Erbio e sali
Lightbulb 
Buongiorno a tutti!
Forse molti di voi si saranno dimenticati del mio progetto "terre rare" di cui parlo ogni tanto... ma non è per nulla abbandonato! Ricapitolando, per ora ho trattato europio, olmio e terbio (quest'ultimo non molto bene, e vorrei provvedere in futuro a studiarlo meglio).
Tocca ora all'erbio. Come sempre, mi sono procurato il metallo: eccone qui un campione di 5g sotto argon:

   

L'erbio, tra le terre rare, è uno dei più pesanti, con densità di 9,066g/cm^3. Per questo non me la sentivo di utilizzare quell'esiguo campione per preparare i suoi sali, e mi sono procurato anche 10g di Er2O3. E pure qui, un ossido veramente bello pesante (densità 8,64g/cm^3, persin maggiore di quella dell'ossido di PbII,IV!! O_O ).
Eccovi la foto di tutti i 10g:

   

Qualche grammo di ossido, l'ho poi sciolto in un eccesso di acido cloridrico concentrato (scaldando e mescolando per un po', non si scioglie subito). Ho ottenuto così una soluzione di cloruro. A differenza dell'ossido, il cloruro presenta molte variazioni cromatiche in funzione del tipo di luce con cui lo si illumina, e in questa foto la soluzione appare rosa sbiadita (a sinistra la fialetta con l'ossido):

   

La soluzione di cloruro è stata concentrata a caldo e lasciata evaporare con il metodo del sacchetto per sottovuoto (descritto nella discussione sull'europio) per qualche giorno. Ecco il fondo del becher con la suggestiva incrostazione cristallina:

   

Per finire, ecco un confronto tra 2 foto; si tratta dello stesso campione di ErCl3-xH2O, esposto a sinistra ad una lampada a fluorescenza (normali lampadine, attualmente le più comuni), a destra ad una "vecchia" lampada a filamento:

       

Beh, direi che l'erbio è stato un buon metallo con cui sperimentare, non molto differente dall'olmio, ma comunque interessante.
La differenza principale che ho notato tra i 2, sta nel differente comportamento alle luci dei loro sali: l'olmio assume tendenzialmente due tonalità, rosa carico per lampade a fluorescenza, giallino per altri tipi di luce; l'erbio invece assume un colore rosa carico, quasi fucsia, con lampade a fluorescenza,rosa chiaro tendente all'arancione alla luce solare, e solo alla luce di una lampada a filamento diventa quasi del tutto incolore (leggermente giallo-verdino).

Se avete curiosità, informazioni da aggiungere, proposte di esperimenti... dite pure!!

P.S.: "Prossimamente" (asd) : Gadolinio, disprosio, samario :-P
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Rusty, al-ham-bic, ale93, Dott.MorenoZolghetti, the-rock-91, Mario
Molto interessante, il tutto ma soprattutto le riemissione dello spettro.
Potresti provare anche con una lampada UV magari, oppure ficcarlo in un forno microonde per vedere se le assorbe e riemette qualcosa nel visibile (sicuramente si), sarebbe interessante anche capire il meccanismo di assorbimento/emmissione alle varie frequenze che non siano quelle del visibile... si potrebbero creare delle lampade (molto costose asd ) colorate variando solo la frequenza di modulazione dell'eccitazione. Questa caratteristica è comune anche in altre terre rare?

Ottimo,
Complimenti! :-P
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Dunque... per ora ho provato con gli UV-C e un po' è fluorescente, ma riemette nello stesso violaceo-fucsia, senza variare troppo. Dovrò provare con la wood appena ho tempo.
Col microonde purtroppo non è fattibile, mammina non mi lascia così tanto campo libero :-P
Per quanto riguarda le altre terre rare, questa caratteristica è presentata anche dall'olmio, non so bene tutte le altre: man mano che le osserverò, vi dirò. Quel che è certo è che molte terre rare in qualche modo rientrano con fenomeni di fluorescenza o fosforescenza. Ad esempio sali di terbio ed europio entrambi fluorescenti, Eu fa anche materiali fosforescenti (quando usato come drogante) e similmente si comporta anche Dy. Molti, come lo stesso erbio, sono usati nei diodi laser (l'Er per laser a scopi estetici se non erro).
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[-] I seguenti utenti ringraziano Max Fritz per questo post:
Rusty, Beefcotto87
Complimenti una sintesi davvero interessante! Apprezzo molto le qualità fluorescenti delle terre rare

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Ottimo lavoro! Interessante sempre l'incontro "quasi ravvicinato" con i lantanidi.
La x di ErCl3.xH2O è 6, quindi ErCl3.6H2O
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xRusty: mi sembra ben difficile che possa emettere nel visibile per eccitazione da microonde: sono lontane anni luce le frequenze del visibile e i miseri 2,450 GHz del forno! Che ne dici? Perchè dici "sicuramente" sì?

(forno da NON far funzionare senza opportuno carico, comunque, altrimenti addio magnetron!).
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In questo caso, avendo poco cloruro già pronto, ho preparato il solfato di erbio (III) ottaidrato a partire dall'ossido (si tratta di quello proveniente dall'acquisto collettivo su ebay con ale93 e marco). La reazione non si innesca immediatamente, ma una volta partita è estremamente energica ed esotermica. Il solfato formatosi rimane precipitato, ma si può dire con certezza che non è più l'ossido per l'aspetto microcristallino e il colore decisamente più intenso.
Non è poi così semplice riportare in soluzione il sale. Occorre lasciare su agitatore per molto molto tempo, ovviamente dopo aver fatto le opportune aggiunte d'acqua (circa 100mL di volume totale per 6g di ossido utilizzato direi), e possibilmente tenendo la soluzione in bagno a ghiaccio. Non importa che rimanga a 0°C costantemente, ma la solubilità è in ogni caso decisamente maggiore a freddo.
Ecco una parte del solfato precipitata e liberata dall'acido, per la ricristallizzazione:

   

E i cristalli (16g ca.):

       

Su questo sale avrei ancora due immagini da mostrare, vedrò di provvedere presto ;-)
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Mario, fosgene
Bravo Max, ho letto solo ora il messaggio..io sto cercando di far crescere qualche cristallo ben fatto e trasparente di Er solfato. Per l'attacco dell'ossido io invece ho usato la classica solubilizzazione a caldo con H2SO4 5% e successiva concentrazione a 80° fino a cristallizzazione. Per raffreddamento il sale si ridiscioglie e si può cominciare la cristallizzazione vera e propria!
"Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza." Divina Commedia, canto XXVI Inf.
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Recentemente ho preparato il nitrato di erbio partendo dal suo ossido!
Ho optato per il nitrato perchè l'ossido in mio possesso sembrava non sciogliersi in HCl e ho avuto alcune difficoltà nella preparazione del solfato.
Ho cristallizzato con il metodo del sacchetto+NaOH e il processo ha richiesto più o meno una settimana
In foto una parte(10g) di nitrato di erbio a destra sotto la luce emessa da una lampadina classica a incandescenza, a sinistra sotto quella emessa da una lampadina a risparmio energetico.
      

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è un po' strano il colore alla lampada a risparmio energetico...di solito viene rosa come il solfato di Max. Sempre se non hai le lampade a risparmio balorde come ce le io in lab....lasciano l'Er verdino e il Nd lilla...
Appena ho tempo metto una foto del mio!
"Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza." Divina Commedia, canto XXVI Inf.
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Il colore in realtà è come il solfato di Max, solo che la macchinetta era regolata male e non lo ha ripreso fedelmente!
Non ho potuto fare un'altra foto perchè è molto igroscopico!

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