Rame(II) bis-Salicilato
Aggiungo due foto che sono sicuramente migliori delle precedenti, grazie per la delucidazione sulla corretta nomenclatura e per una identificazione dei complessi....in effetti solo ora ho visto che era tutto riassunto nel testo del post...io ho letto tutta la prima pagina dell'articolo per capirlo.
La foto a SX si riferisce ai cristalli da me definiti verde olivina e i cristalli sono molto ingranditi, la foto di DX invece è presa direttamente dal cristallizzatore (250 ml) quelli descritti come giallo verdi a ciuffi aciculari.
Le critiche spucchiose sono quelle inutili o tendenti alla morale...non tanto alla saputello maniera quanto prioprio alla moralizzazione del lavoro svolto...e falsamente mascherate da voglia di stimolare o migliorare e comunque...non credo proprio sia il vostro caso. :-D

[Immagine: xxdah2oii.jpg] [Immagine: xxdah2odach32co.jpg]
*Hail* Sirio è lucente <==> Pepi è stabile e perfetto *Hail*
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TrevizeGolanCz
Beh anche perché un conto è se uno che non sa un cazzo ti fa tali critiche, un conto se te la fa uno che sono anni che fa il chimico.
Comunque ora ho capito... Grazie.
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Mario
Vediamo di fare un po' di chiarezza perchè io non ho ancora capito tutto...nel tuo primo posto hai messo una foto (l'ultima)ci cristalli azzurrini e in questo secondo dei cristalli verdi. quali dei due hai ottenuto veramente? quelli azzurrini-verde acqua (molto probabilmente il mononucleare) o quelli verde smeraldo (il dinucleare)? Quello della foto a sinistra qui sopra moltoprobabilmente è un misto fra il polimero e la forma verde...o forse è semplicemente un polimero poco polimerizzato.
Non è un problema che tu ti sia letto una pagina di articolo...un po' di esercizio d'inglese fa sempre bene.
"Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza." Divina Commedia, canto XXVI Inf.
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(2013-04-21, 20:23)marco the chemistry Ha scritto: Vediamo di fare un po' di chiarezza perchè io non ho ancora capito tutto...nel tuo primo posto hai messo una foto (l'ultima)ci cristalli azzurrini e in questo secondo dei cristalli verdi. quali dei due hai ottenuto veramente? quelli azzurrini-verde acqua (molto probabilmente il mononucleare) o quelli verde smeraldo (il dinucleare)? Quello della foto a sinistra qui sopra moltoprobabilmente è un misto fra il polimero e la forma verde...o forse è semplicemente un polimero poco polimerizzato.
Non è un problema che tu ti sia letto una pagina di articolo...un po' di esercizio d'inglese fa sempre bene.

Dalla reazione come descritta ho ottenuto i prodotti che vedete nelle foto ma devo precisare che :
La foto con il colore verde smeraldo è un ingrandimento della foto del vecchio post, quella chiamata verde olivina, quindi quello è il dinucleare ed è evidente.
La foto odierna...(ex-azzurrini verde acqua) come la vecchia è stata presa direttamente dal cristallizzatore ma ho commesso un errore....ho inviato quella dove in effetti i cristalli non erano ancora asciutti e secchi. Il composto infatti solo anidro ha il colore verde giallo. Quando è bagnato, specialmente con le acque di reazione verdi assume un colore verde..si ma molto bluastro.
Concordo che possa non essere un prodotto puro...e allora perchè ha cristallizzato cosi bene ?
Per entrambi è l'acqua il solvente di cristallizzazione.
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In effetti una delle poche informazioni che abbiamo è che dalla sintesi per doppio scambio si ottengono la presunta forma dinucleare e quella polimerica, come sembrano proprio quelle delle ultime foto.

Invece nel primo post parlavi della forma mononucleare azzurrina, che, per ora, nessuno aveva mai ottenuto dal doppio scambio e mi sembrava simile al prodotto della sintesi diretta che avevo ottenuto io. Com'è la questione?

Comunque complimenti e speriamo pian piano di far luce sulla faccenda.
Abbiamo scritto insieme. Se la forma azzurrina è venuta meno i tuoi risultati confermano quelli precedenti.

- Sarebbero ora da capire le condizioni che portano alla sintesi delle diverse forme...
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(2013-04-21, 20:17)quimico Ha scritto: Beh anche perché un conto è se uno che non sa un cazzo ti fa tali critiche, un conto se te la fa uno che sono anni che fa il chimico.
Comunque ora ho capito... Grazie.

Il problema non è nel sapere o nel non sapere.. è nel fare la morale.
Cavolo però ci vai pesante con le esclamazioni !!!
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Eh? Esclamazioni? Non ho fatto tali esclamazioni di cui parli.
Morale? Ma che stai dicendo? Stiamo uscendo dal seminato.
Figa, ora non posso manco dire la mia...

Torniamo a parlare di chimica che è meglio *Si guarda intorno*
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Mario
Buonasera a tutti,
mi aggiungo alla nutrita schiera di coloro che si sono impegnati nella preparazione di questo composto.

Come materiali di partenza ho usato:
- acido salicilico
- solfato di rame pentaidrato
- NaOH 1M

come vetreria, oltre ai soliti becker, molto comodi sono risultati gli imbuti di vetro a piastra filtrante e un agitatore magnetico con piastra riscaldante. Serve pure una beuta per filtrazione sotto vuoto da abbinare all'imbuto di cui sopra.

Per ottenere il salicilato di rame ho fatto reagire acido salicilico e idrossido di rame nel rapporto molare 2:1.

Preparazione dell'idrossido di rame:
Si parte da una soluzione di solfato di rame contenente 2,8 g del sale sciolti in circa 100 mL d'acqua. A freddo, lentamente e sotto vigorosa agitazione si aggiunge la quantità stechiometrica di NaOH 1M.
Dopo un pò si sospende l'agitazione e si filtra subito con l'imbuto a piastra filtrante il voluminoso precipitato blù, lavandolo con abbondante acqua fredda. L'idrossido rameico ottenuto ha una consistenza
"gommosa" e si può facilmente raccogliere con una spatolina.

Preparazione del salicilato di rame:
In un beker da 150 ml si introducono 3,1 g di acido salicilico e tutto l'idrossido di rame appena preparato. Si aggiungono circa 80 mL di acqua e si inizia ad agitare bene il tutto. Dopo qualche minuto si inizia a scaldare, dapprima lentamente poi fino a circa 70 °C. Si lascia reagire per almeno 20 minuti. Il colore del precipitato cambia man mano il colore e al termine avrà assunto una tinta giallastra.
Si lascia raffreddare. Il precipitato, in parte cristallizzato per effetto del raffreddamento, si deposita in una massa voluminosa (vedi foto seguente) mentre il liquido sovrastante assume un colore verde caratteristico.

[Immagine: p5ifoirzgqj1qlymj8d9_thumb.jpg]

Si filtra sempre con l'imbuto a setto poroso lavando con acqua fredda.
Si raccoglie il solido in un becker e lo si purifica con una specie di cristallizzazione, ovvero aggiungendo circa 80 ml di acqua e riscaldando a 80 °C. Dopo il raffreddamento si rifiltra di nuovo.
Finalmente il solido ottenuto lo si essica a 80 °C in stufa per alcune ore.
Ha l'aspeto di una polvere giallastra-verde.

[Immagine: lgnfrr91uestb1rcrdbn_thumb.jpg]

Il composto ottenuto dovrebbe corrispondere alla formula
Cu(C14H10O6).4H2O

Purtroppo non dispongo dei mezzi necessari per identificare in modo univoco la sostanza ottenuta. Nonostante ciò ho fatto due prove:

Nella prima ho scaldato al Bunsen una provetta contenente punta di spatola del composto.
Non si è avuta alcuna fusione. Ad un certo punto il prodotto si è decomposto liberando acqua (che si è condensata nella parte alta della provetta) e un sublimato . Dopo raffreddamento si è potuto osservare che il sublimato si era cristallizzato in due differenti prodotti; in alto era quasi incolore e di aspetto molto caratteristico con un odore che assomigliava tantissimo al fenolo, mentre poco più in basso nella provetta si intravedevano i cristalli colorati del prodotto iniziale (vedi foto allegata). Nella provetta rimane inoltre un residuo nero costituito principalmente da ossidi di rame.

[Immagine: pz1dqrcm2otiiobdlybc_thumb.jpg]

Ne deduco che il composto contiene acqua di cristallizzazione, che non ha un punto di fusione e che riscaldato, in piccola parte sublima inalterato, e in parte si decompone liberando del fenolo come sottoprodotto.

Nel secondo test ho effettuato la determinazione complessometrica del rame con il metodo presentato tempo fa in questo forum.

Ecco i risultati ottenuti:

peso del composto: 53,8 mg
mL di EDTA 0,02 M usati per la titolazione: 7,1
quantità di rame trovata: 9,0 mg
quantità di rame prevista dalla formula Cu(C14H10O6).4H2O: 8,34 mg

Non male. Speravo in un risultato ancora più vicino al teorico, ma anche così va bene. Forse il valore trovato indica che in piccola parte il prodotto è contaminato da sali basici di rame.


saluti
Mario
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(2013-04-24, 20:33)Mario Ha scritto: .....
Preparazione del salicilato di rame:
...mentre il liquido sovrastante assume un colore verde caratteristico.

....

Le acque di reazioni verdi le ha gettate ?
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La prego di voler meglio delucidarmi alcune sue descrizioni della preparazione in quanto mi sono sorti una serie di dubbi che ritengo leggittimi. Anche se mi hanno permesso meglio di comprendere il meccanismo cinetico e di formazione dei diversi derivati del rame salicilato.

Come mai se i complessi cupro-salicilici sono molto solubili in acqua i suoi pochi grammi in molto solvente necessitano di essere riscaldati a circa 80 C° ?

Notoriamente è l'acido salicilico che è molto poco solubile a freddo e viene riscaldato per aumentarne la solubilità.

Che cosa intende con caratteristico nella colorazione verde delle acque di reazione ?

Nella sua definizione di voluminoso ho dubbi che sia rimasto molto acido salicilico residuo..che infatti ha due forme commerciali, di cui una detta proprio voluminosa.

I diversi processi da lei eseguiti per cristallizzare aumentano questi dubbi, infatti Lei scalda (solubilizza) e aspetta la cristallizzazione (del salicilico..secondo me ).

La stechiometria del rame rispetto al salicilico e la formula proposta possono essere oggetto di altre interessanti discussioni.

Una risposta può trovarsi secondo me nelle acque verdi. (gran parte del compelsso è li)

La saluto cordialmente

MaXiMo
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