PRESSIONE DI VAPORE
Salve, volevo chiarire il fatto di considerare la pressione di vapore come quella pressione che il vapore di un liquido esercita sul liquido stesso.
Questa definizione mi crea problemi quando vado a considerare un sistema aperto all'ambiente perchè non capisco il fatto di definire la temperatura di ebollizione come la temperatura in cui la pressione di vapore eguaglia la pressione dell'ambiente. Ma non sono entrambi pressioni esercitate dall'esterno sul mio liquido? Non è quindi meglio considerare la pressione di vapore come una pressione strettamente legata alle particelle che escono dal liquido per passare al vapor; in modo da potersi immaginare più chiaramente il raggiungimento di un uguaglianza tra la pressione di vapore (considerata come se fosse diretta dall'interno verso l'esterno) e la pressione dell'ambiente (diretta dall'esterno verso l'interno)??
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...non vorrei dirti una castroneria (ho ricordi un po' arruginiti), ma per me la temperatura di ebollizione è quella alla quale il liquido (o parte di esso) ha una pressione che è uguale a un valore limite (tensione di vapore) e quindi evapora. Pensa alle bolle nell'acqua per la pasta che si formano sul fondo (temp. maggiore)....
Inoltre io mi ricordo questa definizione per la tensione di vapore: pressione alla quale la fase liquida è in equilibrio con la fase vapore...ossia a una certa temperatura...tanto liquido evapora tanto vapore condensa...penso inoltre che per definirla l'ambiente è chiuso...recipiente di vetro pieno di acqua con coperchio...dopo qualche giorno vai a misurare la pressione nel recipiente lato aria....quella dovrebbe essere la tensione di vapore....
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[-] I seguenti utenti ringraziano DBS per questo post:
jimmy
Se non mi sbaglio,ciò che hai detto è corretto.La tensione di vapore dovrebbe riferirsi ad un sistema chiuso.Chiedo venia se vi ho fatto impallidire...
Saluti,
Riccardo
"L'importante è non smettere mai di farsi domande.La curiosità ha buoni motivi di esistere."
                                                                      -Albert Einstein-
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Ciao, sono nuovissimo, e mi sono incuriosito alla domanda. Spero tu abbia trovato la risposta a distanza di un mese, però voglio provare a darti un spiegazione che secondo me rende l'idea. Se non ho capito male la tua domanda è: "se la tensione di vapore è quel particolare valore della pressione del vapore tale che essa sia uguale a quella del liquido, come è possibile applicare questa definizione in un sistema aperto, dove il vapore "scappa" verso l' "esterno"?". Allora, in primis ricorda che se T < T_ebollizione il passaggio da fase liquida ad aeriforme è attribuibile al fenomeno della diffusione: una pozzanghera d'acqua evapora perché la concentrazione nell'ambiente (aria) di acqua è ovviamente minore di quella alla superficie d'interfaccia tra la pozzanghera e l'aria. Su tale superficie la concentrazione di acqua nell'aria è massima. Beh immagina proprio il confine di separazione tra aria e acqua: le particelle superficiali di acqua nei loro moti caotici tenderanno ad evadere verso il primo strato di aria. Immaginiamo adesso che le molecole di acqua si fermino lì e non riescano a proseguire oltre. Con tale supposizione io sto ammettendo che l’acqua non riesca a diffondere in aria, ma resti lì dov’è: adesso, essendo ancora T < T_ebollizione, il liquido non può evaporare. Facciamo dunque il punto della situazione: cosa abbiamo ottenuto da questo “esperimento immaginario? Abbiamo un fluido (l’acqua) allo stato liquido, poi abbiamo uno strato infinitesimo di vapore d’acqua sulla superficie di separazione con l’aria, ed infine abbiamo il gas (aria). Con questa schematizzazione puoi “idealmente” ricondurti al caso immaginario in cui ho un sistema chiuso da un “pistone” di aria che tiene sigillato il mio recipiente applicando una forza proporzionale alla pressione atmosferica (dell’ambiente). La pressione che il vapore dunque esercita sul liquido (applicando la legge di stivino e trascurando la variazione di pressione atmosferica causata da un dislivello piezometrico) risulta essere uguale alla pressione atmosferica (o pressione dell’abiente) e da-dan ecco che torna la definizione di tensione di vapore come quella che dice che bla bla la… 
il passaggio cruciale sta nel postulare che l'acqua (vapore) non diffonda in aria. Ciò ovviamente non è vero, ma se tu vuoi studiare il fenomeno della transizione di fase per ebollizione devi ipotizzare che il liquido stia evaporato SOLO per quella ragione e devi quindi omettere il componente diffusivo, che tra l'altro varia notevolmente da sostanza a sostanza e in funzione di temperatura e pressione. Se un liquido, per esempio, diffondesse pochissimissimo in aria allora la funzione dell'aria sarebbe la stessa di quella di un coperchio solido e quindi potresti considerare il sistema chiuso ed in equilibrio. Sono stato un po' contorto, ma spero tu abbia capito. Ciaoo! :-) 
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