Quale sarebbe il risultato di questo esperimento? (estrazione del DNA)
Salve, sono uno studente del quinto anno di liceo scientifico opzione scienze applicate.

Ieri abbiamo fatto un esperimento nel laboratorio di scienze che consisteva nell'estrazione del DNA della frutta, con i passaggi qui elencati.

[Immagine: uehz3Ul.jpg]


Per la prossima settimana avrei questa relazione (individuale) da consegnare, che verrà valutata.

Il mio problema è che proprio non so cosa rispondere alle quattro domande scritte nel foglio.


Qualcuno di voi, anche senza aver fatto l'esperimento, è in grado di dirmi la risposta di quelle 4 domande?


Io ho letto che in questo forum prima di aprire thread del genere bisogna provare a svolgere l'esercizio, però il mio problema è che non si tratta di un esercizio pratico (che magari prima puoi provare a svolgere e poi chiedere cosa si ha sbagliato), ma è appunto roba puramente teorica su cui io su internet non trovo nessuna risposta, quindi non avrei nemmeno qualche spunto su cui impostare le risposte per poi chiedere se sono giuste...


Spero che mi possiate aiutare ugualmente.


Grazie in anticipo.
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L'immagine allegata non si vede, prova a modificare il messaggio...
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[-] I seguenti utenti ringraziano luigi_67 per questo post:
incel
Dovresti postare prima una tua forma di soluzione a questo esercizio, per vedere un po' come affrontarlo. Anche solo delle tue speculazioni basate su quel poco che già sai. 

In ogni caso, comunque, per quanto riguarda il sapone misto al sale, ha funzioni per lo più legate alla lisi di membrana citoplasmatica e nucleare della cellula da cui si estrae il DNA, ti consiglio di far molta attenzione ai componenti chimici del Sapone e alle loro proprietà emulsionanti.
L'alcool, essenzialmente, è un solvente che risulta in grado di interagire con la catena di DNA facendola precipitare sotto forma di massa gelatinosa. In realtà è importante non mischiare né agitare la miscela di filtrato e alcool, perché bisogna che si formi un'interfaccia nella quale il DNA presente in soluzione possa interagire con l'alcool per ridurre la solubilità del DNA e permettergli di precipitare, ascendendo piano piano fino a galleggiare nella fase alcolica.
Ovviamente, come avviene in ogni miscela tra soluti e solventi, in condizioni molto fredde, la solubilità in etanolo del DNA cala drásticamente, permettendo che ne precipiti una quantità maggiore, in tal senso, gioca anche un ruolo importante la temperatura, difatti normalmente, l'estrazione del DNA si avvale anche di uno shock termico, dato dal riscaldare a bagnomaria (60 °C) la soluzione contenente la biomolecola e poi porvi subito dopo il solvente di estrazione a bassa temperatura (0-4 °C) 
Se il processo avvenisse a T ambiente, la solvatazione in alcool sarebbe maggiore e il precipitato ottenuto minore.
"Perennemente indeterminato come Eisemberg"
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incel
(2020-01-15, 14:35)luigi_67 Ha scritto: L'immagine allegata non si vede, prova a modificare il messaggio...

https://i.imgur.com/lxfYe1b.jpg

cliccando su questo link la vedi la foto?
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non mettete img da link esterni perchè dopo tot tempo vengono cancellati :/

Per inserire un'img:
https://www.myttex.net/forum/Thread-Come...-del-forum
8-)  Tanto vetro zero reagenti 8-)
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(2020-01-15, 15:25)Mercaptano Ha scritto: Dovresti postare prima una tua forma di soluzione a questo esercizio, per vedere un po' come affrontarlo. Anche solo delle tue speculazioni basate su quel poco che già sai. 

In ogni caso, comunque, per quanto riguarda il sapone misto al sale, ha funzioni per lo più legate alla lisi di membrana citoplasmatica e nucleare della cellula da cui si estrae il DNA, ti consiglio di far molta attenzione ai componenti chimici del Sapone e alle loro proprietà emulsionanti.
L'alcool, essenzialmente, è un solvente che risulta in grado di interagire con la catena di DNA facendola precipitare sotto forma di massa gelatinosa. In realtà è importante non mischiare né agitare la miscela di filtrato e alcool, perché bisogna che si formi un'interfaccia nella quale il DNA presente in soluzione possa interagire con l'alcool per ridurre la solubilità del DNA e permettergli di precipitare, ascendendo piano piano fino a galleggiare nella fase alcolica.
Ovviamente, come avviene in ogni miscela tra soluti e solventi, in condizioni molto fredde, la solubilità in etanolo del DNA cala drásticamente, permettendo che ne precipiti una quantità maggiore, in tal senso, gioca anche un ruolo importante la temperatura, difatti normalmente, l'estrazione del DNA si avvale anche di uno shock termico, dato dal riscaldare a bagnomaria (60 °C) la soluzione contenente la biomolecola e poi porvi subito dopo il solvente di estrazione a bassa temperatura (0-4 °C) 
Se il processo avvenisse a T ambiente, la solvatazione in alcool sarebbe maggiore e il precipitato ottenuto minore.
Perfetto, ti ringrazio!

Invece per quanto riguarda quel "descrivi tutto quanto osservato" che cosa dovrei scrivere esattamente?
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