Obiettivi da 4 soldi
Assieme all’amico Guido, apriamo questa discussione sui tanti obiettivi che su eBay si possono trovare a poco prezzo.
Eppure spesso sono di ottima qualità, solo che non sono conosciuti dai più, oppure vengono “snobbati” perché hanno delle caratteristiche leggermente diverse da quelle canoniche.

Vedremo assieme quali tipi di obiettivi possono essere interessanti, impareremo a conoscerli ed a capire come possono essere utilizzati sui nostri microscopi.

Di ciascuno formeremo una sintetica scheda dove ne mostreremo una immagine per poterli visivamente riconoscere, ne daremo una sommaria descrizione, con le eventuali raccomandazioni sull’utilizzo e ne diremo gli eventuali difetti e come rimediare.

In particolare, mentre io parlerò principalmente degli aspetti tecnici, Guido Gherlenda, che è un ottimo fotografo, potrà integrare le schede con alcune immagini riprese con gli obiettivi descritti e con alcune raccomandazioni per sfruttarli al loro meglio.

Andrea Rolleyes Guido :-S



Fatta questa doverosa premessa, iniziamo parlando non di uno, ma di una intera serie di ottimi obiettivi, spesso trascurati per futili motivi.

Mi riferisco alla serie dei Leitz fatti per i microscopi con lunghezza di tubo di 170 mm., generalmente non considerati da coloro che cercano un buon obiettivo per il loro microscopio con lunghezza di tubo standard, di 160 mm.

FOTO: una serie di plan acromatici della Leitz, in versione LM=170
   

Vediamo subito, dal punto di vista tecnico, quali inconvenienti porta l’utilizzo di questi obiettivi su di un microscopio standard.
La prima conseguenza che avremo è che l’indicazione del rapporto di ingrandimento non è più corretta, aumenta di circa il 6%, quindi un obiettivo che riporta l’indicazione 40x, in realtà ingrandirà di 42 volte.
Ma non mi pare che sia un gran difetto, anche perché tutti gli obiettivi hanno delle leggere tolleranze sul reale rapporto di ingrandimento.

La seconda conseguenza, questa ben più grave, è che l’obiettivo da 170 mm, inserito insieme ad altri standard, soffrirà di una leggera differenza di parfocalità: ruotando il revolver per cambiare obiettivo, la sua messa a fuoco sarà leggermente diversa dagli altri, quindi dovremo leggermente ritoccarla con la micrometrica.
Ecco, questo è il vero difetto: ora, valutate voi se questo può essere motivo sufficiente per escludere dal proprio parco obiettivi delle ottiche di finissima qualità e che si trovano a prezzi da saldo.

La gamma delle lenti è assolutamente completa, comprende fantastici obiettivi alla fluorite, economicissimi plan apo, ma anche i più “normali” plan acromatici hanno qualità a livello della Leitz, quella di una volta, e tutti costano dai 30, ad un massimo di 120 Euro per il magnifico plan apo 100x.
Vi raccomando, in particolare, gli obiettivi alla fluorite, hanno una resa sul colore che è fantastica, tanto da farli preferire ai ben più blasonati plan apo e, inoltre, sono praticamente immuni da quella piaga che invece colpisce la fluorite della Zeiss, la delaminazione.

Ancora un suggerimento: fra gli obiettivi Leitz, alcuni, più datati, sono di tipo “corto”, non rispettano lo standard DIN attuale, per cui sono disponibili su eBay a prezzi ridicoli.
Fateci comunque un pensierino, basta allungarli con un distanziatore che costa 15 Euro e ci si ritrova un magnifico obiettivo, con realmente quattro soldi.

FOTO: Due magnifici Leitz plan Apo cromatici, il 40x è di tipo "corto".
   

Per finire, un esempio di ripresa di una sezione di foglia di mais, fatta anni fa con un funereo microscopio Leitz Ortholux ma, per l’appunto, dotato dei magnifici obiettivi Leitz in 170 mm.

FOTO: sezione di foglia di mais, microscopio Leitz Ortholux, leggera polarizzazione
   


Sperando vi sia stato utile
Andrea

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Enotria, potresti però anche parlare di quelli davvero scadenti? Intendo quelli da 4 soldi, prima di fare danno!
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Guido Gherlenda
(2012-05-08, 08:47)Beefcotto87 Ha scritto: Enotria, potresti però anche parlare di quelli davvero scadenti? Intendo quelli da 4 soldi, prima di fare danno!

Intendi dire gli obiettivi che non si dovrebbero mai acquistare ?

Per la verità, non ve ne sono, esistono invece obiettivi di cui non conosciamo il corretto utilizzo o, pur conoscendolo, questo utilizzo non ci interessa.

Ogni obiettivo, nel suo campo, è quanto di meglio un ottico progettista ha saputo costruire per soddisfare certe esigenze, pur rispettando certi parametri di progetto.

Per questo motivo, il difficile per noi è sapere le caratteristiche dell'obiettivo ed in quale campo può dare il meglio di se. Se riusciamo a scoprirlo, quell'obiettivo andrà benissimo, altrimenti sarà perfettamente inutile.


Ma, a parte queste considerazioni generiche, vi sono certamente degli obiettivi che è molto rischioso acquistare usati.
In genere è molto pericoloso l'acquisto sul mercato del usato degli obiettivi super ricercati e famosi: ad esempio, tutti gli Zeiss di alta qualità vengono cementati in modo indissolubile dalla fabbrica, per cui non hanno alcuna possibilità di riparazione e, del resto, è impensabile che li abbiano dati via se fossero stati in ottime condizioni.
In genere sono obiettivi che, pur essendo ancora usabili, hanno iniziato a manifestare difetti irrecuperabili: principi di delaminazione, scentratura delle lenti per cadute, principi di opacità dovuto a modifiche chimiche dei collanti utilizzati, penetrazione di olio, ecc. ecc.
Il proprietario, se accorto ed un po' lazzarone, li mette subito in vendita e recupera così il denaro prima che il difetto peggiori, rendendo l'obiettivo completamente inutilizzabile.
E pensare che, se il costruttore non avesse volontariamente cementato l'obiettivo, sarebbero tutti perfettamente recuperabili ! :-@

Altra categoria il cui acquisto è molto rischioso, è quella degli obiettivi che hanno degli anelli di regolazione: la complicazione meccanica aggiuntiva li rende piuttosto delicati, per di più noi utenti siamo sempre piuttosto sbadati e molto spesso, per avvitare l'obiettivo, lo afferiamo proprio dall'anello del diaframma, con conseguenze facilmente immaginabili. Pertanto, occhio a tutti gli obiettivi ad alte prestazioni a secco (regolazione dello spessore del copri oggetto), oppure per campo oscuro in immersione (regolazione del diaframma).

Infine, girate alla larga dagli obiettivi dalle caratteristiche strabilianti, ma specializzati per usi industriali, spesso sono progettati per lavorare soltanto su luce monocromatica (UV, IR, ecc.), per questo motivo spesso forniscono altissime prestazioni, ma non sono certamente adatti a noi che lavoriamo con la luce nel campo del visibile.

Spero che questo vi eviti di spendere soldi inutilmente. *yuu*
Andrea

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pelle96
Come evidenziato da Andrea in molti siti di vendita on-line spesso ci si imbatte in una moltitudine di ottiche da microscopio usate di marche più o meno conosciute e prodotte in un ampio lasso di tempo.
Non sempre esistono in rete delle prove che possano indirizzarci nell’acquisto, la mia esperienza è poca e quindi cercherò di dare indicazioni solo su quelle che ho acquistato e provato.

Il primo obiettivo che ho preso in considerazione è un Carl Zeiss Jena Apocromatico 40x con apertura numerica di 0.95, per tubo da 160mm e con correzione dello spessore del vetrino coprioggetto.
Si tratta di un’ottica Din con parafocale di 45mm, solito attacco RMS, la costruzione è particolarmente curata e la ghiera di correzione ruota dolcemente nonostante gli anni.

      

E’ un ottica facile da usare, con una distanza di lavoro umana, agevolata dalla correzione dello spessore del coprioggetto, rende bene con tutti i tipi di illuminazione, solo in campo oscuro ho delle difficoltà ma non è detto che dipendano dall’ottica, non ultimo ha la massima risoluzione ottenibile da un’ottica dry e quindi adatta ai pigri che non vogliono saperne di ottiche ad immersione. E’ l’ottica che uso maggiormente.

Le tre foto che seguono mettono in risalto le caratteristiche principali: risoluzione e ottima resa dei colori.

         
Melosira varians - auxospore. ___________________________Navicula sp. __________________________________________ Closterium.

Si trovano con una certa frequenza sull’usato ed i prezzi vanno da poche decine di euro a oltre i 100, il mio l’ho pagato 37€ ed è privo del minimo difetto, il mio consiglio è di acquistare da commercianti e sempre con la possibilità di renderlo se non soddisfatti, l’aspetto estetico spesso rispecchia la bontà dell’ottica, da evitare in particolare quelli che hanno una patina verdastra dovuta all’umidità e quelli recanti segni di urti o abrasione, i problemi più gravi sono delaminazione, funghi e disassamento dovuto ad urti, quello da me acquistato si presenta anche esteticamente pari al nuovo.

Una volta acquistato, utilizzando una lente di Bertrand è facile controllare lo stato delle varie lenti, la pulizia della frontale e della posteriore è immediata mentre un’eventuale patina in quelle più interne richiede lo smontaggio con il rischio di compromettere l’allineamento.
Per la pulizia evito l’alcool in quanto può rammollire il collante delle lenti mentre la benzina (bianca tipo Avio, quella per smacchiare per intenderci) è più sicura, non esagerare nel bagnare il panno per non incorrere nel pericolo di infiltrazioni.

Credo che il rischio di una modesta bidonata valga la pena di provare l’acquisto on line, il costo è quello del peggiore degli acromatici nuovi ma la resa è superlativa.

Non ultimo: mi permetto di consigliare la consulenza di Andrea, difficilmente non avrà già visto e provato l’ottica che volete acquistare, al quale chiedo anche di correggere le eventuali inesattezze di questo mio intervento.

Mi auguro che questi appunti possano dare un piccolo aiuto nel districarsi nella selva di offerte che il mercato offre.

Un saluto

Guido
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Come sempre perfette le immagini di Guido, da notare che le ottiene senza l'ausilio di tecniche particolari o di costosi accessori, ma solo in virtù della cura e della attenzione con cui svolge il suo lavoro.

Il fatto che l'obiettivo non abbia avuto un buon risultato in Campo Oscuro dipende esclusivamente dalla sua apertura numerica molto ampia: è fin troppo luminoso !
Prova ad usare un buon condensatore a cardioide e vedrai che esplosione di luce ! 8-)

Aggiungo poi due righe sul perché gli obiettivi di questo tipo sono così poco costosi e come mai sono così validi.

La Carl Zeiss Jena, per gli amici semplicemente CZJ, non è altro che l'attuale produzione della vecchia fabbrica tedesca della Zeiss che, dopo la seconda guerra mondiale, rimase in mano ai sovietici con tutti i suoi macchinari, le maestranze specializzate, i vetri speciali, ecc.
Mentre la maggior parte dei tecnici e della proprietà fuggì e cercò riparo nella zona sotto controllo americano, le maestranze restarono e, con l'aiuto di nuovi tecnici russi, ripresero immediatamente la produzione ottica.
Lo stesso fecero i tecnici fuggiti nella parte controllata dagli americani che, ad Oberkochen, fondarono l'altra Zeiss, quella dei vecchi proprietari.
In Italia si confrontarono così due Zeiss contrapposte, la Carl Zeiss e la Zeiss di Jena, considerata da noi come una specie di sottomarca, qualcosa di cui non fidarsi ed a cui venivano attribuiti tutti i difetti allora riservati alla produzione sovietica: scarsa qualità, eccessiva tolleranza di lavorazione, produzione non originale ma brutalmente copiata, ecc. ecc.

In realtà, la produzione di Jena rimase sempre su ottimi livelli: vero che all'inizio portò avanti solo vecchi progetti senza apportare nuova tecnologia, ma la produzione fu ugualmente sempre su ottimi livelli di qualità.
Raggiunse il suo massimo con l'apporto dei tecnici ottici sovietici, mettendo in produzione microscopi di qualità eccelsa (es. Amplival) corredati di ottiche assolutamente migliori di quelle molto più blasonate di Oberkochen (es. la serie CF 250).
Poi la storia è dei giorni nostri, l'unificazione delle due Germanie portò alla forzata unificazione della produzione ed oggi i prodotti della Zeiss Jena sono ricercatissimi in tutto il mondo, ma non in Italia, dove sono ancora sinonimo di cattiva qualità e, quindi, rintracciabili ancora a basso prezzo.

   
Nella foto alcuni obiettivi CZJ dalle qualità superlative: dalla luminosità ai massimi livelli possibili e dalla finissima meccanica.



Purtroppo, tutti noi sappiamo bene che non vi è nulla di più difficile da sfatare di una cattiva nomea, specie poi se è totalmente immeritata.
Andrea

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pelle96, Max Fritz
(2012-05-09, 17:41)Enotria Ha scritto: ...nella foto alcuni obiettivi CZJ dalle qualità superlative: dalla luminosità ai massimi livelli possibili e dalla finissima meccanica...

Avrei una richiesta prettamente tecnologica Andrea, se possibile .
Non sono interessato alla microscopia (non più di quanto lo sia tu per le sintesi... asd ) ) ma il lato costruttivo di ogni cosa mi interessa.

Riguardo la tua frase sopra riportata, puoi spiegare in qualche post "come sono fatti dentro" questi obiettivi e in cosa consiste "la meccanica finissima"?
Da fuori sembrano tutti identici o simili, ma dentro saranno diversisssimi, immagino.
NON mi riferisco assolutamente alla qualità delle lenti come materiale in sè (questo è sottinteso che può variare dal pessimo all'ottimo), il mio discorso è totalmente generale ed è più "meccanico".

So che è una richiesta difficile ;-) , in ogni caso grazie.
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jobba
Citazione:Come sempre perfette le immagini di Guido, da notare che le ottiene senza l'ausilio di tecniche particolari o di costosi accessori, ma solo in virtù della cura e della attenzione con cui svolge il suo lavoro.

Grazie, Andrea è sempre gentile e modesto, 10 mesi fa non sapevo da che parte si guardava dentro un microscopio, mi ha invitato a casa sua a provare diversi microscopi e ha sopportato per mesi le mie continue email piene di dubbi, è solo grazie a lui che oggi riesco a fare degli scatti decenti senza aver speso una fortuna.

Guido
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(2012-05-09, 20:43)al-ham-bic Ha scritto: puoi spiegare in qualche post "come sono fatti dentro" questi obiettivi e in cosa consiste "la meccanica finissima"?


Ben volentieri, anche a me la meccanica, a certi livelli, mi lascia stupito ed ammirato. *Sbav*

Quello che mostro è la riparazione di uno degli obiettivi della foto precedente, esattamente del primo, quello che ha il diaframma interno per poter essere utilizzato anche in Campo Oscuro.

O meglio, l'aveva una volta, quando io l'ho acquistato il diaframma non funzionava, questo il motivo dello smontaggio.

Prima fase dello smontaggio, primi pezzi
   

Successivamente si va alla ricerca del perno che comanda il diaframma, lo si trova a pezzi, il pezzo più lungo è incastrato dentro al obiettivo, quello più piccolo è ancora inserito dentro alla sua sede, ben avvitato, ma decisamente spezzato.

Prosegue lo smontaggio, si noti con 12 la guida per il molleggio e con 11 uno dei 4 fori di centraggio della lente flottante.
   

Andiamo pure avanti, ora con il 15 si vede bene il perno spezzato ed ancora avvitato, proveremo ad estrarlo: è peggio che cavare il mio dente del giudizio !

Notate le finestrelle 6b e 14, necessarie per permettere la rotazione dell'anello di comando del diaframma interno
   

Per estrarre il mozzicone di vite si provano tutti i trucchi classici della meccanica e dell'estrazione dei prigionieri spezzati, ma qui il prigioniero è veramente piccolino !

Svitol, pazienza e la punta di uno spillo fanno il miracolo, il mozzicone è fuori.
   

Direi di fermarmi qui, un'idea dovreste esservela fatta, il resto del racconto lo lasciamo alla vostra fantasia, vi posso solo dire che ci servirà una "semenza", una femmina per filettare ed ancora, tanta pazienza.

Ha, un ultimo particolare perché non voglio prendermi meriti non miei, quindi una precisazione: l'intervento descritto non è stato svolto direttamente da me, ma da quello che io considero il mio Maestro, probabilmente il massimo esperto di microscopia ottica che abbiamo in Italia, il prof. Giovanni Pietro Sini, che pubblicamente ringrazio. *Hail*
Andrea

URL: http://spazioinwind.libero.it/andrea_bosi/index.htm

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Guido Gherlenda, al-ham-bic, jobba, pelle96, Mario
E' esattamente lo stesso problema che ha il mio identico obiettivo, il pernetto del diaframma è spezzato, al momento però non ho nessuna intenzione di ripararlo, aspetterò di rimanere senza "acqua sporca" da osservare.

Riguardo le finezze meccaniche non sono un esperto di microscopi ma posso dire una parola riguardo la meccanica di precisione: oltre certi livelli non si vede ma si sente, lo scorrimento tra due superfici lappate e di materieli diversi, ottone ed inox nel caso degli Zeiss anni '90, è ben diverso da quello ottenuto con alluminio e acciaio o, peggio ancora, alluminio alluminio (non parliamo della plastica su alluminio tanto in voga oggi nelle marche minori), specie se senza alcuna lavorazione di meccanica di finitura, questa è la differenza maggiore tra i microscopi attuali e quelli della fine secolo scorso, un microscopio entry level delle marche più blasonate otticamente sarà ineccepibile ma, per chi apprezza il "tocco", è deludente, il mio microscopio pesa 25 Kg. non vibra e ci si può appoggiare sul binocolo senza che vada fuori fuoco, per me la microscopia è solo un hobby e quindi anche l'aspetto "frivolo" è importante.

Guido
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al-ham-bic
(2012-05-09, 22:53)Guido Gherlenda Ha scritto: ... sarà ineccepibile ma, per chi apprezza il "tocco"... e quindi anche l'aspetto "frivolo" è importante.
Guido

Ti capisco perfettamente: parlando di strumentazione in generale, tra adoperare uno strumento "di plastica" e uno "di ottone" (a parità di prestazioni, si intende!) per qualcuno la differenza è abissale!
(Non per tutti, c'è chi non gliene frega niente del "tocco" e guarda solo le prestazioni).

Grazie a entrambi.
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Guido Gherlenda




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