Sintesi dell'idrossido di cobalto (II)
La procedura è abbastanza semplice, quindi non mi dilungherò.
   
Sodio idrossido: 15 g
Cobalto cloruro esaidrato: 35 g
Etanolo 95° 300 mL
Acqua distillata q.b.

Portare in soluzione il sale di cobalto in circa 250 mL di acqua. Fare la stessa cosa per l'idrossido di sodio, ma usando un volume di 100 mL.
Attenzione al calore sviluppato dall'idrato sodico.
Porre la soluzione di cloruro sotto forte agitazione (usate un'ancora magnetica di grosse dimensioni, almeno di 5 cm) e iniziate a versare a gocce l'idrossido di sodio ancora caldo. La soluzione rossa inizia a diventare blu dopo le prime gocce, poi gradualmente vira al verde e quindi al rosa stabile.
      
      
Un eccesso (non troppo grande) di sodio idrossido non disturba, comunque il pH della sospensione, al termine del processo, risulta intorno a 9-10.
Terminate le aggiunte, mescolare per almeno 15 minuti e quindi procedere alla filtrazione su imbuto Buchner, usando come filtro un disco di carta Whatman n° 42.
   
Lavare fino a neutralità con acqua distillata, e poi disidratare con etanolo, passando circa 300 mL sul filtrato.
   
Raccogliere il prodotto asciutto in una capsula e porlo in stufa per circa 120 minuti, a una temperatura non superiore a 70-80°C.
      
Ho ottenuto 13 g di prodotto secco, con una resa pari al 95%.
*** Cercar di far bene e non di far molto. (A. L. Lavoisier) ***
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Carina l'esperienza. :-)
Come mai ci vuole così tanto etanolo?
La modestia è il solo splendore che si possa aggiungere alla gloria. Duclos, Considérations sur le Moeurs, 5.
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Ben fatto.
Il lavaggio con etanolo riduce ma non elimina del tutto il lento ossidarsi dell'idrossido a Co(OH)3.
C'è poco da fare se non lavorare rapidamente e per chi può sotto atmosfera di azoto.

saluti
Mario
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Christian
Protegge dall'ossidazione, deumidifica e rende l'aria più degna di essere respirata. Quando uso l'etanolo, sono ineffabilmente più allegro. asd

Colgo l'occasione per inserire qui un piccolo aneddoto.
Quando si filtrano prodotti come questo, diciamo poco propensi a lasciarsi filtrare, è buona cosa usare una grande beuta codata, sovradimensionata rispetto all'imbuto. A questa va collegata una pompa ad acqua (iniettore) e si crea il vuoto come al solito. Essendo molto fine il precipitato (comunque non colloidale), subito il filtro di carta s'intasa e il vuotometro segna quasi un'atmosfera di depressione. A questo punto, al posto di lasciare aperto il flusso d'acqua (e consumare ettolitri di prezioso liquido) è possibile serrare con una pinza lo scarico d'uscita (come vedete in foto), mentre il flusso d'acqua viene gradualmente azzerato. Resta una depressione nella beuta completamente sufficiente ad asciugare il precipitato. Si ripete l'operazione per i lavaggi successivi, con grande risparmio d'acqua.


   
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Per le comuni pompe ad acqua in plastica, provviste di valvola di non ritorno, basta chiudere il rubinetto e la beuta viene tappata automaticamente se è in depressione ;-)
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Bell'esperienza doc, io avrei un consiglio per ottenere un precipitato di utilità simile, composizione diversa, facilissimamante filtrabile e che non si ossida all'aria. Quando devo recuperare del Co(II) io procedo così:neutralizzo la soluzione con NaHCO3 solido e ne aggiungo un buon eccesso (10g circa in più) di quello che servirebbe a precipitare tutto il Co(II). Porto quindi in una beuta bella grande e molto sovradimensionata rispetto alle quantità di liquido (per evitare fuoriuscite dovute all'effervescenza) e scaldo fino a lieve ebollizione per circa 20-30 minuti. al termine si ottieni un precipitato rosa molto pesante che dovrebbe essere costituito da un carbonato di cobalto.
"Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza." Divina Commedia, canto XXVI Inf.
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(2012-10-02, 06:52)marco the chemistry Ha scritto: Bell'esperienza doc, io avrei un consiglio per ottenere un precipitato di utilità simile, composizione diversa, facilissimamante filtrabile e che non si ossida all'aria. Quando devo recuperare del Co(II) io procedo così:neutralizzo la soluzione con NaHCO3 solido e ne aggiungo un buon eccesso (10g circa in più) di quello che servirebbe a precipitare tutto il Co(II). Porto quindi in una beuta bella grande e molto sovradimensionata rispetto alle quantità di liquido (per evitare fuoriuscite dovute all'effervescenza) e scaldo fino a lieve ebollizione per circa 20-30 minuti. al termine si ottieni un precipitato rosa molto pesante che dovrebbe essere costituito da un carbonato di cobalto.

Un consiglio interessante: io necessito dell'idrossido e tu mi dici di fare il carbonato? asd

(2012-10-01, 21:02)Max Fritz Ha scritto: Per le comuni pompe ad acqua in plastica, provviste di valvola di non ritorno, basta chiudere il rubinetto e la beuta viene tappata automaticamente se è in depressione ;-)

Non ero a conoscenza dell'esistenza di "pompe ad acqua in plastica" provviste di vuotometro. Mi devo aggiornare. Grazie!
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Certo se si necessita proprio dell'ossido bisogna usare questo metodo, ma dato che CoO molto spesso è usato per sintetizzare altri sali solubili di Co è molto meglio usare il carbonato che non si ossida e, quando opportunamente digerito, anche facilissimo da filtrare
"Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza." Divina Commedia, canto XXVI Inf.
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(2012-10-02, 19:57)marco the chemistry Ha scritto: Certo se si necessita proprio dell'ossido bisogna usare questo metodo, ma dato che CoO molto spesso è usato per sintetizzare altri sali solubili di Co è molto meglio usare il carbonato che non si ossida e, quando opportunamente digerito, anche facilissimo da filtrare

Eh ma qui mica ci capiamo!
Chi ha mai parlato di ossido? Io ho scritto: idrossido. Sono due cose differenti. E il carbonato con l'idrossido non ha correlazione alcuna.
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Va bene, non è necessario andare oltre.
Marco faceva una semplice osservazione logica, visto che, in effetti, non vengono in mente molti utilizzi dell'idrossido per i quali non possa essere sostituito con l'ossido non calcinato o il carbonato. Ma il Dottore ne conoscerà di certo, e saprà stupirci.

Le pompe ad acqua in plastica, ironia a parte, non hanno ovviamente il vacuometro. Ma questo è del tutto inutile per il trucchetto che suggerisci.
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