Il laboratorio di Zolghetti :O
(2013-12-27, 20:10)Mario Ha scritto: Determinazione della SO2 nei vini. Metodo iodimetrico.

saluti
Mario

Esatto! :-)
Quindi: apparecchio o apparato di ... ?
*** Cercar di far bene e non di far molto. (A. L. Lavoisier) ***
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Karl-Fischer?
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(2013-12-28, 09:42)Dott.MorenoZolghetti Ha scritto:
(2013-12-27, 20:10)Mario Ha scritto: Determinazione della SO2 nei vini. Metodo iodimetrico.

saluti
Mario

Esatto! :-)
Quindi: apparecchio o apparato di ... ?

Non sapevo che avesse un nome. Il metodo è comunque quello di Ripper.

saluti
Mario
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Ogni cosa ha il proprio nome: se non gli viene dato dallo scopritore/inventore, allora ne prenderà il nome proprio con il tempo. Così è successo per quell'affare davvero semplice, ma geniale. :-)
*** Cercar di far bene e non di far molto. (A. L. Lavoisier) ***
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Appareto di Ripper-Schmitt ?
comandante diavolo *yuu*
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No, no. Il metodo è quello, ma non è il nome della lampada.
*** Cercar di far bene e non di far molto. (A. L. Lavoisier) ***
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[-] I seguenti utenti ringraziano Dott.MorenoZolghetti per questo post:
Mario
Ho eliminato il video inserito nel mio precedente intervento perchè non desidero avere discussioni con l'autore, a causa di quanto sto per scrivere: quello nel video è l'applicazione più distorta e grossolana che io abbia mai visto del metodo Ripper per la determinazione della SO2 nei vini. E' proprio piena di errori procedurali e non ha criterio. Mi sono sempre impressionato nel vedere gente (pagata, quindi che lo fa per lavoro) brandire pipette e reagenti e cavar fuori risultati (magari a 4 decimali) senza seguire minimamente le buone regole di laboratorio. Ne ho conosciuti almeno due di questi "analisti" che si occupavano di vini e, visti all'opera, mi lasciavano molto perplesso. Forse è per mia deformazione professionale, visto che le mie analisi (nel mio ambito lavorativo) devono essere molto precise, ma certo è che pagare uno che ti dice un numero senza alcun significato... mah, non so ...


Per non tediare oltre, sciolgo la riserva e svelo il nome dell'illuminatore.
A inventarlo, al termine degli anni Venti del Novecento, furono L. Benvegnin e E. Capt e lo descrissero nel loro "Traité de vinification" del 1947 a pag. 396. Volendo lo si trova anche citato sul "Mitt. Gebiete Lebensm. Hyg." del 1931, n. 22, pag. 257 e 365.

Tengo a precisare che in origine la luce bianca era resa monocromatica attraversando uno spessore di 3 cm di soluzione satura di cromato di potassio.
*** Cercar di far bene e non di far molto. (A. L. Lavoisier) ***
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E' un peccato aver eliminato il video. Era molto istruttivo riguardo a quello che non si dovrebbe fare nel corso di un'analisi. Concordo pienamente sui suoi commenti rivolti all'analista. Ci sarebbe da dire molte cose sul metodo analitico, veloce e di facile esecuzione, ma soggetto a numerose interferenze.

Adesso che ha rivelato l'arcano posso dire alcune cose.
Non posseggo i libri dove si descrive l'apparecchio ( a proposito, penso farebbe cosa gradita se postasse le pagine citate) ma sono quasi sicuro che non inventarono niente di nuovo perché ricordo di aver letto da qualche parte che l'artificio di usare una lampada gialla per percepire meglio il viraggio era ben noto da parecchi decenni.
E poi ha dato false indicazioni quando giorni fa ha detto che il filtro era costituito da una soluzione di satura di dicromato di potassio.
Altra imprecisione in data odierna: il passaggio della luce bianca attraverso la soluzione satura di cromato di potassio non la rende monocromatica.
Era meglio dire che passano praticamente inalterate le radiazioni aventi lunghezza d'onda superiore a circa 500 nm.

saluti
Mario
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Sull'eliminazione del video prima del mio commento ho già detto la motivazione: vorrei evitare le ire dell'autore. Ho già avuto spiacevoli scambi epistolari con santoni vari della chimica improvvisata e preferirei evitare ulteriori spese di tempo.


Suvvia, non se la prenda. Per una cosa che non sapeva... pensi: se fosse morto prima delle 14.30 di oggi, sarebbe finito all'inferno ignorante. :-)

Monocromatico in senso letterale vuol dire "di un solo colore" e la percezione sensoriale che si ottiene mirando la luce filtrata da una soluzione di cromato di potassio è esattamente quella.

Al di là di strambe confutazioni, invece posso dire di aver letto di qualcuno che suggerisce la luce gialla (questa sì fisicamente monocromatica) della lampada al sodio. In effetti, se non si considerano il costo e le difficoltà di gestione (alimentazione dedicata) non sarebbe una cattiva idea.
*** Cercar di far bene e non di far molto. (A. L. Lavoisier) ***
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Ho inserito tra le mie cose "inutili" anche questa cosetta trovata a un mercatino dell'antiquariato. Lasciarla lì dov'era, tra le mani inesperte di un mercante di ricordi, mi pareva un'eresia e dunque l'ho acquistata.

Sapete dirmi chi la usava in passato?


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