I Solfammati
Ah, io lo ammetto candidamente di essere ignorante... Ma dimmi Quimico, perchè sarebbe così terribile l'acido? (da usarsi)
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mai dato dell'ignorante a nessuno qui... dicevo solo che è un errore comune ;-) tutto qui...

sicuramente ci son acidi peggiori, meno maneggiabili ma anche questo non è da meno...
è un acido moderatamente forte con una Ka di 1.01 x 10^−1, meno corrosivo del cloridrico sicuramente ma...
la sostanza decompone per riscaldamento o combustione producendo vapori tossici e corrosivi tra cui ossidi nitrosi e ossidi dello zolfo
la soluzione acquosa è un acido forte, reagisce violentemente con basi ed è corrosiva
reagisce violentemente con cloro e acido nitrico fumante causando un pericolo di esplosione
reagisce lentamente con l'acqua a dare ammonio bisolfato
l'aerosol è corrosivo per gli occhi, la pelle e il tratto respiratorio
l'inalazione degli aerosol può causare edema polmonare
i sintomi dell'edema polmonare spesso non diventano manifesti prima che siano passate alcune ore e sono aggravati dallo sforzo fisico; riposo ed osservazione medica sono quindi essenziali
un'immediata somministrazione di un'appropriata terapia inalatoria fatta da un medico dovrebbe esser considerata

R36/38 - Irritante per occhi e pelle.
R52/53 - Pericoloso per gli organismi acquatici, può causare effetti avversi a lungo termine nell'ambiente acquatico.
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L'acido solfamico è un composto inorganico, questo per Legge. Le amine contengono carbonio (eccome), altrimenti non sono amine. I solfamati si ottengono facilmente dall'acido solfamico, ma direi che non sono dotati di pregi particolari. L'acido puro (in soluzione acquosa) si usa per la lucidatura dei metalli (rame e argento), anche a livello domestico.
Ha cristalli rombici, incolori, non igroscopico. Secco è stabile, in acqua si idrolizza lentamente, generando bisolfato di ammonio (quindi con idrolisi acida sfruttata per la pulitura dei metalli). Tutti i sali dell'acido sono solubili in acqua, con l'eccezione del sale basico di mercurio.
A 205°C fonde con decomposizione. Non ha odore, non è un acido aggressivo, è irritante, specie per le congiuntive.
In 100 mL di acqua a 0°C si disciolgono 15 g, mentre a 80°C se ne disciolgono 47 g. Il suo sale principale è quello ammonico, usato a partire dal 1942 come erbicida e arbusticida. Si usa anche come disincrostante, anticalcare (Viacal) e per produrre plastiche antifiamma (unito alla dietilamina).

Fare cristalli di suoi sali è una bella impresa, essendo tutti molto solubili, compresi quelli degli alcalino-terrosi e del piombo.
*** Cercar di far bene e non di far molto. (A. L. Lavoisier) ***
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Sono molto igroscopici?
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Ma allora in definitiva è organico o inorganico?! Quimico dice una cosa, Doc ne dice un'altra azz!
Vorrei capire per quale motivo è organico o inorganico... almeno forse imparo la differenza asd

Thanks
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senza nulla togliere al caro Moreno, io dico che è composto organico... non è un acido inorganico...
è derivato dall'urea che fino a prova contraria è organica... poi se sbaglio, amen
però mi deve spiegare dove sta il mio errore?
al-ham-bic che dici?
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Mi togli nulla, caro Quimico. Siamo qui per confrontarci e per imparare (tutti).
L'acido in questione non ha atomi di carbonio e non deriva necessariamente dall'urea.
*** Cercar di far bene e non di far molto. (A. L. Lavoisier) ***
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Come ho detto più sopra, confermo che non deriva necessariamente dall'urea... ma anche dall'ammoniaca + acido clorosolfonico (niente C).

(La cosa che mi ha lasciato più perplesso in tutta questa storia è la carenza di informazioni bibliografiche su questa sostanza).
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anche a me ha lasciato l'amaro in bocca questo non trovare molto di bibliografico... cercherò meglio sui miei libri ;-)
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Il Salomone inserisce la sintesi dell'acido solfammico tra le sostanze INORGANICHE, segue la preparazione:

Acido solfammico
L'acido solfammico o amminosolfonico NH2.SO3H è allo stato puro una sostanza cristallina incolore, alquanto solubile in acqua, che si può avere facendo reagire anidride solforosa sopra una soluzione acquosa di cloridrato di idrossilamina:
NH2OH.HCl + SO2 —► NH2SO3H + HCl
e poi evaporando la soluzione su bagnomaria sino a che l'acido solfammico
cristallizza. Una resa maggiore si ottiene facendo agire urea con acido solforico fumante:
CO(NH2)2 + H2SO4 + SO3 —► 2 NH2SO3H + CO2
Si scioglie dapprima l'urea in un eccesso di acido solforico concentrato poi si aggiunge poco a poco l'oleum sotto forte agitazione; l'acido solfammico che precipita è raccolto e purificato facendolo cristallizzare dall'acqua.


Dunque la tesi di Doc è appoggiata appieno dal Sig. Salomone !
Credo sia più corretto a questo punto inserire questo post in inorganica, come era stato giustamente inserito la prima volta asd
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