%
5) Ebola/Reston nel 1989 in USA con 4 casi e mortalità dello 0%
6) Ebola/Reston nel 1992 in Italia con 0 casi e mortalità dello 0%
7) Ebola/? nel 1994 in Costa d’Avorio con 1 caso e mortalità di 0%
8) Ebola/Zaire nel 1995 in Zaire con 286 casi e mortalità del 80%
9) Ebola/Zaire nel 1996 in Gabon con 32 casi e mortalità del 66%
10) Ebola/? nel 2000 in Uganda con 423 casi e mortalità del 40%

Dal 2001 al 2013 ci sono registrate altre 9 piccole epidemie, abbastanza ben contenute. Quella attuale è la più grande della storia, infatti da quando lo si è isolato, il virus Ebola ha ucciso circa 2000 persone. Il caso USA e quello italiano sono relativi ad alcune scimmie importate dalle Filippine: in USA i contagiati non presentarono segni clinici, mentre in Italia non vi fu contagio umano, morirono solo le scimmie. In quasi tutti i casi, l’infezione partì dagli ospedali in cui i pazienti erano stati ricoverati e si diffuse al personale sanitario, agli altri degenti e ai familiari in visita. L’epidemia del 1995 in Zaire fu invece causata (forse) dal contatto con pipistrelli in una miniera d’oro, da parte di alcuni minatori. Il virus isolato nel 1976 non è mai mutato, è debole fuori dall’organismo e dura pochissimo nell’ambiente. La trasmissione non è esattamente quella definita “via aerea”, giacché occorre il contatto con liquidi biologici del paziente infetto (prevalentemente sangue, saliva e urine). Il semplice contatto con il malato pare non sussista come mezzo di contagio. L’incubazione dura da 2 a 21 giorni, e durante questo periodo il malato pare non sia contagioso. La sintomatologia nei primi 5-6 giorni è simil-influenzale, con mal di testa, febbre lieve-moderata, dolori osteoarticolari e senso di stanchezza. Poi subentrano sintomi gastrointestinali con nausea, vomito e diarrea. La febbre sale repentinamente oltre i 39°. Dal decimo giorno compaiono le petecchie e i lividi sulla cute, segno di emorragie localizzate, epistassi ed emorragie più significative da occhi, bocca e ano. Inizia anche la sintomatologia neuronale con danni al SNC, fino alla perdita di coscienza e agli attacchi epilettici. La morte sopraggiunge normalmente entro il dodicesimo-quindicesimo giorno ed è dovuta a estese emorragie interne.
Il nostro ministero della salute è poco allarmista: sostanzialmente va tutto bene, per l’Italia non ci sono rischi. Se anche ci fosse qualche caso, siamo più che attrezzati.
Infatti ai vari Tg di regime, mostrano le nostre strutture all’avanguardia. Due, una a Milano (Ospedale Sacco) e una a Roma (Istituto Spallanzani). In tutto il territorio nazionale esistono due centri attrezzati, il resto è assolutamente inidoneo al trattamento di un paziente affetto da Ebola. Morale: dormiamo pure sonni tranquilli, in caso di epidemia in Italia, moriremmo tutti, tranne il Ministro e il Silvio.
*** Cercar di far bene e non di far molto. (A. L. Lavoisier) ***
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Quanto allarmismo, ahimè... Fumigate la casa e i vostri cari con formaldeide, poi fategli ingozzare un paio di whiskey, si sentiranno subito meglio (mi verrebbe da aggiungere: se tutti i federali fossero come voi / vostro figlio diventerebbe un alcolizzato )...
comandante diavolo *yuu*
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La grande diffusione in territorio africano è anche dovuta ai funerali rituali: il morto va lavato, sia esternamente che con clisteri, e l'acqua di lavaggio, non so esattamente come, entra in contatto coi parenti (volutamente)! Oltre a questo, vanno aggiunti:ignoranza sui segni e sintomi, ignoranza sull'isolamento dei malati, ecc... Non ci meravigliamo che la mortalità sia del 10-30% maggiore in provincia che nella capitale della Guinea: circa 73% in tutta la Guinea, che nella capitale diventa 44% circa! Avendo in genere seguito l'epidemia lungo i vari mesi, posso dire che in Guinea c'è la mortalità più alta, ma i casi aumentano lentamente, al contrario in Liberia e Sierra Leone, dove c'è stato un burst, ma la mortalità risulta più bassa (53% circa e 43% circa rispettivamente) probabilmente per delle migliori condizioni socio-sanitarie...
I dati parlano chiaro: al 15/08/2014 risultano 2127 contagiati totali (di cui 1310 accertati) con 1145 morti! Risulta chiaro come non sia un'epidemia comune di questo virus, che in passato ha fatto non solo molte meno vittime, ma ha colpito in realtà regioni più "centrali" dell'Africa (forse meno popolate? ndr).
Un appunto: in Nigeria la situazione è un po' diversa, ma decisamente stabile, con 11 malati confermati come malati di Ebola e 4 morti, ma non pare ci sia una grossa diffusione.
Un ultimo appunto, a quanto pare in Liberia faticano a certificare i casi, infatti quelli certi sono solo 190 a fronte dei più di 700 malati!
http://www.cdc.gov/vhf/ebola/outbreaks/g...index.html
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Dott.MorenoZolghetti
In passato le epidemie sono state contenute con strategia non troppo etiche. Le prime registrate, anche per interessi di natura economica, furono gestite con i lanciafiamme USA diretti non solo sui cadaveri. Oggi queste brutte cose non si fanno più, meglio sperimentare qualche nuovo farmaco prodotto da uno dei colossi farmaceutici americani.
*** Cercar di far bene e non di far molto. (A. L. Lavoisier) ***
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Più malati, più possibilità di scoprire qualcosa di più sul virus e sul suo ciclo vitale, oltre che sui nuovi farmaci, come dice il Doc!
Bhe, metodi efficaci, brutali, ma efficaci a quanto pare...
Doc, ma il virus è stabile o tende a mutare velocemente?
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Il virus è stabile. Nessuna mutazione dal 1976 a oggi.
*** Cercar di far bene e non di far molto. (A. L. Lavoisier) ***
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Te lo chiedo, perchè il sito del CDC parla del 97% di omologia col ceppo Zaire! Questo non dovrebbe essere utile per un vaccino? Tipo vaiolo, per intenderci.
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Sì, si potrebbe fare un vaccino, ma come ben sai, i vaccini si fanno per malattie infettive che colpiscono il mondo civilizzato. Non si è mai sentito di un vaccino per esseri da terzo mondo. Non si fa ricerca per chi poi non può pagare.
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GabriChan
Credo sia già stato fatto un vaccino sperimentale che verrà testato in loco direttamente su cavie umana.....????
“Grandi menti parlano di idee, menti mediocri parlano di fatti, menti piccole parlano di
persone”
Eleanor Roosevelt
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E' stato provato un siero, mi pare...
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