Libro: Nuovissima raccolta delle invenzioni e scoperte
Solitamente non scrivo di libri poco disponibili, ma in questo caso desidero fare un'eccezione. Il volumetto risale al lontano 1906 e l'autore è un certo padre Lovera Giacome Aniano, edito dalla Tipografia Salesiana di Torino. Quello in mio possesso è una quarta edizione, molto trascurata e logora, con alcune pagine scucite, ma io mi baso più sul contenuto che sul contenitore. Sfogliandolo, nelle sue pagine ingiallite, si coglie subito la mentalità ormai perduta di chi scriveva libri per essere utile al prossimo e non tanto per fare qualche soldo (come invece accade oggi!). Si tratta, come dice il titolo, di una raccolta di piccole ricette per farsi in casa l'inchiosto o la colla, una venice o un detersivo. Roba superata, certamente, ma descritta con uno spirito vivacissimo e acuto. L'Autore inzia il volume con un'invettiva contro un tale Capellaro di Milano e a un altro di Roma che hanno avuto l'idea di copiare (segue elenco dettagliato dei capitoli plagiati) la sua opera contenuta nella terza edizione del libro.
Non minaccia azioni legali, ma fa richiamo all'etica e al rispetto. Altri tempi!
Leggendo si trova davvero di tutto. Mi è rimasta impressa la questione di come colorare di rosso le penne dei canarini, impiegando un nutrimento a base di un impasto al tuorlo d'uovo, mollica di pane e pepe di Caienna originale. Fantastico!
L'apice dello stile l'ho colto quando, parlando dell'adulterazione del caffè, il Lovera parla di una prova di onestà cui sottopose alcuni commercianti.
Ne risultò che su tre, soltanto uno era onesto ed era "vero tipo clericale", mentre un altro "un buon opportunista", soleva diluire la polvere di caffè con quella di cicoria. L'ultimo "vera stoffa d'un socialista" era il peggiore: zero caffè, solo cicoria! Chiude il paragrafo suggerendo: "non mai comperare caffè tostato e molto meno macinato". Oggi c'è da mettersi le mani nei capelli, ma allora la tostatura si faceva sul fuoco del camino, la sera, mentre si stava tutti in famiglia, a parlare della vita e non c'erano la TV e Internet.


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*** Cercar di far bene e non di far molto. (A. L. Lavoisier) ***
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NaClO3
(2013-02-06, 11:49)Dott.MorenoZolghetti Ha scritto: L'apice dello stile l'ho colto quando, parlando dell'adulterazione del caffè, il Lovera parla di una prova di onestà cui sottopose alcuni commercianti.
Ne risultò che su tre, soltanto uno era onesto ed era "vero tipo clericale", mentre un altro "un buon opportunista", soleva diluire la polvere di caffè con quella di cicoria.

La pratica è molto comune tutt'ora. La cicoria viene addizionata in molti caffè, in piccole quantità, anche nei marchi più noti.
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Allora riassumo la tecnica descritta nel testo, impiegata dall'Autore per smascherare l'adulterazione.

Si prende un pizzico di polvere di caffè in esame e la si fa cadere in un bicchiere quasi colmo d'acqua fredda. Se dopo qualche minuto, l'acqua resta incolore e la polvere galleggia, allora si tratta di puro caffè. Se invece l'acqua si colora sensibilmente di una tinta aurea e la polvere precipita, allora vi è presente la cicoria. L'orzo affonda e colora l'acqua entro 2-3 minuti, ma di una tinta scura, nerastra.
*** Cercar di far bene e non di far molto. (A. L. Lavoisier) ***
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Franc
Qualcosa di meraviglioso hai avuta l'occasione di trovare!
Ti invidio Dottor Stranamore!
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(2013-02-06, 18:55)NaClO3 Ha scritto: Qualcosa di meraviglioso hai avuta l'occasione di trovare!
Ti invidio Dottor Stranamore!

Proprio tu parli, che hai un fiuto micidiale per i libri datati? :-D
Ti inviterei al mercatino di Torino, se non fosse che poi mi soffi via tutte le migliori occasioni! asd
*** Cercar di far bene e non di far molto. (A. L. Lavoisier) ***
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NaClO3
Ah, che ricordi affiorano.
In tempo di autarchia, la miscela Frank (a base di cicoria) era normalmente acquistabile in drogheria, ovviamente anche a Torino.
E a nessuno sarebbe mai venuto in mente che solo pochi lustri prima era usata per sofisticare quel caffè che ora sostituiva al 100%.
Ne parlava anche Mario Rigoni Stern nel suo romanzo "Le stagioni di Giacomo" quando la mamma di Giacomo va alla bottega di Mosè Stern e.......e così comperò anche una scatola di cicoria Frank e un pacchetto di estratto Elefante per fare qualche volta il caffellatte, un pezzo di sapone grande per il bucato e un chilo di saponina. Ma anche due etti di mortadella tagliata sottile per il mezzogiorno di domenica.

saluti
Mario
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Dott.MorenoZolghetti
(2013-02-06, 17:18)Dott.MorenoZolghetti Ha scritto: Allora riassumo la tecnica descritta nel testo, impiegata dall'Autore per smascherare l'adulterazione.

Si prende un pizzico di polvere di caffè in esame e la si fa cadere in un bicchiere quasi colmo d'acqua fredda. Se dopo qualche minuto, l'acqua resta incolore e la polvere galleggia, allora si tratta di puro caffè. Se invece l'acqua si colora sensibilmente di una tinta aurea e la polvere precipita, allora vi è presente la cicoria. L'orzo affonda e colora l'acqua entro 2-3 minuti, ma di una tinta scura, nerastra.

Vuoi vedere che quel losco tipo della torrefazione mi stà fregando da anni.

[Immagine: 4fc7hyjewfqdhe9e4mzc_thumb.jpg]

saluti
Mario
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Ahahahaah....suvvia, non è socialista! Qualcosa almeno galleggia!

Ovviamente ho provato anch'io, è ho avuto lo stesso risultato di Mario.
Ho usato del macinato da espresso. Occorre fare una prova con un macinato fatto in casa, partendo da chicchi di caffè interi e tostati.
Io in casa non ho più nemmeno il macinacaffè! Ah, poveri noi..."Negletta prole. Nascemmo al pianto..."

Poi c'è subito dopo l'altra questione: la tintura dei chicchi. Il Lovera suggerisce delle prove con solvente per smascherare la presenza di coloranti all'anilina. In effetti, come citato da Mario, si vendeva un prodotto tingente, da impiegare per "scurire" l'infuso di cicoria. Ma la bisnonna della mia cicogna era ancora un uovo quando se ne parlava... asd
*** Cercar di far bene e non di far molto. (A. L. Lavoisier) ***
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proprio oggi ero su un impianto a fianco di una tostatrice, se ci pensavo potevo prendere una manciata di grani per fare le prove!
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Mamma mia ma dove li trovate questi libri antichi ?
Da me si trovano ma niente di scientifico.
" Trasformare rifiuti in risorse "
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