Solforosa e solforica
Il primo impianto di fabbricazione dell'acido solforico su scala industriale fu probabilmente quello che Joshua Ward mise a punto nello stabilimento di Richmond (presso Londra) nel 1740. L'acido veniva prodotto scaldando solfo e nitro (KNO3) in capsule di ferro (i cosidetti iron trays) e condensando i vapori in palloni di vetro. Si usavano anche altri metodi. Uno di questi prevedeva l'uso di palloni di vetro da 66 gal (il massimo allora fabbricabile) al cui interno veniva fatta bruciare una miscela composta da 1 parte di KNO3 e otto parti di zolfo. Per evaporazione della soluzione così ottenuta si produceva acido solforico più concentrato. Le rese erano maggiori se si faceva avvenire la reazione in presenza di aria umida.

saluti
Mario
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La butto li senza pensarci troppo... e se si bruciasse lo zolfo in presenza di ozono ?
Quest' ultimo è notevolmente più ossidante dell' ossigeno molecolare, almeno in teoria dovrebbe contribuire nella reazione di combustione sviluppando una maggiore quantità di SO3.
Lo si potrebbe produrre in loco attraverso ozonizzatori a scarica sulla corrente d'aria che passa sullo zolfo stesso.
Ma come diceva giustamente qualcuno in precedenza, se fosse stato cosi semplice farlo, i nostri "nonni" non avrebbero avuto problemi visto che all'epoca con l'elettricità si dilettavano molto >_>
Roberto
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Cerchiamo di non uscire dal seminato, altrimenti la domanda iniziale perde significato.

Noi NON dobbiamo produrre acido solforico!
Noi NON dobbiamo ossidare alcunchè!

Il problema è la giustificazione scientifica del metodo storico di produzione dell'H2SO4 ottenuto a suo tempo bruciando zolfo con l'aggiunta di un ottavo di nitro senza (apparente?) aggiunta di catalizzatori. (Più acqua, ovviamente).
Bruciando zolfo in questo modo si ottiene SO2 e non SO3, se non in quantità minima (?).
Da ciò il problema in discussione, che non ha trovato finora soluzione.
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Bisognerebbe stabilire in quali quantità venga prodotta tale SO3, e Al, credo che tu abbia i mezzi necessari, il Dottore è troppo ''raffinato''!!!!
Ovviamente nelle medesime condizioni storiche, non così difficili da riprodurre.
Sicuramente non facevano così:
http://www.youtube.com/watch?NR=1&featur...Ns4uN6pWM0
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al-ham-bic
Innanzitutto il video molto bello e significativo.
Il lab è semplicemente splendido, il più bello che ho visto; avrai sicuramente notato i "contorni" come li ho notati io...
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Detto questo il video è proprio significativo perchè dimostra che pur con ossigeno e tutta la buona volontà, senza un forte arroventamento dell'amianto platinato (scusa se è poco!) --> "very small amounts of sulphur trioxide appear"!!!
Se quella spugnetta la tirassimo via del tutto ecco che --> "NO SULPHUR TRIOXIDE APPEAR..."
Esattamente come volevasi dimostrare.
Moreno dice che bruciando S con la SO2 decolorava i fiori... e ci credo perchè pure io lo facevo.
Diceva che la soluzione ottenuta era solo acido solforoso... e ci credo per i medesimi motivi.
Tu hai detto che col chiodo hai ottenuto una leggera opalescenza col BaCl2... e ci credo perchè tracce di SO3 potrebbero formarsi.

Morale di tutto il discorso: il problema iniziale resta e non avanza di una virgola Rolleyes
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Piccolo OT, naturalmente anche io conoscevo il lab in questione, l'avevo trovato per caso proprio cercando questa reazione anni fa'. Purtroppo si evince anche, dagli ultimi video del signore in questione, che il suo lab è stato completamente saccheggiato e distrutto dai ladri... troppa pubblicita' attira purtroppo anche i delinquenti, molti messaggi di conforto sono stati spediti al padrone del lab, un vero shock per lui.

http://www.youtube.com/watch?v=7ZdPuNkjg...zw&index=1

E' dispiaciuto molto anche a me da parte sua, per questo ho condiviso.

Fine OT.
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al-ham-bic, fosgene
E' famoso e non lo conoscevo proprio! azz!
Un lab perfino con la ricostruzione dell'organo di Lammermuir... ci può essere qualcosa di più anglosassone di questo?
Ho guardato meglio la situazione... ecco perchè mi era subito piaciuto!
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Incuriosito anche io da questo argomento ho provato a cercare fra qualche libro in mio possesso ed ho ritrovato sei paginette di un volume del 1919 intitolato "Elementi di chimica (generale-inorganica-organica)" del Dott. Roberto Salvadori. Cerco quindi di condividere con voi sperando di esservi d'aiuto. Se poi ci fosse qualche persona più interessata posso inserire anche tutta la scansione di queste pagine in cui viene illustrato il metodo.

[Immagine: p1310229.jpg]


[Immagine: p1310230.jpg]
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Grazie per la collaborazione Alle, ma è proprio il caso opposto!
Nel mio caso NON c'è la presenza di "nitrosa", è esattamente questo il busillis :-)
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'' Un altro perfezionamento notevole fu portato da Clèment e Desormes nel 1793.
Essi dimostrarono che l'ossidazione dell'anidride solforosa avviene in massima parte a spese dell'ossigeno dell'aria e che il salnitro non ha che l'officio di intermediario: in base a tale principio, passando una corrente continua di aria nelle camere, si realizzò una economia considerevole di salnitro e si fece il primo passo verso la combustione continua.''


Un passo tratto da ''Gli acidi inorganizi Solforico, Nitrico, Cloridrico : fabbricazione, macchinari e impianti''
Dott. Antonio Aita, Ing. Henry Molinari, Hoepli 1928

Qui si deduce che senza l'utilizzo di catalizzatori, ma con aria umida e in continuo ricambio, si riesce ad avere una notevole quantità di SO3 generata a spese dell'ossigeno dell'aria.
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