Rilevamento nicotina
Buona sera,
sono nuovo in questo forum spero di non violare nessuna regola.
Vorrei chiedere se ci sia un metodo chimico per riconoscere che un mozzicone di sigaretta sia tale, attraverso il riconoscimento della presenza di nicotina. Perché sto provando a costruire un robottino simile a quelli per la pulizia della casa, che però raccolga i mozziconi di sigarette che possono essere: le sigarette normali, IQOS, drum... Solo che quello che distingue un mozzicone da una cartaccia arrotolata qualsiasi, un legno o un sasso ( che potrebbero rovinare o danneggiare il robot) possono essere la nicotina o altre sostanze caratteristiche di un mozzicone. Non posso utilizzare un visore ottico perché quando i mozziconi vengono spenti ad accezione delle IQOS non hanno la loro forma cilindrica normale, mi è venuta quindi in mente la chimica ma non so quanto possa essere veloce il riconoscimento di tale mozzicone.
Grazie per l'attenzione.
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Prima di sperare, sarebbe bastato leggere ;-) Warno e sposto.
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Non ho ben compreso la domanda.
Lei chiede un metodo per riconoscere che un oggetto è un mozzicone? Perché non si riconosce visivamente?
Si spieghi meglio, per favore.

Comunque, il metodo più veloce per un saggio qualitativo, ovvero dire se c'è nicotina (ma NON è selettivo per la nicotina), che mi viene in mente è usare il reattivo di Dragendorff. Un precipitato di colore arancio con tale reattivo indica la presenza di un alcaloide come la nicotina ma una conferma definitiva può venire solo da una analisi che impieghi ad esempio un metodo GC-FID con estrazione liquido-liquido del mozzicone di sigaretta (ISO 10315). Questo metodo è poco costoso, veloce e utile se il contenuto di nicotina nella sigarette è da moderato a significativo. Ovviamente è stato messo a punto perché i mozziconi sono un rifiuto tossico in grado di inquinare in maniera importante l'ambiente, visto che oltre a nicotina contengono altre sostanze pericolose e spesso cancerogene.

Resta un fattore importante, però, da capire: il "percolato" (perdonatemi il termine ma non mi viene in mente altro, è un termine che in italiano stona e che in inglese invece rende bene l'idea) deriva da un mozzicone fumato con ancora attaccato il tabacco o da un mozzicone fumato senza tabacco. Escludo derivi da una sigaretta non fumata. A seconda del tipo di mozzicone cambiano le metodiche di analisi.
La chimica è una cosa che serve a tutto. Serve a coltivarsi, serve a crescere, serve a inserirsi in qualche modo nelle cose concrete.
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myttex
(2021-04-07, 09:01)Geber Ha scritto: Non ho ben compreso la domanda.
Lei chiede un metodo per riconoscere che un oggetto è un mozzicone? Perché non si riconosce visivamente?
Si spieghi meglio, per favore.

Comunque, il metodo più veloce per un saggio qualitativo, ovvero dire se c'è nicotina (ma NON è selettivo per la nicotina), che mi viene in mente è usare il reattivo di Dragendorff. Un precipitato di colore arancio con tale reattivo indica la presenza di un alcaloide come la nicotina ma una conferma definitiva può venire solo da una analisi che impieghi ad esempio un metodo GC-FID con estrazione liquido-liquido del mozzicone di sigaretta (ISO 10315). Questo metodo è poco costoso, veloce e utile se il contenuto di nicotina nella sigarette è da moderato a significativo. Ovviamente è stato messo a punto perché i mozziconi sono un rifiuto tossico in grado di inquinare in maniera importante l'ambiente, visto che oltre a nicotina contengono altre sostanze pericolose e spesso cancerogene.

Resta un fattore importante, però, da capire: il "percolato" (perdonatemi il termine ma non mi viene in mente altro, è un termine che in italiano stona e che in inglese invece rende bene l'idea) deriva da un mozzicone fumato con ancora attaccato il tabacco o da un mozzicone fumato senza tabacco. Escludo derivi da una sigaretta non fumata. A seconda del tipo di mozzicone cambiano le metodiche di analisi.

Grazie mille per la risposta,
Comunque si vorrei rilevare che un mozzico sia tale, perché magari quando quest'ultima viene spenta non ha più la forma originale e un sensore ottico non sarebbe in grado di rilevarla, quindi l'unica differenza che può avere un mozzico sono la nicotina e le varie sostanze cancerogene al suo interno. Quindi mi interessava sapere se ci fosse o no un metodo chimico poco costoso.
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Forse sarebbe il caso di contestualizzare meglio questa richiesta, in particolare capire dove si andrebbe a fare questa ricerca e quale dovrebbe esserne il fine.
Ragionando da uomo della strada, mi viene da pensare che un mozzicone di sigaretta è facilmente riconoscibile visivamente anche dopo molto tempo e dopo esposizione ad agenti naturali o meno - proprio questa sua "resistenza" a degradarsi lo rende un problema a livello ambientale, basta vedere quanti se ne trovano in giro...

Spiegando meglio le tue necessità ti si potrà dare una risposta più mirata....
Un saluto
Luigi
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Diciamo che il tabacco anche se trattato e combusto col tempo può essere dilavato e finire nel terreno o nelle acque; questo comporta un rischio per l'ambiente, specie per organismi acquatici. Se pensiamo a quanti mozziconi vengono dispersi nell'ambiente, specie sulle spiagge, possiamo comprendere quanto sia preoccupante questo tipo di inquinamento. La nicotina e altri composti contenuti nelle sigarette dopo combustione sono estremamente tossici, se non cancerogeni (pensiamo ad esempio al Po-210). Per questo motivo ci sono innumerevoli articoli su questo argomento e sulla determinazione della nicotina.
Sebbene il filtro possa scolorirsi sotto il sole, o in balia di diversi agenti atmosferici e non, non si degrada facilmente e continua a disperdere nell'ambiente questo "percolato" di cui dicevo sopra.
Non ho ben capito il discorso del sensore ottico... E quindi come già chiesto anche sopra da Luigi, se ci dessi altre informazioni sarebbe meglio.
Giusto per risponderti ed esaurire il tuo dubbio.
Il metodo chimico di cui sopra è valido per testare la presenza di nicotina ma non è selettivo per la nicotina ma per gli alcaloidi. Non sai quanto volte ho usato il Dragendorff. Ma se uno necessita di una conferma qualitativa valida, e soprattutto a norma, assieme ad una quantificazione della nicotina, deve ricorrere ad un processo chimico più articolato, anche se non particolarmente costoso.
Il mozzicone andrebbe trattato per estrarre una aliquota di campione da analizzare, come dicevo sopra, con gascromatografia usando un detector FID secondo norma ISO 10315.
Resto a tua disposizione :-D
La chimica è una cosa che serve a tutto. Serve a coltivarsi, serve a crescere, serve a inserirsi in qualche modo nelle cose concrete.
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(2021-04-08, 08:44)Geber Ha scritto: Diciamo che il tabacco anche se trattato e combusto col tempo può essere dilavato e finire nel terreno o nelle acque; questo comporta un rischio per l'ambiente, specie per organismi acquatici. Se pensiamo a quanti mozziconi vengono dispersi nell'ambiente, specie sulle spiagge, possiamo comprendere quanto sia preoccupante questo tipo di inquinamento. La nicotina e altri composti contenuti nelle sigarette dopo combustione sono estremamente tossici, se non cancerogeni (pensiamo ad esempio al Po-210). Per questo motivo ci sono innumerevoli articoli su questo argomento e sulla determinazione della nicotina.
Sebbene il filtro possa scolorirsi sotto il sole, o in balia di diversi agenti atmosferici e non, non si degrada facilmente e continua a disperdere nell'ambiente questo "percolato" di cui dicevo sopra.
Non ho ben capito il discorso del sensore ottico... E quindi come già chiesto anche sopra da Luigi, se ci dessi altre informazioni sarebbe meglio.
Giusto per risponderti ed esaurire il tuo dubbio.
Il metodo chimico di cui sopra è valido per testare la presenza di nicotina ma non è selettivo per la nicotina ma per gli alcaloidi. Non sai quanto volte ho usato il Dragendorff. Ma se uno necessita di una conferma qualitativa valida, e soprattutto a norma, assieme ad una quantificazione della nicotina, deve ricorrere ad un processo chimico più articolato, anche se non particolarmente costoso.
Il mozzicone andrebbe trattato per estrarre una aliquota di campione da analizzare, come dicevo sopra, con gascromatografia usando un detector FID secondo norma ISO 10315.
Resto a tua disposizione :-D
Ho provato ad articolare meglio la domanda, chiedo scusa per la lunga attesa.

(2021-04-08, 07:48)luigi_67 Ha scritto: Forse sarebbe il caso di contestualizzare meglio questa richiesta, in particolare capire dove si andrebbe a fare questa ricerca e quale dovrebbe esserne il fine.
Ragionando da uomo della strada, mi viene da pensare che un mozzicone di sigaretta è facilmente riconoscibile visivamente anche dopo molto tempo e dopo esposizione ad agenti naturali o meno - proprio questa sua "resistenza" a degradarsi lo rende un problema a livello ambientale, basta vedere quanti se ne trovano in giro...

Spiegando meglio le tue necessità ti si potrà dare una risposta più mirata....
Un saluto
Luigi

Grazie mille Luigi per la risposta, ho provato ad articolare meglio la domanda.
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Capito. Beh in quel caso un detector per la nicotina di tipo strumentale semplice non lo conosco.
Potrebbe esistere ma esula dalle mie conoscenze. Sono un chimico non un ingegnere :-)
La chimica è una cosa che serve a tutto. Serve a coltivarsi, serve a crescere, serve a inserirsi in qualche modo nelle cose concrete.
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Giuseppe98
Forse un sensore NIR (near infrared) potrebbe funzionare ma non ne so molto, e il costo probabilmente sarebbe alto :/
Cordiali saluti,
Edoardo 


"Solo due cose sono infinite, l'universo e la stupidità umana, e sulla prima ho dei dubbi"  (A.Einstein)
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Giuseppe98
Wink 
(4 ore fa)Geber Ha scritto: Capito. Beh in quel caso un detector per la nicotina di tipo strumentale semplice non lo conosco.
Potrebbe esistere ma esula dalle mie conoscenze. Sono un chimico non un ingegnere :-)

Grazie lo stesso per la pazienza e l'attenzione :-)
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