Libro: Le teorie chimiche dal '500 al '700
No no, forse non mi sono espresso bene.
L'università italiana in questi ultimi anni ha generato mostri d'ignoranza.
Ovvio, ci sono eccezioni, quindi nulla di personale: se uno ha voglia di imparare, ha tutte le possibilità per farlo. Tuttavia ci sono moltissimi studenti (o ritenuti tali) che "tirano a campare" ed escono più somari di quando sono entrati. Il numero generale aumenta, sì, ma la qualità è a picco! I chimici degni di questo nome sono mosche bianche, te lo posso garantire. E lo stesso discorso vale per medici, biologi e farmacisti.
*** Cercar di far bene e non di far molto. (A. L. Lavoisier) ***
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Se gli studenti "tirano a campare", da noi, non passano gli esami; o quantomeno non li passano abbastanza in fretta da laurearsi in tempo!

Conosco bene i mali dell'università italiana, ma ti assicuro che il corso di Chimica a Pisa è tutt'altro che pieno di ignoranti.
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Vuoi dire che il tuo Ateneo non riceve pressioni dal MIUR per incrementare il numero annuale di laureati? Allora è l'unica eccezione.
Ne prendo atto.
*** Cercar di far bene e non di far molto. (A. L. Lavoisier) ***
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Beh, gli studenti di chimica sono davvero pochissimi. Se si vuole aumentare il numero totale di laureati, è inutile fare pressione sui professori del dipartimento di chimica: basta creare un nuovo corso di laurea in scienze delle merendine!
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Quello che dice Moreno è vero, per quanto riguarda la mia universita' posso confermarlo. Il numero di laureati è aumentato a dismisura cosi' come è aumentato il numero di iscritti (piu' laureati, piu' soldi che arrivano a quell'ateneo) perchè essendoci piu' laureati aumenta il "prestigio", se cosi' vogliamo chiamarlo, di quell'ateneo; all'interno dello stesso si vedono studenti che passano esami come fossero automobili ad un casello... niente a che vedere con lo scopo primario di un'istruzione superiore come dovrebbe essere l'universita'.
Si guarda al numero di laureati, piu' che alla loro preparazione, e gli stessi professori spingono per far passare il maggior numero di studenti possibili, cosicchè il numero di laureati aumenta, aumenta ancora la loro posizione in classifica come ateneo "di prestigio", e arrivano piu' soldi... insomma i professori fanno passare cani e porci pur di avere piu' soldi per la loro facolta'. Sono schifato da questo andazzo, ma purtroppo i soldi fanno questo e altro.

Siamo OT di brutto, ma possiamo splittare se la discussione interessa.
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Boh, sinceramente nel mio corso tutti questi esami in cui si passa gratis non li ho mica visti!
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Il problema è sul sistema di valutazione delle università come dice Rusty. I fondi statali alle università vengono dati in funzione del numero di iscritti e dal numero di laureati posseduti da quell'ateneo.

Ma l'università di Roma non avrà sempre più iscritti dell'università di CaniCattì (nome inventato di una piccola realtà universitaria)?????

Quindi le grandi università avranno sempre più fondi rispetto alle piccole università ma non perchè si meritano questo prestigio ma solo per un fattore puramente matematico/statistico.

Un mio professore mi fece notare come una migliore distribuzione dei fondi potrebbe essere assegnata tenendo conto delle percentuali degli iscritti e dei laureati dell'ateneo. Mi spiego meglio con un banalissimo esempio:

Numero di iscritti alla triennale a Roma: 500
Numero di laureati triennali a Roma: 100
% di laureati triennali sul totale degli iscritti: 20%
Numero di iscritti alla specialistica a Roma: 50 (riferito ai 100 laureati a Roma)
% di Iscritti alla magistrale proveniente dalla triennale a Roma= 50%

Numero di iscritti alla triennale a CaniCattì: 35
Numero di Laureati triennali a CaniCattì: 15
% di laureati triennali sul totale degli iscritti: 43%
Numero di iscritti alla specialistica a CaniCattì: 12 (riferito ai 15 laureati a CaniCattì)
% di iscritti alla magistrale provenienti dalla triennale a CaniCattì: 80%

In questo modo è possibile valutare un pochino meglio (ma solo un pochino) il "prestigio" di un università.

Ancora meglio si potrebbe fare, considerando la percentuale di studenti che si laurea nei dovuti tempi (dato da aggiungere alla proposta precedente). Probabilmente anche in questo caso il risultato non è esente da errori o contraffazioni ma è sicuramente più indicativo di quello attualmente utilizzato dallo Stato.

Morale della storia???

La serietà e la cultura di uno studente non deriva dal "prestigio" dell'università frequentata ma solamente ed esclusivamente dalla serietà e professionalità posseduta dallo studente.
La chimica come qualsiasi altra scienza studiata a Roma non è diversa da quella studiata a CaniCattì *Fischietta*

P.S. Rusty forse dopo questo enorme OT si potrebbe pensare di spostare la discussione O:-)
Chemistry4888
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