Preparazione cella elettrochimica, immagini commentate
Ciao, vi presento qualche immagine di una procedura che mi capita di fare molto spesso, durante il mio internato di tesi: preparare una cella elettrochimica per misure di voltammetria ciclica. Per rendere la lettura snella, si tratta semplicemente di immagini con qualche riga di commento.

Ecco la cella, detta cella a cuore per la somiglianza... Ha sette colli ed è equipaggiata per la termostatazione. Ogni esemplare è fatto a mano.
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Dopo averla riempita con il solvente (questa è da 20mL), si pesa l'elettrolita di supporto, necessario per avere una soluzione conduttrice. In questo caso si tratta di tetraetilammonio tetrafluoroborato 0.1M, ricristallizzato per minimizzare le impurezze (non guardate la pesata, sono numeri random :-).
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Uno dei componenti pincipali, l'elettrodo lavorante (in carbone vetroso in questo caso), viene trattato prima di ogni misura con una pulizia con della pasta diamantata (con grani di 1/4 di micrometro) in modo da garantire omogeneità superficiale e riproducibilità delle misure.
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La pasta diamantata viene rimossa tramita bagno in ultrasuoni.
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Un analita (rame triflato) è solido e viene introdotto tramite un piccolo racipiente di vetro che si inserisce direttamente in cella (in gergo chiamato "scarpetta").
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Il legante del rame, una triammina (che puzza!), è liquida e viene aggiunta tramite microsiringa (qualche microlitro solitamente), dopo essere stata prelevata sotto cappa.
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Ecco la cella al completo, con un collo momentaneamente aperto. Due sono i circuiti gestiti dallo strumento (potenziostato). Il circuito amperometrico, dove avviene una qualche reazione redox tra elettrodo lavorante e controelettrodo, e quindi passa una corrente che viene misurata. Il circuito potenziometrico, dove passa una corrente trascurabile e viene misurata la differenza di potenziale tra elettrodo lavorante e elettrodo di riferimento.
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Uno zoom sulla fase di gorgogliamento, importante per eliminare tracce di ossigeno, una specie redox nonché un ossidante che influisce largamente sulla misure.
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Altri reagenti utilizzati in quest'esperimento, un'ammina ingombrata che non lega il rame e che viene utilizzata come tampone (il pH è regolato tramite l'aggiunta di acido perclorico).
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Lo strumento.
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I dati.
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In questo caso è stato osservato il comportamento voltammetrico al variare del pH, altre misure possono riguardare coefficienti di diffusione, costatni di velocità del trasferimento elettronico, costanti di equilibrio e di velocità di reazioni chimiche associate e un sacco di altre cose che ancora ignoro.
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[-] I seguenti utenti ringraziano eATRP per questo post:
Max Fritz, AgNO3, fosgene
Molto interessante.
Fammi capire... che triamina usate? Se per te le amine puzzano (il che è vero) non hai mai lavorato con cose che puzzano davvero come fosfine o tioli *Si guarda intorno*
Io ho usato come legante la TEEN... ma per altri scopi. Niente di che...
l'HClO4 concentrato lo uso in quantità catalitica o stechiometrica per fare protezione degli aminoacidi... e il quenching non è mai cosa divertente. Per le misere quantità di acido usato mi tocca usare una quantità abnorme di NaHCO3...
Sensa schei né paura ma coa tega sempre dura
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Dall'ultimo grafico, penso che la triammina nel suo caso sia N,N,N',N'',N''-pentametildietilentriammina (roba che va abbreviata per forza... *help* ).
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[-] I seguenti utenti ringraziano Max Fritz per questo post:
quimico
Non avevo fatto caso al grafico asd
Sensa schei né paura ma coa tega sempre dura
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Bel post! Anche io lavoro in elettrochimica per la mia tesi.
Ma lavoro con un elettrodo stampato in miniatura e la VC la faccio senza la tipica cella a cuore. Uso un volume di 7uL per fare le misure!
oO° elena [pink_chemist] °Oo
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mi ha sempre fatto troppa antipatia la voltammetria...comuque bravo!!
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(2012-02-25, 15:49)Max Fritz Ha scritto: Dall'ultimo grafico, penso che la triammina nel suo caso sia N,N,N',N'',N''-pentametildietilentriammina (roba che va abbreviata per forza... *help* ).

Esatto!

PS: puzza di pesce avariato!

(2012-02-25, 15:45)quimico Ha scritto: Io ho usato come legante la TEEN... ma per altri scopi.

Io lo sto usando proprio perché (spero) che non vada in competizione con il PMDETA e altri leganti simili, visto che gli azoti sono molto ingombrati. In effetti sembra essere così per il mio sistema. A te con cosa si legava?

(2012-02-25, 19:46)rock.angel Ha scritto: Bel post! Anche io lavoro in elettrochimica per la mia tesi.
Ma lavoro con un elettrodo stampato in miniatura e la VC la faccio senza la tipica cella a cuore. Uso un volume di 7uL per fare le misure!

Come mai volumi così piccoli? Sono super curioso! Se hai un po' di tempo fammi sapere ;-)
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Alla fine non ha funzionato, ma volevamo fare dei complessi. Non ricordo molto... erano delle prove in piccolo. Niente di interessante. Se ritrovo qualcosa ti posto...
Sensa schei né paura ma coa tega sempre dura
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(2012-02-26, 02:06)eATRP Ha scritto: Come mai volumi così piccoli? Sono super curioso! Se hai un po' di tempo fammi sapere ;-)

Perchè l'elettrodo è una pippa :-D!! Praticamente immergendolo in cella, si bagnerebbe il connettore, in quanto per avere un buon contatto bisogna inserire bene l'elettrodo nel connettore e questo porta ad avere una superficie esterna minima...
Se si mettono volumi maggiori direttamente nella cella dell'elettrodo esce tutto fuori...

Quindi io per la caratterizzazione che ho fatto di un intero foglio ho usato prima 7 uL di una soluzione di KCl come bianco e poi, dopo aver aspirato, ho rimesso 7 uL di soluzione di ferricianuro di K.



oO° elena [pink_chemist] °Oo
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Dai voltammogrammi mi sembra di vedere che il processo passi da reversibile a quasi-reversibile al variare del pH.
E' così eATRP ?
" Trasformare rifiuti in risorse "
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