Fotografia con foro stenopeico home-made
Salve a tutti utenti del forum e non, apro questa breve discussione, ma in realtà è ancora un'abozzo, sulla fotografia home-made.
Ho utlizzato una macchina con foro stenopeico autocostruita in cartone, le cui dimensioni sono state calcolate in maniera precisa.
La pellicola è semplice carta immersa in un bagno di argento nitrato e una volta asciugato in uno di ioduro di potassio. L'esposizione è stata di circa otto secondi. Purtroppo non disponevo di luce attinica perciò ho dovuto fare tutto al buio con non pochi problemi...
Lo sviluppo della per ora ancora unica foto l'ho fatto con una soluzione 1M si solfato ferroso. Non ho usato nessun fissante perciò la foto sta lentamente sbiadendo.
Da questa prova si ottiene un negativo.
E' ancora un risultato deludente(dev'essersi bruciata) ma prometto che tenterò ancora finchè non riuscirà una foto quantomeno accettabile.
Posto le foto del fallimento :-D nel frattempo


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Publios,la fotografia a ioduro d'argento è sinonimo di fotografia a immagine latente (sinonimo di fallimento...asd).
Per i primi approcci devi usare AgCl,usando quindi NaCl al posto del KI.
Il tempo di esposizione è dell'ordine delle ore,circa due in una giornata di sole.
Il risultato non è proprio il massimo ma sicuramente meglio di quello che hai ottenuto asd....
I negativi sono quasi sempre sfuocati,ma non troppo se fatti a regola d'arte.
Per lo sviluppo del AgI o AgBr devi usare idrochinone (metodica moderna) o acido gallico o pirogallolo per la metodica del calotipo ottocentesco (volendo anche acido tannico).
Il solfato ferroso è usato per il collodio ,ma soprattutto come rivelatore si utilizza il KCN....
l'immagine che hai ottenuto è troppo sovraesposta o forse il trattamento a FeSO4 l'ha rovinata.
Cercare di fare stampe ad annerimento diretto con lo ioduro è impossibile o quasi.
La prossima volta quindi tenta con NaCl e vedrai che non ti deluderà,il vecchio cloruro non dà mai dispiaceri,a parte che le immagini sono poco nitide.

ma l'immagine prima dello "sviluppo" c'era o no?
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E' orribile! ;-) Potresti proporla a "Mistero"...sembra un ectoplasma malconcio. asd

ma è nel posto sbagliato...
*** Cercar di far bene e non di far molto. (A. L. Lavoisier) ***
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(2011-02-27, 19:11)Dott.MorenoZolghetti Ha scritto: E' orribile! ;-) Potresti proporla a "Mistero"...sembra un ectoplasma malconcio. asd

ma è nel posto sbagliato...

ahahahah...ectoplasma malconcio.....ahahah
in che senso è nel posto sbagliato?
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(2011-02-27, 19:14)AgNO3 Ha scritto: ahahahah...ectoplasma malconcio.....ahahah
in che senso è nel posto sbagliato?
Non ha molto senso in suggerimenti e miglioramenti asd

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(2011-02-27, 18:56)Publios Valesios Ha scritto: La pellicola è semplice carta immersa in un bagno di argento nitrato e una volta asciugato in uno di ioduro di potassio. L'esposizione è stata di circa otto secondi.
E' ancora un risultato deludente(dev'essersi bruciata) ma prometto che tenterò ancora finchè non riuscirà una foto quantomeno accettabile.
Posto le foto del fallimento :-D nel frattempo

8 secondi? bruciata???
guarda, la mia esperienza, non molta in verità, sulle macchine a foro stenopeico, mi dice che in 8 secondi non bruci proprio un bel niente (a meno che non hai un foro di dimensioni non proprio stenopeiche).
Io ho usato come foro stenopeico un lamierino d'ottone di spessore 0,1mm e ho fatto il foro con la tecnica dello spillo e della carta vetrata.
Il foro deve essere molto piccolo se vuoi che venga una immagine nitida.

Io ho usato la carta fotosensibile per la stampa in bianco e nero, e gli sviluppi e fissaggi preposti. Non mi sono avventurato nella preparazione del supporto fotografico! Ora non so dirti la sensibilità della carta che hai prodotto, ma a me la carta fotosensibile, che sotto la lampada dell'ingranditore si impressiona in pochi secondi, mi ci ha messo qualcosa come 30 minuti per impressionarsi!

Complimenti comunque per i tentativi! Prova e riprova che prima o poi otterrai qualcosa :-)
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(2011-02-27, 20:10)arkypita Ha scritto: 8 secondi? bruciata???
guarda, la mia esperienza, non molta in verità, sulle macchine a foro stenopeico, mi dice che in 8 secondi non bruci proprio un bel niente (a meno che non hai un foro di dimensioni non proprio stenopeiche).
Io ho usato come foro stenopeico un lamierino d'ottone di spessore 0,1mm e ho fatto il foro con la tecnica dello spillo e della carta vetrata.
Il foro deve essere molto piccolo se vuoi che venga una immagine nitida.

Io ho usato la carta fotosensibile per la stampa in bianco e nero, e gli sviluppi e fissaggi preposti. Non mi sono avventurato nella preparazione del supporto fotografico! Ora non so dirti la sensibilità della carta che hai prodotto, ma a me la carta fotosensibile, che sotto la lampada dell'ingranditore si impressiona in pochi secondi, mi ci ha messo qualcosa come 30 minuti per impressionarsi!

Complimenti comunque per i tentativi! Prova e riprova che prima o poi otterrai qualcosa :-)


La carta fotografica che compri è molto meno sensibile dello ioduro di argento,ma in 8 secondi è veramente impossibile che si sovraesponga,secondo me la foto è stata esposta alla luce o è stata sviluppata a concentrazione troppo alta...
purtroppo le macchine a stenopi sono molto poco efficienti e necessitano diverso tempo di esposizione...in verità l'AgBr sulla carta fotografica è pù sensibile dello ioduro di publios,ma in quanto ad annerimento diretto è molto più veloce l'AgI
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publios, ti andrebbe di postare il procedimento per produrre la carta e per svilupparla? mi piacerebbe provare!
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(2011-03-05, 09:17)arkypita Ha scritto: publios, ti andrebbe di postare il procedimento per produrre la carta e per svilupparla? mi piacerebbe provare!

te ne giovi se te la dico io? asd
i procedimenti sono diversi ma i più comuni sono questi:

1-carta ad annerimento diretto (t. di esposizione nell'ordine delle ore 1-2 ore)

carta da stampante liscia immersa in un bagno di NaCl ,asciugata parzialmente,fino a diventare umida e immersa in una soluzione possibilmente concentrata di AgNO3.
Questa operazione è svolta preferibilmente nella penombra,ma dato che l'AgCl non è molto fotosensibile non è necessaria l'oscurità;
l'esposizione che è di norma di 2 ore è seguita da un fissaggio in soluzione di Na2S2O3 al 12%.
Questo procedimento non necessità di sviluppo perchè il tempo di esposizione è tale che l'alogenuro si decompone direttamente alla luce che riceve,senza ausilio di sostanza rivelatrice.
Questa procedura è definita stampa a "carta salata" ed è l'approccio più semplice per ottenere un'immagine fotogenica e risale agli inizi dell'800 (1830 in poi).

2-Carta fotografica a immagine latente (tempo di esposizione dell'ordine dei minuti 2-15 minuti),questa procedura è molto più complicata

carta da stampante liscia immersa in soluzione acquosa di KBr e KI.
Lasciare che asciughi parzialmente e porre la carta in un bagno acquaoso di AgNO3 e CH3COOH. Questa volta l'operazione va fatta sotto luce rossa o al lume di una candela.
Dopo l'esposione l'immagine non sarà ancora visibile,poichè è un'immagine latente sarà necessaria una soluzione sìdi sviluppo.
Questa è a base di acido gallico la cui soluzione satura acquosa è diluita 1 a 5 con dell 'acido acetico al 10%.
Lo sviluppo richiederà un certo tempo.
Il fissaggio avviene nella medesima soluzione della carta ad annerimento diretto.
Questo procedimento è chiamato "calotipia" ed è stato ideato da Henry Fox Talbot che ideò la fotografia come metodo per produrre immagini identiche da un unico negativo.
Ti lascio un interessante video in cui la procedura è diversa (usa prima l'AgNO3 ma non si capisce bene...) ma rende bene l'idea di come va svolto il tutto

http://www.youtube.com/watch?v=oD30ajWuHUI

l'immagine ad annerimento diretto è più semplice e spesso garantisce più probabilità di riuscita ma la calotipia è più rpida,dà più soddisfazione e l'immagine è più dettagliata,semmai cerca anche su google,ciao.
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[-] I seguenti utenti ringraziano AgNO3 per questo post:
arkypita
Ho preparato la mia pellicola fotografica in maniera erronea: infatti prima l'ho immersa in un bagno di argento nitrato(AgNO3) e l'ho fatta asciugare. Poi nell'oscurità più totale le ho spennellato sopra una soluzione acquosa di ioduro di potassio(KI) e l'ho esposta per 8-10 secondi.
Non mi sorprende che la foto sia uscita tipo ectoplasma, infatti ho praticamente invertito la procedura !!!
Quella corretta è quella postata da Argento Nitrato
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