Modello Quanto Meccanico
Ringrazio tutti per le risposte.;-) SI avete ragione la fisica sta alla base di questo argomento;credo che approfondirò questo aspetto.A proposito avete forse letto qualcosa di interessante su internet o altro al riguardo?

p.s:
Scusate per la lunga attesa
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Chi crede di spiegare tutto con la matematica commette un grave falso ideologico. Mi sento di consigliarvi la suggestiva opera "Decalogo" del regista polacco K. Kieslowski. Nel primo mediometraggio (dei 10 che compongono l'opera) trovere la risposta alle certezze della matematica.
Riflettete gente, riflettete.
*** Cercar di far bene e non di far molto. (A. L. Lavoisier) ***
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caro Dott.Moreno mi stupisco del fatto che proprio da un regista-filosofo trai simili conclusioni ;-)..cosa diavolo ne può sapere un "regista"/"filosofo" di matematica ;-)..quale dovrebbe essere la morale dello sceneggiato???..."che la matematica non è in grado di spiegare tutto con "certezza" assoluta???""..beh!! non è una novità..non a caso per fenomeni dinamici si usa la probabilità e la statistica..PROBABILITÀ non CERTEZZA..cmq sia trovo che il regista abbia toppato di brutto per un semplice motivo: a sbagliare non è stata l'analisi matematica effettuata dal protagonista sulla solidità della lastra di ghiaccio bensì è stato il protagonista stesso. Ha sbagliato perchè 1)non ha tenuto conto di alcune variabili di input importanti (con un'analisi della complessità numerica migliore l'algoritmo sarebbe stato più efficiente);2)credeva nell'ASSOLUTA attendibilità dei suoi calcoli senza però analizzare il margine di errore;3)non ha adempito al suo dovere di padre non standogli accanto. Secondo il mio modestissimo parere il regista con questa "parabola" ha dimostrato solo che "l'uomo commette errori", l'uomo è un animale imperfetto.
Ho notato anche un'altra cosa lo sceneggiato ha uno scopo ben preciso dimostrare l'esistenza della "dimensione trascendente" minando il pilastro fondamentale delle scienze, la matematica appunto. Beh!! non è sicuramente una dimostrazione attendibile questa in quanto è un processo logico (tra l'altro sbagliato) basato su una IDEA no una PERCEZIONE della realtà.
anche l'esempio dell'algoritmo che predice le azioni della mamma e la risposta che da il bambino alla zia sono assurdi...assurdo è creare un processo logico su un esempio illogico (è assurdo ipotizzare l'esistenza di un algoritmo che predica delle azioni casuali) ;-)..in sostanza caro Dott.Moreno non puoi sostenere la tua tesi rispettabilissima ("la matematica non spiega tutto lo scibile") su uno sceneggiato di questo tipo :-)..cordiali saluti ;-)
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Se a spiegarci il senso delle cose bastasse una breve film...saremmo tutti fottuti (mi si consenta il termine, non ne ho trovato uno migliore...).
Quello che si dovrebbe cogliere è l'errore (orrore) sostanziale di cercare risposte là dove si è convinti di trovarle certamente esatte. Invece sarebbe buono e giusto cercarle (sempre, senza mai smettere) nella consapevolezza di trovarle, ma sia giuste, sia sbagliate. Quindi cercando di evitare di porre certezze là dove non esistono in modo assoluto.
Il padre del bambino ha applicato il principio galileiano, ha formulato un'ipotesi, l'ha sperimentata e l'ha dimostrata matematicamente (anche se non ne ha rispettato l'ordine d'azione). E' il risultato è sconcertante. Il ghiaccio aveva retto il suo peso, il peso dei suoi saltelli, ma non ha retto il peso del bambino.
E che dire del calamaio? Perchè si è rotto? Poteva rompersi senza essere sollecitato? Oppure una forza invisibile lo ha lesionato? L'elettricità statica? Forse. E' l'invisibile, l'intangibile che ci logora un pò la mente ogni volta che abbandoniamo il teorema di Pitagora. Eppure l'uomo è fatto anche di qualcosa d'invisibile, dai nomi più disparati, ma che resta invisibile sempre. Ne cogliamo solamente la presenza, anzi ancora di più, il suo scemare. Ricordi?... il pc non sapeva dire cosa la madre stesse sognando...la statistica e il calcolo delle probabilità sono l'espressione della nostra pochezza interiore. Vanno bene per riempire pagine, non servono per colmare i cuori.
Lasciatelo dire da uno che ci deve lottare ogni giorno: "Dottore, le statistiche per questo tipo di cancro gli davano tre mesi, ma mio marito è morto in due settimane. Perchè?"
*** Cercar di far bene e non di far molto. (A. L. Lavoisier) ***
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Caro Dott.Moreno premetto che ho un profondo rispetto per il pensiero tuo e di quello del regista del film.
Mi trovo pienamente daccordo con te (e con il regista) quando dici
Citazione:Quello che si dovrebbe cogliere è l'errore (orrore) sostanziale di cercare risposte là dove si è convinti di trovarle certamente esatte. Invece sarebbe buono e giusto cercarle (sempre, senza mai smettere) nella consapevolezza di trovarle, ma sia giuste, sia sbagliate. Quindi cercando di evitare di porre certezze là dove non esistono in modo assoluto.
Secondo il mio MODESTISSIMO parere l'indeterminismo e il relativismo sono il traguardo ultimo del pensiero umano.
Non trovo risonanza di pensiero quando parli della "forza invisibile" e quindi quando dici
Citazione:E' l'invisibile, l'intangibile che ci logora un pò la mente ogni volta che abbandoniamo il teorema di Pitagora. Eppure l'uomo è fatto anche di qualcosa d'invisibile, dai nomi più disparati, ma che resta invisibile sempre. Ne cogliamo solamente la presenza, anzi ancora di più, il suo scemare.
A me non è mai capitato di percepire "l'invisibile", ergo, per il mio modo di vedere le cose applico il principio di falsificazione e deduco che la "teoria della forza invisibile" non sta in piedi :-).
Un processo logico simile tu lo applichi per la matematica.
Tuttavia IO, anche se le conclusioni sono le medesime per la "matematica" e la "religione", noto una differenza SOSTANZIALE tra i due processi logici.
Cerco di spiegare in breve la differenza sostanziale che percepisco. Per spiegare ciò devo partire dalle "origini" della mate e della religione (qualunque essa sia). Entrambe le discipline hanno come punto di origine dei "postulati" (come dico sempre "le regole del gioco", le verità, o presunte verità, su cui sviluppare tutta la trattazione). I postulati di cui parlo sono:
1) il postulato di "esistenza dei numeri" per la mate
2) il postulato di "esistenza di un Dio" per la religione.
Ora, la differenza sostanziale che percepisco nei 2 processi logici deriva proprio dalle origini delle 2 discipline. Mentre il postulato della mate è universalmente accettabile (TUTTI percepiamo l'esistenza di un sistema metrico, di un sistema di numerazione degli oggetti), quello della religione non lo è (NON TUTTI percepiamo l'esistenza di un "essere divino"). È QUESTA la differenza: nella sfera umana il postulato della mate è universalmente accettato quello della religione no.
Perdonatemi ma vorrie aggiungere un'altra risposta alla frase
Citazione:...la statistica e il calcolo delle probabilità sono l'espressione della nostra pochezza interiore. Vanno bene per riempire pagine, non servono per colmare i cuori.
Lasciatelo dire da uno che ci deve lottare ogni giorno: "Dottore, le statistiche per questo tipo di cancro gli davano tre mesi, ma mio marito è morto in due settimane. Perchè?"
1) la statistica e la probabilità sono l'espressione della nostra scarsa percezione della realtà e non della pochezza interiore;
2)credere che la probabilità e la statistica diano risultati certi è SBAGLIATO. È da ignoranti in materia credere all'universalità dei risultati provenienti da calcoli statistici e probabilistici.Non si chiamerebbero statistica e probabilità se fosse così;
3)è vero la mate non colma i cuori perchè non è quello il suo scopo. Secondo il mio modestissimo parere anche la religione non "colma il cuore". Quando perdi una persona a te cara, per morte naturale e non o per altre cause, non c'è NIENTE che possa alleviare il dolore per la perdita di tale affetto tranne che il TEMPO.

PS1. Le cose dette rispecchiano semplicemente e puramente il mio pensiero condivisibile o meno. Ci tengo a precisare che non impongo il mio pensiero, nè ho tale rpesunzione.
PS2. scusate la lunghezza :-).................
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Mi rendo conto di avere portato la discussione fuori tema.
Quindi è meglio chiudere qui la discussione (interessantissima!)
Dire ciò che uno pensa, non è assolutamente l'espressione di una imposizione di pensiero. E tu argomenti benissimo...se tutti avessimo le stesse idee, sai che noiose discussioni fiorirebbero.
Consentimi una replica brevissima:
1- Dio è tutto, Dio è anche un numero!
2- Del Signore ci fidiamo, tutti gli altri portino dati. (W. Deming)
3- Non è esatto affermare che nulla lenisce il dolore per la perdita di una persona cara. Dimentichi la "vecchina cieca" del Trilussa.

Tutto detto nel rispetto della tua posizione. :-)
Vedi, io condivido l'asserzione di Bulwer (l'autore di "Ultimi giorni a Pompei") che recita: "L'avvocato è un uomo che, quando due litigano per un'ostrica, l'apre, ne succhia il contenuto, poi dà le due valve ai contendenti, una per ciascuno!"Decisamente non sono l'avvocato, e mi è sgradevole persino essere uno dei contendenti. :-P
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Caro Dott.Moreno aimè non tutti la pensano come te sul pensiero altrui...mi son capitati diversi scontri verbali conditi di paroloni nei miei riguardi che sembrava di essere al mercato del pesce (senza offesa per i pescivendoli..è un detto che si usa dalle nostre parti :-))...son pienamente daccordo con te: il mondo è bello perchè vario :-) e lo scambio di pensieri e opinioni aiuta la crescita interiore ed intellettuale...vedi per esempio non conoscevo nè il poeta Trilussa ne lo scrittore Bulwer. Grazie alle tue citazioni ora ho aumentato il mio bagaglio intellettuale :-)...
cmq questi discorsi non sono del tutto in contrasto con la teoria MQ..i più grandi filosofi del secolo scorso son stati gli stessi scienziati che formularono tali teorie vedi Einstein, Schrodinger, Bohr, Oppenheimer, Born, ecc... Tutti questi scienziati indagarono anche sul rapporto scienza/religione
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Giustissimo! Come Tommaso d'Aquino si occupò di alchimia e fede. La storia si ripete. "Che cos'è la vita" di Schrodinger è un ottimo esempio di quello che dici... scienza e filosofia o metafisica o religione...
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