Saggio alla fiamma e combustione
Salve a tutti, inanzitutto mi scuso se il post non è nella sezione giusta.
Ho poca esperienza di chimica quindi perdonate anchr la terminologia poco accurata.

Di recente ho inziato a provare saggi alla fiamma di diverse sostanza (come per esempio CuCl2, NaCl e LiCl), e mi è sorto un dubbio: bruciando queste sostanze sulla fiamma di una classica candela, cosa succede ai composti? Rimangono immutati o si dissociano in ioni (per esempio Na+ Cl-) per reagire poi con l aria? Se si si possono formare composti pericolosi con il cloro? Quanto CuCl2 si puo bruciare senza rischiare di avvelenarsi?

Ho cercato su internet informazioni a riguardo ma non ho trovato nulla, spero che qualcuno di voi possa rispondermi

Grazie in anticipo delle vostre risposte
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(2020-12-26, 04:10)Federico treito Ha scritto: Salve a tutti, inanzitutto mi scuso se il post non è nella sezione giusta.
Ho poca esperienza di chimica quindi perdonate anchr la terminologia poco accurata.

Di recente ho inziato a provare saggi alla fiamma di diverse sostanza (come per esempio CuCl2, NaCl e LiCl), e mi è sorto un dubbio: bruciando queste sostanze sulla fiamma di una classica candela, cosa succede ai composti? Rimangono immutati o si dissociano in ioni (per esempio Na+ Cl-) per reagire poi con l aria? Se si si possono formare composti pericolosi con il cloro? Quanto CuCl2 si puo bruciare senza rischiare di avvelenarsi?

Ho cercato su internet informazioni a riguardo ma non ho trovato nulla, spero che qualcuno di voi possa rispondermi

Grazie in anticipo delle vostre risposte
Tecnicamente i saggi andrebbero effettuati sulla fiamma di un bunsen per le alte temperature che riesce a creare. Nella candela c'è una sezione della fiamma in cui si raggiungono temperature un po' più alte ma comunque non credo possa funzionare, e poi sta zona é molto piccola. Per gli avvelenamenti non credo che ci sia un gran pericolo perché per i saggi alla fiamma si usano quantità microscopiche di sali, poggiate su un sottilissimo filo di platino o nichel-cromo. Senza una bacchetta con attaccato uno di questi 2 fili non puoi fare nulla.
Io una volta provai con la fiamma di un accendino e con il rame funzionò, ma ovviamente ho bruciato una parte microscopica poggiata su un filo di nichel-cromo.
Spero di esserti stato d'aiuto, buone feste.
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Infatti non è la sezione giusta ;-) Come detto ad altri, ti è "sorto un dubbio" e c'è una sezione con scritto "dubbi", non dico altro. Sposto
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Al posto del bunsen si può usare un fornello da campeggio.
Non è necessario che il filo di nichel-cromo sia attaccato ad una bacchetta di vetro; basta reggere con le dita un pezzetto di filo di 5-6 cm ben dritto all'estremità opposta a quella che si introduce sulla fiamma... vi assicuro che non ci si brucia!!!
Questo varrebbe anche per il filo di platino se si disponesse di un pezzetto di quella lunghezza; dato il costo elevato, si preferisce attaccarne un pezzetto più corto (2-3 cm) ad una bacchetta di vetro.
Durante il saggio alla fiamma non si formano né ioni, né cloro gassoso.
Tutte le informazioni le potete trovare nei seguenti allegati.

      
      
Ciao
Luisa

Dal laboratorio se ne usciva ogni sera, e più acutamente a fine corso, con la sensazione di avere “imparato a fare una cosa”;
il che, la vita lo insegna, è diverso dall’avere “imparato una cosa”.
(Primo Levi)


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