Libro: Manuale dell'Inquisitore
Visti i recenti fatti di cronaca - mi riferisco alle epurazioni razziali al mercato degli ambulanti - vorrei porre alla vostra attenzione questo curioso testo risalente al 1376 (la mia copia è più recente...).
Nicola Eymerich è stato un frate domenicano e inquisitore generale d'Aragona. Vissuto in Spagna per 79 anni nel volgere del XIV secolo, ebbe una vita tumultuosa, contraddittoria e piena di "bucce di banana".
Una buccia clamorosa fu la sua ostilità verso Urbano VI, o l'avversione ostinatissima verso le dottrine di Raymond Llull (se qualcuno ha studiato la storia della chimica, sa di chi sto parlando!). Insomma, pur essendo un uomo integerrimo, molto rispettato e considerato, non mancò di prendere qualche cantonata. Nel suo breve periodo avignonese, alla corte di Benedetto XIII, presso il quale aveva trovato rifugio, scrisse la sua opera più importante, il famoso "Directorium inquisitorum" (che questo testo ripropone tradotto e commentato), un vero e proprio vademecum per gli inquisitori di Santa Romana Chiesa. Dell'inquisizione, specie di quella spagnola, si è detto e scritto tanto, ma molte delle cose narrate sono solo il frutto dell'immaginazione degli autori.
Quello che vorrei dirvi, cari figlioli, è di non fermarvi alle apparenze, di non accontentarvi dei "sentito dire" o peggio, delle "ricostruzioni" fatte da altri. Ogni volta che sia possibile, andate alla fonte! Se leggeste il romanzo di U. Eco "Il nome della rosa" oppure il racconto "Il pozzo e il pendolo" di E. A. Poe, avreste una visione distorta dell'Inquisizione. Vi esorto invece a spendere qualche ora del vostro tempo leggendo Eymerich. Capireste molte più cose! Soprattutto vi rendereste conto che l'Inquisizione non è stata una pagina nera della storia della Chiesa, così come alcuni vogliono farla passare. Ci sono stati casi brutali e esecrabili, ma non sono rappresentativi di tutta l'Inquisizione. Inoltre le vicende vanno sempre lette alla luce del periodo storico e culturale in cui si realizzano. Estrapolarle, o peggio, trasporle in contesti differenti, è un segno di scarsa cognizione.
Il collegamento ai fatti di cronaca è da intendersi in questo senso: la ricerca di un fine che giustifichi un atto così barbaro è una pura idiozia. Si parla ora di esoterismo, ora di fanatismo, di apologia di fascismo. Cazzate. Il pluriomicida che si accanisce sugli ambulanti nigeriani inermi è un eroe perchè inneggia alla purezza della razza? Ma per piacere! E' solo uno dei tanti malati in circolazione da quando le case di contenimento per insani di mente sono state chiuse. Questo è stato un errore colossale e noi siamo oggi in balia di poveretti che la mattina si alzano, dimenticano di assumere la loro dose di farmaco e così vanno al mercato, con un mitragliatore sotto la giacca!


Edizioni Piemme, a cura di Rino Camilleri, 300 pag, 20 Euro circa.


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*** Cercar di far bene e non di far molto. (A. L. Lavoisier) ***
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D'accordo con le conclusioni, con il discorso in generale e con la necessità di leggerlo per poterne discutere, tuttavia mi chiedo perchè dobbiamo aspettarci tutta questa obiettività (e questo valore referenziale superiore a quello di molte altre opere più note) da un'opera scritta da chi difende la sua parte. Diremmo oggi: non è un po' soggetto a conflitto di interessi come libro?
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No. Però il tuo commento è la dimostrazione di quello che ho scritto sopra. Il "conflitto di interessi" è un concetto moderno, non lo puoi applicare al passato! Che conflitto ci poteva essere nel '300, quando il papato dettava le regole di vita sociale? Se avesse scritto: "tutti i ragazzini con le efelidi e i peli rossi sono figli del demonio e vanno arsi sul fuoco purificatore", pensi che qualcuno avrebbe potuto dissentire? Contraddire un inquisitore era sufficiente per la condanna al rogo.
*** Cercar di far bene e non di far molto. (A. L. Lavoisier) ***
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