Ricerca della lignina
La lignina è un polimero organico dalla struttura molto complessa che si trova largamente presente nel regno vegetale, dove svolge il compito di materiale di sostegno per la pianta, albero o erba che sia.
I monomeri che la costituiscono sono riconducibili all'alcol cumarilico e suoi derivati, in pratica un'alcol cinnamilico con il gruppo fenolico in para.
Industrialmente viene spesso considerata come una presenza fastidiosa, visto che la si deve separare dalla più pregiata cellulosa mediante processi chimici particolari.
Ne consegue che la presenza di lignina nei manufatti a base di cellulosa ne stabilisce il loro valore commerciale.
La comune carta, per esempio, meno lignina contiene è più alto è il suo pregio.

Ecco allora un metodo che permette, con poca spesa, di valutare con buona approssimazione la presenza di lignina nei più disparati materiali, in particolare nella carta e affini.

Principio del metodo:
Si adotta una variante del metodo di Weisner, dove in ambiente acido e in presenza di 1,3,5-triidrossibenzene, la lignina si colora in magenta. Nelle stesse condizioni la cellulosa rimane incolore.
La reazione che avviene porta alla formazione di un colorante cationico:

[Immagine: mkzjjeitol19a82fz7hr_thumb.jpg]

Reagenti:
Si preparano tre distinte soluzioni:
1) sciogliere 0,35 g di 1,3,5-triidrossibenzene (CAS n° 108-73-6) in 10 mL di alcole etilico assoluto.
2) acido cloridrico 37%
3) acqua distillata
La soluzione 1) viene conservata a lungo se tenuta in un recipiente di vetro ben tappato in frigorifero e quando in uso, al riparo dalla luce.
Poco prima dell'esecuzione del test, mescolare 1 mL della soluzione 3 con 1 mL della soluzione 2, poi addizionare 1 mL della soluzione 1.
La soluzione risultante è incolore o appena giallina.

Serve inoltre un microscopio a basso ingrandimento, meglio se stereoscopico, oltre al normale corredo di vetrini, bacchette, pinzette e contagocce.

Esecuzione del test:
Si ritaglia un pezzo di carta e lo si pone sul vetrino. Si aggiungono 2-3 gocce di reattivo e si lascia a contatto per un tempo variabile da pochi secondi ad un minuto (l'esperienza aiuterà a riguardo). Si lava con alcol etilico a 80° per asportare la maggior parte dell'acido. Eventualmente asciugare l'eccesso di liquido con carta assorbente. Osservare sotto il microscopio. In presenza di lignina questa assume una colorazione magenta piuttosto stabile nel tempo.

Nota:
alcuni tipi di carta, quando trattati con il reattivo, possono sviluppare gas, specialmente CO2 derivante dalla decomposizione delle cariche minerali presenti. In questo caso è bene asportare il liquido e ripetere l'aggiunta di reattivo fresco.

Solo la fantasia limita le tipologie di carta da sottoporre al test: carta igienica, carta dei quotidiani, carta per fotocopie riciclata e non, tovagliolini in uso nei bar, carta asciugamani e via dicendo. E poi vale la pena di provare anche su frammenti legnosi.

Ecco alcuni esempi:

[Immagine: 4q5b9bksrcnqf0wkiy5_thumb.jpg]
Questa è carta asciugamani bianca. Sono ben evidenti, tutt'altro che in tracce, le fibre di lignina. Notare inoltre la presenza di zone più chiare disposte leggermente inclinate: sono le goffrature impresse meccanicamente nella carta alfine di renderla più voluminosa.

[Immagine: ea7t8i34w6b0qhjqidwa_thumb.jpg]
Qui la percentuale di lignina è molto alta. Si tratta infatti di carta per fotocopie riciclata.

[Immagine: 4bfcpgjd3uizim6w87d_thumb.jpg]
Carta proveniente da un vecchio taccuino. Qui le fibre di lignina oltre ad essere numerosissime sono relativamente piccole e uniformi.


Infine ecco come appare un frammento di legno di abete:

[Immagine: hj1gm83yzv7rzgtbd0_thumb.jpg]

saluti
Mario
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