Energia chimica
(2013-12-02, 18:38)Mario Ha scritto: ... in missione speciale in una landa isolata e ostile, lontani giorni di cammino da qualsiasi fonte di elettricità.
Grazie a questo dispositivo può comunicare con la base sia per inviare/ricevere informazioni che per chiedere soccorsi.

saluti
Mario

Per i professionisti del settore esistono dei dispositivi...tipo telefonino satellitari, autocalibranti a ricerca automatica via GPS e segnale di emergenza incorporato con pile LiAlH speciali..con autonomia di oltre 30 giorni..per missioni e missionari:-P .. dal peso di circa 1,5 Kg a qualche migliaio di €...il prezzo è chiaramente l'ultimo aspetto.
*Hail* Sirio è lucente <==> Pepi è stabile e perfetto *Hail*
Cita messaggio
(2013-12-02, 19:17)Mario Ha scritto: Non sapevo che esistesse questa possibilità.
E' possibile avere un'indicazione sul come reperirle?

grazie
Mario

Certamente: cimitero, con torcia e Geiger. Alimentavano, fino a qualche anno fa, quei gingilli sottopelle usati per far battere i cuori infranti. ;-)
*** Cercar di far bene e non di far molto. (A. L. Lavoisier) ***
Cita messaggio
(2013-12-03, 16:49)Dott.MorenoZolghetti Ha scritto:
(2013-12-02, 19:17)Mario Ha scritto: Non sapevo che esistesse questa possibilità.
E' possibile avere un'indicazione sul come reperirle?

grazie
Mario

Certamente: cimitero, con torcia e Geiger. Alimentavano, fino a qualche anno fa, quei gingilli sottopelle usati per far battere i cuori infranti. ;-)

Francamente mi aspettavo una risposta migliore.
I pacemaker alimentati con radioisotopi al plutonio sono improponibili per via delle minime potenze generate. Nel generatore ad idrogeno di inizio post si parlava di potenze intorno ai 10 W, mentre questi riescono a malapena fornire potenze di 300 µW.
Evidentemente le è sfuggito il particolare delle potenze emesse così come il costo, in moneta e ambientale.
E poi, suvvia, dovrebbe ben sapere che con il Geiger non si riesce a rilevarli, schermati come sono. Senza parlate del fatto che il Pu239 in essi presente (principalmente come PuO2) emette soprattutto energia termica con bassi livelli di raggi gamma e particelle.
Per avere potenze come quelle richieste, basta fare due conti.
Un kg di plutonio rilascia circa 500 W. Questa energia viene poi convertita da un generatore termoelettrico dotato di termocoppie, il cui rendimento, molto basso, si attesta solitamente sul 5%. Ne viene fuori una potenza elettrica di 25 W. Tenuto conto che il plutonio non è mai puro (si arriva all'80%) ed è sotto forma di ossidi, per avere una potenza paragonabile al già citato generatore ad idrogeno, uno dovrebbe caricarsi di almeno 400/500 g di materiale fissile. Senza contare il peso dell'elettronica e della schermatura.
E poi il costo, diciamo intorno ai 4000 Euri al grammo. che elimina ogni dubbio in proposito.
Senza parlare che costa poi un sacco anche provvedere allo smaltimento.
E' vero che dura una vita, letteralmente, ma spero ora che le sia chiaro del perché non venga usato per certe applicazioni.

saluti
Mario
Cita messaggio
Mario, io ho scherzato vedendo quel brutto servizio in TV.
Dico brutto perchè in questi servizi la parte tecnologica o termodinamica non viene mai affrontata (gravissimo! ma non c'è speranza in tal senso), ma viene invece sottolineato mille volte che il prodotto "non inquina", "non rilascia CO2", "emette solo acqua" e altre affermazioni estremamente di moda ma che non mi interessano dal punto di vista scientifico.
Però mi chiedo dove stia la reale convenienza (il costo non lo considero) di un aggeggio del genere in situazioni di emergenza.
Quant'è la capacità (A/h equivalenti) di una bomboletta? MOLTO di più di una buona cella tradizionale professionale? O anche di più di esse, a parità di peso e ingombro?
Con cosa ricarico la bomboletta se sono al Polo Nord o dovunque si voglia? Con il fotovoltaico? Ma con esso ricarico anche le batterie convenzionali, in maniera banale, senza idrogeno, alte pressioni da gestire, moltiplicazioni di tanti rendimenti ognuno col suo zero virgola...
Insomma, mi sfugge finora la genialità dell'invenzione (ammesso che sia una cosa seria, altrimenti il discorso non si pone nemmeno).
Cita messaggio
Al-ham-bic,
ad alcuni dei suoi quesiti ho già risposto.
Nessun problema nel ripetere alcune cose.
Come ho detto il dispositivo dovrebbe ricaricare un iPhone5 per 6 volte di fila.
L'accumulatore di questo smartphone eroga 5,5Wh.
Ammettiamo che per la ricarica siano necessari 8Wh e che il tempo richiesto sia 2 ore.
In totale quasi 100Wh per le sei ricariche. Questa è l'energia presente nella cartuccia di idrogeno.
Usi a parte, tecnologicamente parlando, è un progetto innovativo. Nessuna scoperta sensazionale, solo una bella performance realizzativa.
L'aspetto più green è l'utilizzo dell'idrogeno come vettore energetico.
Non conosco al momento le prestazioni in climi rigidissimi o verso l'altro estremo climatico. nemmeno per quante volte sia possibile ricaricare la cartuccia.
Rimane pur sempre un bel giocattolo tecnologico, forse tra i primi del genere ad essere pubblicizzato al grande pubblico.


saluti
Mario
Cita messaggio
Grazie.
L'ultima frase è quella che mi aspettavo e che mi convince di più.
Cita messaggio
(2013-12-03, 18:20)Mario Ha scritto: Per avere potenze come quelle richieste, basta fare due conti.
Un kg di plutonio rilascia circa 500 W.
Mario

Avere un Kg di plutonio in due pezzi da mezzo Kg e tenerli separati da un cubetto di ghiaccio... poi attendere la fusione del ghiaccio e chiudere gli occhi... questo è il segreto della fissione! Bravo Mario! ;-)
*** Cercar di far bene e non di far molto. (A. L. Lavoisier) ***
Cita messaggio
E' riuscito a scrivere due errori in una sola frase. Sta perdendo colpi.asd
Mai mettere in contatto acqua e plutonio. Questo metallo infatti reagisce con essa (e pure con l'ossigeno dell'aria) con gravi rischi di incendio o esplosione. Non per niente lo si conserva in atmosfera inerte e anidra.
La fissione poi semplicemente non avviene per il mancato raggiungimento della massa critica. In letteratura si riporta il dato di 16 Kg, ben al di sopra delle quantità ipotizzate.

saluti
Mario
Cita messaggio
Mi ero perso la perla. :-)
Non so in quale letteratura si trovi 16 Kg.
A me risulta che Nagasaki fu illuminata da 6,5 Kg di Pu 239 e fu un bel botto di energia.
Inoltre Harry Daghlian morì a Los Alamos per un'esplosione causata da una sfera di plutonio del peso di appena 6,2 Kg.
Anche la questione "reattività" non è proprio corretta. Ho avuto modo di osservare quanto lento sia il processo di ossidazione se il Pu è compatto e molto puro. Certo, se finemente suddiviso o reso poroso, allora la reazione è veloce, anzi diviene addirittura piroforico. Quando è compatto, la corrosione si limita alla superficie esterna. Si forma una crosta che facilmente s'increspa ed espone il metallo a successiva corrosione. E' un processo opposto alla passivazione dell'alluminio: l'ossido rende più attaccabile il metallo sottostante. Tuttavia, torno a dire, se il blocco è compatto, il processo è sufficientemente lento.

Kiwipedia riporta 16 Kg, ma temo lo abbia scritto mia nonna: non si fidi di mia nonna, si crede Maria Antonietta ...

Comunque è vero (e preoccupante per me ...): sto perdo colpi. :-(
*** Cercar di far bene e non di far molto. (A. L. Lavoisier) ***
Cita messaggio
(2013-12-20, 03:19)Dott.MorenoZolghetti Ha scritto: Mi ero perso la perla. :-)
Non so in quale letteratura si trovi 16 Kg.
Gliela indico senz'altro.
La tabella che troverà in allegato è reperibile sul sito della ENS (European nuclear society). Si va da 10 Kg per il 239Pu ai 36kg del 240Pu. Tenuto conto dei rapporti isotopici ho fatto una media approssimativa.

A me risulta che Nagasaki fu illuminata da 6,5 Kg di Pu 239 e fu un bel botto di energia.
Sono sempre molto dubbioso dei dati lasciati trapelare (ad arte) dagli yankee. La verità su quell'ordigno la conoscono in pochi e di sicuro non la divulgano.
Inoltre Harry Daghlian morì a Los Alamos per un'esplosione causata da una sfera di plutonio del peso di appena 6,2 Kg.
Dicono così. Vale il discorso appena fatto. Quello che successe realmente lo sanno solo loro (forse) e il buon Dio
Anche la questione "reattività" non è proprio corretta. Ho avuto modo di osservare quanto lento sia il processo di ossidazione se il Pu è compatto e molto puro. Certo, se finemente suddiviso o reso poroso, allora la reazione è veloce, anzi diviene addirittura piroforico. Quando è compatto, la corrosione si limita alla superficie esterna. Si forma una crosta che facilmente s'increspa ed espone il metallo a successiva corrosione. E' un processo opposto alla passivazione dell'alluminio: l'ossido rende più attaccabile il metallo sottostante. Tuttavia, torno a dire, se il blocco è compatto, il processo è sufficientemente lento.

Kiwipedia riporta 16 Kg, ma temo lo abbia scritto mia nonna: non si fidi di mia nonna, si crede Maria Antonietta ...
Chissà se almeno le brioches le riescono bene.asd

Comunque è vero (e preoccupante per me ...): sto perdo colpi. :-(
Non si lasci andare. C'è sempre il Gerovital.


con immutato affetto
Mario


Allegati
.docx  Isotopi masse critiche.docx (Dimensione: 12.56 KB / Download: 86)
Cita messaggio




Utenti che stanno guardando questa discussione: 1 Ospite(i)