Ossima del cicloesanone
Vi riporto una piccola sintesi che ho svolto in laboratorio che anche se semplice può essere interessante...

Introduzione:

Le ossime sono composti di formula generale R2C=N-OH e derivano dalla condensazione di un chetone o di un'aldeide con l'idrossilammina, secondo lo Schema 1, in cui il primo stadio di addizione nucleofila è seguito da una disidratazione:

[Immagine: schema1i.jpg]

Le ossime sono composti cristallini, la cui sintesi può essere impiegata come saggio di riconoscimento dei composti carbonilici o come metodo per la loro purificazione. Aldeidi e chetoni contenenti impurezze possono infatti essere purificati per conversione in ossime, che vengono facilmente ricristallizzate. Il composto carbonilico di origine può quindi essere ripristinato per idrolisi in acido solforico bollente.
Le ossime sono inoltre utili intermedi di sintesi. Nello Schema 2 viene riportato come esempio l’uso di un’ossima per la sintesi di un’ammina primaria. Nello stadio di formazione dell’ammina avviene la riduzione del doppio legame carbonio-azoto e la scissione del legame azoto-ossigeno. Quest’ultimo è un legame relativamente debole e si scinde facilmente in condizioni di riduzione catalitica o con idruri.

[Immagine: schema2.jpg]

L’ossima del cicloesanone (Schema 3), verra preparata utilizzando cloridrato di idrossilammina.

[Immagine: schema3.jpg]

L’idrossilammina è un composto termodinamicamente instabile, per cui nella sintesi delle ossime viene usata in forma di sale, cloridrato o solfato, più facilmente maneggiabile. Una volta sciolto il sale in acqua, prima dell’aggiunta del composto carbonilico, è necessario aggiungere acetato o idrossido di sodio per ottenere l’idrossilammina come tale. L’ossima del cicloesanone è un composto impiegato industrialmente per la sintesi del caprolattame, dalla cui polimerizazione si ottiene il nylon 6 (Schema 4).

[Immagine: schema4.jpg]

Materiale:

- 1 g di cloridrato di idrossilammina
- 1,5 g di acetato di sodio triidrato
- 1 mL di cicloesanone
- beuta da 50 mL con cono smerigliato
- materiale per riscaldamento a bagnomaria, termometro
- materiale per filtrazione sotto vuoto (imbuto di buchner, beuta da vuoto, carta da filtro)
- strumentazione per la determinazione del punto di fusione


Metodica:

In una beuta da 50 mL, sciogliere 1 g di cloridrato di idrossilammina e 1,5 g di cristalli di acetato di sodio triidrato in 4 mL di acqua. Dopo aver scaldato la soluzione a circa 35°C in un bagno ad acqua, aggiungere 1 mL di cicloesanone. Tappare la beuta e agitare per 1-2 minuti.
Si formerà un precipitato. Raffreddare la beuta in un bagno di acqua e ghiaccio. Filtrare il prodotto sotto vuoto e lavarlo con acqua fredda. Asciugare i cristalli spargendoli su carta da filtro. Pesare il prodotto ottenuto e determinare il punto di fusione. Confrontare il risultato con quello riportato in letteratura (p.f. 89-90 °C).
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[-] I seguenti utenti ringraziano Darkgonzo per questo post:
Max Fritz, Rusty, al-ham-bic
Bravo!
Anche solo una misera foto e qualche considerazione operativa personale renderebbero le sintesi più "vive" e i post ne guadagnaerebbero enormemente.
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