Liquidi pesanti
Il liquido di Clerici (e altri liquidi dai nomi suggestivi) si usano in mineralogia e soprattutto in gemmologia per misurare velocemente col metodo dell'immersione la densità di un minerale, noto o ignoto che sia.
Come sia fatto il Clerici e le sue caratteristiche e come può essere usato lo si può veder bene in questo allegato

.pdf  clerici.pdf (Dimensione: 477.82 KB / Download: 292)

In certe condizioni la sua densità supera parecchio i 4 g/ml, che è un valore veramente eccezionale.
Quel diavolo di Zolghetti, che s'interessa di quasi tutto e quasi tutto ha, dovrebbe averlo o almeno l'ha adoperato; vedrai che quando salta fuori ce lo conferma... *Fischietta*
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interessante... grazie...
sapevo del suo uso in gemmologia ;-)
saluti
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Certamente, chi non ha un po' di Clerici nell'armadio?
Il problema è la scarsa quantità...ma bisogna accontentarsi.
Ho passato parte della mia esistenza a preparare liquidi pesanti a base di mercurio e iodio (tetraiodomercurati), compreso l'acido tetraiodomercurico...che è instabile e capriccioso. Oltre al sale potassico, ho praparato l'analogo con il Ba, lo Sr e lo Zn. Sono rimasto deluso da quello di Cs. Con il cesio ioduro si possono fare soluzioni dense, ma se si aggiunge HgI2 si forma (a caldo) un complesso, che a freddo precipita inesorabilmente. Non l'avevo letto su alcun libro che il tetraiodomercurato di cesio è relativamente poco solubile...
Cose che s'imparano a proprie spese!

Per Al... ho cercato anche di creare quello di tallio, ma anche lì una delusione, cristalli neri di TlI2 (?) o di TlI (?) e nulla più. E dire che ero partito dal tallio elementare e dall'acido tertraiodomercurico...
Mi resta da provare il Cd...
*** Cercar di far bene e non di far molto. (A. L. Lavoisier) ***
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Non ho alcun dato sull'acido tetraiodomercurico *Si guarda intorno*
Hai provato a farlo spostandolo dal K2HgI4? Con quali risultati (instabile e capriccioso in che senso)?
Tutti solubili questi tetraiodomercurati? Quello di rame non lo è (è l'unico non alcalino del quale ho una buona sintesi).
Se hai provato i precedenti manca proprio giusto quello di Cd, ma non dovrebbe essere un problema.
Hai tentato quello di Tl per sintesi diretta e non per addizione o spostamento come gli altri perchè non c'era altro modo?
Se effettivamente il prec. era uno ioduro di Tl propenderei sicuramente per il TlI e non per il TlI3, che è più difficile da fare.
Potendo, potrebbe essere molto interessante provare il bromuro di bismuto BiBr3 in qualche solvente non acquoso (in H2O si dec. in ossibromuro BiOBr) perchè ha una densità di 5,7! O_O Però è di preparazione alquanto fastidiosa e laboriosa.
Bismuto, questo sconosciuto...
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Dr Zolghetti ma il tetraiodomercurato di potassio è per la determinazione qualitativa dell'ammoniaca? o per altri scopi? gli altri composti preparati hanno qualche applicazione? alla fine io li ho sempre sentiti per citazione non per applicazioni, e sarei curioso ;-)

al-ham-bic il BiBr3 l'ho visto usare in chimica organometallica per varie cose tra cui sintesi di complessi π o per catalizzare allilazione e cianazione di carbonili tramite composti organosilicio ma mi è sempre stato detto che è di nicchia e che oggi si usano altri metalli del main o della transition
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L'acido teraiodomercurico l'ho sintetizzato direttamente da HI e HgI2. Con il tempo tende a decomporsi separando bei cristalli rosso vivo di HgI2. Inoltre l'acido iodidrico si ossida facilmente con formazione di I2.

Quello di tallio ho tentato di sintetizzarlo tramite reazione dell'acido sul metallo, ma non è stato un grande lavoro. Cristalli neri di qualcosa, che magari è il tetraiodomercurato...ma comunque insolubile e quindi inutile.

Quello di rame dici tu? E non l'ho mai fatto...magari è una buona idea.
Sul bismuto ho qualche difficoltà...o meglio ho difficoltà con il Br...è un elemento che mi ha dato un bel dispiacere su una mano...e anche se sono passati anni...ne ho un ricordo vivissimo!


X Quimico: è lo stesso reattivo, sì, serve anche per dosare lo ione ammonio nelle acque (anche se oggi si usa poco, per la sua alta tossicità ambientale), ma non in soluzione satura. Diluito e basico costituisce il reattivo di Nessler creato nel 1856 e ormai un tantinello datato. In soluzione acquosa satura costituisce il prezioso liquido di Thoulet avente densità di circa 3,19 g/mL. Mentre l'analogo sale di bario costituisce il liquido di Rohrbach con densità 3,60 g/mL circa.
Cosa ci faccio? Ci separo le gemme dai pezzi di vetro (per evitare gli "Svarioski"...)! E scusa se è poco...asd
*** Cercar di far bene e non di far molto. (A. L. Lavoisier) ***
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figurati... gli Svarioski asd da eliminare... inutili pezzi di vetro, adatti forse per il riciclo asd
grazie per la spiegazione
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(2009-05-20, 19:34)Dott.MorenoZolghetti Ha scritto: Quello di rame dici tu? E non l'ho mai fatto...magari è una buona idea.
Sul bismuto ho qualche difficoltà...o meglio ho difficoltà con il Br...è un elemento che mi ha dato un bel dispiacere su una mano...e anche se sono passati anni...ne ho un ricordo vivissimo!

A te interessano iodomercurati solubili, quindi penso che non ti sia utile la sintesi del Cu2HgI4 (rameoso) perchè insolubile, anche se abbastanza pesante.
Il BiBr3 abbisogna proprio del Br2 per farlo...
Com'è successo "l'incidente"? Dopo il contatto che hai fatto immediatamente? :corrosivo:
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sarei curioso di sapere anch'io della vicenda Br O_O
brutta bestia il Br... io la prima volta lo incrociai per sfortuna in forma di nuvoletta gassosa... quel genio del tecnico di laboratorio aveva lasciato aperta la bottiglia, era estate e non era sotto cappa...
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Fu una cosa abbastanza banale, una goccia sul dorso della mano (senza guanto) sparata dal mio vicino sotto-cappa... Il genio stava trasferendo del bromo con una pipetta pasteur..e si era accorto che dalla pipetta il liquido continuava a cadere (per il suo peso e per il gas svolto, che lo spingeva fuori). Il genio allora ha avuto l'idea geniale di inclinare la pipetta...e il bromo è finito nella tettarella di lattice e...vuoi per la reazione di bromurazione, vuoi per la variazione di pressione improvvisa...la goccia che era trattenuta per capillarità nella parte sottile della pipetta è stata eiettata sulla mia santa mano!
Mi è andata oltremodo bene...

Ho lavato subito con etanolo (una bottigliata da un litro!), poi con acqua (tanta, tantissima) e poi sodio carbonato...intanto il prof. mescolava in un mortaio ossido di zinco e glicerolo. L'empiastro l'ho usato per molti giorni...e tempo un mesetto l'ustione è guarita, ma ho tenuto per circa sei mesi la cute arrossata e ultrasensibile (come una mucosa...).
Sventure che possono capitare...

Giusto perchè non si pensi male solo di quel genio...
Un'altra volta, di mia iniziativa, mi sono tirato su di un dito dell'acido clorosolforico (cloridrina solfonica) e me ne sono accorto un pelino tardi, quando già la cute si anneriva...era sul polpastrello, quindi con una buona dose di cellule morte... Nessun danno, ma una bella strizza...temevo che sotto il nero carbone ci fosse già l'osso...la paura rende sciocchi!
*** Cercar di far bene e non di far molto. (A. L. Lavoisier) ***
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