Oro per via gravimetrica
Quasi tutti i metodi gravimetrici usati per la determinazione dell'oro si basano sulla riduzione del clorocomplesso a metallo.
Spesso e volentieri , specialmente per piccole quantità, l'oro si separa parzialmente sotto forma di particelle finemente suddivise che non vengono completamente trattenute anche dal filtro più fine. In altri casi parte del metallo rimane aderente alle pareti del beker con le ovvie conseguenze.
La situazione non migliora sostanzialmente con l'impiego di reagenti organici. Il precipitato che si forma non ha quasi mai una composizione costante e riproducibile e questo costringe l'analista ad eliminare la parte organica mediante incenerimento e pesare il metallo tal quale perdendo così il vantaggio di un favorevole peso molecolare.
Questo stato di cose ebbe fine quando, all'inizio degli anni '60, si dimostrarono i vantaggi nell'uso dell'acido tioglicolico come agente precipitante.

Eccoci allora a presentare questa metodica e verificarne l'efficacia.

Si parte, come al solito, con qualche spezzone di scheda elettronica, di quelle con i contatti dorati. Per semplificare seleziono solo parti senza lega Sn-Pb, altrimenti avrei dovuto procedere alla loro separazione e perdere tempo.
L'attacco è sempre quello con acqua regia tiepida. Dopo dissoluzione si riprende con poco HCl e si tira quasi a secco su piastra calda. Rimane un residuo salino umido di colore verde. Dopo aver sciolto in poca acqua i sali si filtra e si trasferisce in una provetta. Si procede alla separazione dell'oro dagli elementi interferenti operando un'estrazione con solvente organico (etere isopropilico) in ambiente acido per HCl 6N. Per sicurezza ho aggiunto alcune goccie di H3PO4 per impedire l'estrazione del ferro.
Tutto l'oro passa nell'etere conferendogli una netta colorazione gialla.

   

Si pipetta la fase organica trasferendola in un beker da 50 ml. L'operazione di estrazione va ripetuta almeno altre tre volte in modo da avere certezza quantitativa. Gli estratti vengono fatti evaporare fino a quasi secchezza. Si riprende con ca. 20 ml di acqua acidificata con HCl e si fa bollire per espellere il solvente residuo.
Infine si aggiungono 15 ml di HCl 37% e tanta acqua per fare 45 ml. Sotto agitazione si aggiungono a freddo 5 ml di acido tioglicolico al 10%. Si forma un precipitato fioccoso bianco.

          

Si lascia digerire a bagnomaria bollente per 1 ora circa. Il precipitato prende un colore giallo chiaro.

   

Si filtra su carta fascia nera lavando con acqua distillata. Il filtrato ha un leggero colore rosato e viene scartato.
La quantità di precipitato che rimane sul filtro dopo essiccazione è molto piccola ma va detto che la quantità di oro era davvero bassa.
Il precipitato aderisce fortemente alle fibre di cellulosa e riesce impossibile staccarlo. Si consiglia pertanto di eseguire la filtrazione su Gooch e di essiccare il composto a 115 °C prima della pesata.
Il composto ottenuto ha formula C2H3O2SAu. Il fattore analitico è perciò uguale a 0,684


saluti
Mario

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Molto bello(come sempre). Cos'è la carta fascia nera?
Cordiali saluti,
Edoardo 


"Solo due cose sono infinite, l'universo e la stupidità umana, e sulla prima ho dei dubbi"  (A.Einstein)
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È una carta da filtro per analisi quantitativa, caratterizzata da elevata velocità di filtrazione e perciò adatta per precipitati grossolani o gelatinosi. Ha questo nome perché di solito la sua confezione riporta una ben visibile striscia di quel colore.
Saluti Mario

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Per completezza di informazione sui filtri di carta e sui filtri di vetro poroso (Gooch):

         
Ciao
Luisa

Dal laboratorio se ne usciva ogni sera, e più acutamente a fine corso, con la sensazione di avere “imparato a fare una cosa”;
il che, la vita lo insegna, è diverso dall’avere “imparato una cosa”.
(Primo Levi)


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(2017-06-29, 20:32)Mario Ha scritto: Il composto ottenuto ha formula C2H3O2SAu. Il fattore analitico è perciò uguale a 0,769

Io non capisco due cose:
a) se quella che ha scritto è la formula del solido che si ottiene, il fattore analitico dovrebbe essere:
PA Au / PM C2H3O2SAu = 196,97/288,08 = 0,684

b) perché non si forma il (HSCH2COO)3Au???
Ciao
Luisa

Dal laboratorio se ne usciva ogni sera, e più acutamente a fine corso, con la sensazione di avere “imparato a fare una cosa”;
il che, la vita lo insegna, è diverso dall’avere “imparato una cosa”.
(Primo Levi)


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NaClO
a) La colpa è mia. Ho sbagliato a fare i calcoli. :-@ 
Mi sono chiesto come sia potuto accadere.
Semplice! Ho incolonnato sulla carta i pesi atomici e quando si è trattato di mettere lo zolfo ho visto che il 32 c'era gia e ho proseguito di conseguenza.

b) l'acido tioglicolico agisce da riducente e porta l'oro a monovalente.
2HSCH2CO2H + HAuCl4 --> HAuCl2 + [SCH2CO2H]2 + 2HCl
poi l'acido tioglicolico si combina con Au+ per dare il composto già descritto:
HAuCl2 + HSCH2CO2H --> AuSCH2CO2H + 2HCl

saluti
Mario

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quimico, NaClO, luigi_67
Il filtro con il precipitato aderente di AuSCH2CO2H è stato appallottolato e incenerito in crogiolo a 750 °C.
Ecco in cosa si è trasformato:

   

L'ho pure pesato, ben 8,6 mgr. *yuu*


saluti
Mario

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NaClO, luigi_67
Bellissima analisi,adoro la gravimetria!Nella foto,oltre alla massa aurea,si notano alcune macchie rosso-arancio.Cosa sono?
Saluti,
Riccardo
"L'importante è non smettere mai di farsi domande.La curiosità ha buoni motivi di esistere."
                                                                      -Albert Einstein-
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Non lo so. Le avevo notate anch'io e a prima vista sembrerebbero ossidi di ferro. Come siano finite lì è un mistero. Comunque sono quantità davvero infime.

saluti
Mario

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NaClO
Mi sono dimenticato di una cosa: nelle carte da filtro Whatman le carte fascia nera sono le 42
Saluti,
Riccardo
"L'importante è non smettere mai di farsi domande.La curiosità ha buoni motivi di esistere."
                                                                      -Albert Einstein-
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