Nitrati con la brucina
Questo alcaloide di origine naturale è presente nelle bacche di alcune piante del genere Strychnos. Da quasi due secoli è noto che questo alcaloide produce una intensa colorazione rossa in presenza di acido nitrico.
Di questa sua caratteristica ne trae vantaggio l'analisi chimica nella determinazione qualitativa e quantitativa dello ione nitrato.

L'analisi viene condotta in soluzione fortemente solforica e il colore rosso che si sviluppa rapidamente sbiadisce assumendo dapprima toni aranciati e infine gialli.

Per l'analisi qualitativa occorrono i seguenti reattivi:
- brucina (CAS n° 357-57-3). La si usa in soluzione allo 0,2% in acido solforico concentrato. Appena preparata la soluzione appare debolmente colorata in rosa. Non so se questo è dovuto a tracce di acido nitrico nell'acido usato. In ogni caso la colorazione è sufficientemente debole da non dare fastidio. La soluzione viene conservata in un flacone di vetro scuro ben tappato.
- acido solforico 98% a basso contenuto di nitrati
- acido solforico (3+1) : aggiungere con cautela a 1 volume di acqua 3 volumi di acido solforico conc.

Procedimento:
10 g di acqua vengono portati a secco in un beker di vetro.
Si riprende dopo raffreddamento il residuo con 3 ml di acido solforico (3+1) e lasciare raffreddare. Infine aggiungere 1 ml della soluzione solforica di brucina e mescolare il tutto.
Si ha una immediata colorazione rossa che passa rapidamente arancione e dopo pochi minuti diventa gialla.

[Immagine: z3hjj4zujahdni7tg43_thumb.jpg]

La prova di cui sopra è stata eseguita su un campione di acqua potabile contenente circa 5 ppm di ione nitrato. Una prova in bianco usando acqua distillata è praticamente incolore.

[Immagine: vqtnf05fqhdcy65e3da_thumb.jpg]

Nota1: il test è abbastanza specifico. I nitriti debbono essere assenti perché in presenza di acido solforico producono acido nitrico per dismutazione.

Nota2: reperire oggi la brucina è un'impresa. Ne avevo ancora dai tempi degli studi, gelosamente conservata. Sebbene non così tossica come il suo parente non metilato, ha pur sempre una notevole azione venefica.

Curiosità: la brucina viene menzionata niente poco di meno che in un famosissimo romanzo d'appendice scritto da Alexandre Dumas "Il conte di Montecristo". Riportiamo qui fedelmente in lingua madre un breve estratto dall'opera:

.......C'est bien facile. Supposez que vous sachiez d'avance de quel poison on doit user contre vous.... Supposez que ce poison soit de la... brucine, exemple....

—La brucine se tire de la fausse angusture, je crois, dit Mme de Villefort.

—Justement, madame, répondit Monte-Cristo; mais je crois qu'il ne me reste pas grand-chose à vous apprendre; recevez mes compliments: de pareilles connaissances sont rares chez les femmes.

—Oh! je l'avoue, dit Mme de Villefort, j'ai la plus violente passion pour les sciences occultes qui parlent à l'imagination comme une poésie, et se résolvent en chiffres comme une équation algébrique; mais continuez, je vous prie: ce que vous me dites m'intéresse au plus haut point.

—Eh bien, reprit Monte-Cristo, supposez que ce poison soit de la brucine, par exemple, et que vous en preniez un milligramme le premier jour, deux milligrammes le second, eh bien, au bout de dix jours vous aurez un centigramme; au bout de vingt jours, en augmentant d'un autre milligramme, vous aurez trois centigrammes, c'est-à-dire une dose que vous supporterez sans inconvénient, et qui serait déjà fort dangereuse pour une autre personne qui n'aurait pas pris les mêmes précautions que vous; enfin, au bout d'un mois, en buvant de l'eau dans la même carafe, vous tuerez la personne qui aura bu cette eau en même temps que vous, sans vous apercevoir autrement que par un simple malaise qu'il y ait eu une substance vénéneuse quelconque mêlée à cette eau......



saluti
Mario
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Dumas non si limita solo a raccontare della brucina, ma parla (dopo poche righe) della stricnina e dell'arsenico e fa una perfetta descrizione dell'avvelenatore medio, rozzo e incauto perchè ignorante della chimica e della botanica. E come dargli torto...
*** Cercar di far bene e non di far molto. (A. L. Lavoisier) ***
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Eh no, questa discussioncina è troppo ghiotta ed appetitosa... non posso esimermi dal (ri)partecipare almeno a questo banchetto!
Esprimevo in altra sede a Mario il mio apprezzamento per la indovinatissima citazione bibliografica, che Moreno ha completato.

Mi permetto anche di lanciare una pesante provocazione ai giovani: avete sei mesi di tempo? Leggete Il Conte di Montecristo!
Alla fine, per gli eletti che ci arrivano, la soddisfazione sarà come aver fatto una maratona *Sbav* *yuu* .
Qualche pazzoide che l'ha corsa addirittura più volte (quella letteraria, non quella podistica!), vi ha trovato ogni volta delle chicche preziose e fuori dal tempo, come quelle citate.

Appena possibile mi riprometto anche di replicare questo test per i nitrati; sarà lo stesso piatto, ma cucinato da due cuochi va a finire che la tavola ne guadagna...
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Oh chi si vede...l'abate Faria.
Mio buon abate, quando ho letto la citazione, ho immaginato la vostra fregola nel rispondere e ho pensato: resisterà a un invito tanto audace?
asd

La soluzione di brucina in acido solforico è incolora, ma è possibile che avvenga una parziale carbonizzazione dell'alcaloide. Inoltre può capitare che la purezza dei reagenti non sia massima. La brucina d'annata (e di questo ho un'esperienza almeno secolare, conservando campioni davvero antichi) può contenere impurezze cromogeniche. Mi riferisco ovviamente a quei prodotti da farmacia, dimenticati negli armadi e lì chiusi a chiave dal primo Dopoguerra. Esisteva allora una tale varietà di "brucine" da fare impallidire: bromidrato, solfato, cloridrato e perfino nitrato! Ovviamente si commerciava anche la base libera, così come oggi si fa ancora per la stricnina. Attualmente la quasi totalità delle ditte commerciano la sola brucina solfato, quando la commerciano...
E in quest'ottica di "anossia da sostanze chimiche" diventano attuali (ma alla rovescia) le parole del Conte quando parla di "cucchiai di arsenico" per avvelenare un uomo. Oggi c'è da fare molta attenzione agli sprechi, causa penuria di materie prime. :-D
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(2012-11-22, 03:16)Dott.MorenoZolghetti Ha scritto: Oh chi si vede...l'abate Faria.
Mio buon abate, quando ho letto la citazione, ho immaginato la vostra fregola nel rispondere e ho pensato: resisterà a un invito tanto audace?...

Già, mio caro Edmond, l'esca era appetitosa, devo ammetterlo.
Se vedo un raggio di sole entrare dalla finestrella, allungo un braccio fuori dalla grata... salvo poi ritirarmi nella mia cella del Castello d'If, alla quale ormai tutto sommato sono abituato. Il paragone che hai fatto mi sembra azzeccato...
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Anch'io "avevo" gelosamente conservato questo amarissimo alcaloide dal tempo degli studi [da quanto tempo sono rinchiuso in questo castello? Le pareti son piene di segnetti...] e non era ex farmacia ma espressamente per analisi.
Vedremo se il tempo e l'umidità di questo angusto carcere hanno lasciato i segni; la conservavo in una nicchia scavata nel muro, assieme alla sua sorellina Cacotelina, di un bell'abito color castagna.
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Fuor di metafora, "l'anossia da sostanze chimiche" (soprattutto per i nuovi prezzi ai quali io non mi voglio adattare) è drammatica.
Per fare il Magneson II ho quasi dato fondo alla mia riservetta di p-nitroanilina: quando mai la potrò rimpiazzare? MAI PIU', e pace all'anima della Chimica Sperimentale home-style O:-)
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Vedo che molti, chi più,chi meno hanno in gelosa custodia questo alcaloide affascinante "dai tempi degli studi" *Fischietta*
Sempre fu utile per discovrir la presenza dei nitrati col suddetto metodo,e la risoluzione chirale delle miscele racemiche, ma ponerVi vorrei un quesito... :
Com'è possibile, a vostro miglior giudizio, risalire all'anno di produzione di una confezione di brucina diidrato della Merck, ammesso che sia possibile?
Il vincitore della disputa sarà ricompensato con un campione gratuito. asd
comandante diavolo *yuu*
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Per tentare una sommaria datazione occorre almeno vedere la confezione originale.

La p-nitroanilina la sintetizziamo da acetanilide, senza alcun problema.
Io ho avuto lo stesso psicodramma con l'acido picrico, ma siamo capaci di farci questo e altro a partire dal banale fenolo. Quindi non bisogna scoraggiarsi, verranno tempi migliori o mondi migliori.... chissà! ;-)
Del resto, le ultime due parole del Conte non sono forse state: "aspettare e sperare" ? asd
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(2012-11-22, 20:47)Dott.MorenoZolghetti Ha scritto: Per tentare una sommaria datazione occorre almeno vedere la confezione originale.

La p-nitroanilina la sintetizziamo da acetanilide, senza alcun problema.
Io ho avuto lo stesso psicodramma con l'acido picrico, ma siamo capaci di farci questo e altro a partire dal banale fenolo. Quindi non bisogna scoraggiarsi, verranno tempi migliori o mondi migliori.... chissà! ;-)
Del resto, le ultime due parole del Conte non sono forse state: "aspettare e sperare" ? asd

Mi perdoni l'excursus letterario, ma non mi posso trattenere dal farle un appunto:
- Il Conte non è morto. E nulla lo lascia presagire, tant'è che si allontana dall'isola assieme all'amata Haydèe. E' quindi improprio parlare di "ultime due parole".
- E poi non le ha pronunciate, ma scritte nella lettera che Jacopo consegna a Valentina e Morrel. E mentre la leggono la feluca del Conte è soltanto più una vela bianca all'orizzonte, grande come l'ala di un gabbiano.....


saluti
Mario
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Boys (solo per quei due o tre... che non hanno letto il vecchio Dumas), avete visto cosa vi siete persi? *Si guarda intorno*
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OK per l'acetanilide ed il TNF, nessun problema! Il mio era un pensiero generale... quando anche l'anilina e il fenolo finiranno... eccetera... Sic transit gloria mundi! O:-)
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Dott.MorenoZolghetti
(2012-11-22, 21:33)Mario Ha scritto: Mi perdoni l'excursus letterario, ma non mi posso trattenere dal farle un appunto:
- Il Conte non è morto. E nulla lo lascia presagire, tant'è che si allontana dall'isola assieme all'amata Haydèe. E' quindi improprio parlare di "ultime due parole".
- E poi non le ha pronunciate, ma scritte nella lettera che Jacopo consegna a Valentina e Morrel. E mentre la leggono la feluca del Conte è soltanto più una vela bianca all'orizzonte, grande come l'ala di un gabbiano.....


saluti
Mario

E' palese che il Conte non sia morto, così come non ho scritto che le sue due "ultime parole" le abbia pronunciate. Era evidente il mio riferimento alle "ultime parole" del Conte contenute nel romanzo, certamente scritte (nella famosa lettera) e non pronunciate verbalmente. Le voglio però rammentare quanto la brucina e certi altri alcaloidi, anche se assunti a piccole dosi, possano provocare stati di allucinazione e di depressione del S.N.C. tali da compromettere la lucidità mentale e le più elementari basi cognitive. Non è che per caso, durante il saggio per i nitrati...
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