Solforosa e solforica
Ma si tratta di due laboratori differenti...ora io posso capire la malattia per i vasi vecchi, ma avere due locali destinati a laboratorio mi pare vada ben oltre la malattia. Secondo me si tratta di due lab distinti, che non appartengono alla stessa persona. Non ho letto nulla, dunque so nulla e magari mi sbaglio clamorosamente. Voi che conoscete e avete infomazioni, fatemi sapere. A me spiace solo per l'organo, se la copia era funzionante, altrimenti si trattava di sola latta. Poi mi sorge una domanda: e mettere un antifurto e le inferriate alle finestre? L'ho fatto io che ho nulla di antico da proteggere (tolta la mia persona), mi pare strano non lo abbia fatto uno che indubbiamente un po' di paccottiglia l'aveva.

Poi posso offrire il fianco alle critiche: le immagini del prima e del dopo mi capita spessissimo di averle nella mente. Forse è la mia più grande paura: trovare le mie cose distrutte o non trovarle affatto. Per questo alcuni dei miei vasi vanno presi con le pinze, come nel romanzo "Il nome della rosa" e solo io so quali sono. Spero di non perdere in un amen la memoria!

Quanto all'aspetto chimico del video, posso dire che produrre a quel modo SO3, se il prodotto serve e non è una semplice dimostrazione, è davvero da manicomio. Quando mi sono cimentato (peccato non aver fatto foto, ma allora non si usava) io sono partito da SO2 e O2 da rispettive bombole. Una bella Y in vetro univa i flussi gassosi convogliandoli in un tubo di vetro. Nel tubo era presente fibra di silice e V2O5 e dopo accurato riscaldamento (autoalimentato), la reazione forniva generosamente SO3. Il dramma si è consumato 2-3 minunti dopo: il vetro si è fuso e la SO3 aleggiava minacciosa per il lab. E' andata meglio quando ho rimpiazzato il vetro con un tubo di quarzo. ;-)

Il problema resta, lo so, ma fino a quando se ne parla, c'è speranza.
*** Cercar di far bene e non di far molto. (A. L. Lavoisier) ***
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Moreno lo sapevo che più o meno avresti ri-commentato così  si si
Da irriducibile anglofobo (magari le due parole sono troppo forti, servono solo a rendere l'idea) era il minimo...

E' evidente che l'esperimento serviva solo come dimostrazione (tipo i nostri); ma è fatto in un lab IMMENSAMENTE (per qualcuno) più bello.
Dire che è "malattia per i vasi vecchi" è come dire che apprezzare un manuale Hoepli del 1926 è "malattia per i libri vecchi". Ma può anche darsi che lo sia, ne convengo.

Per il resto attendiamo fiduciosi :-/
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Sì, non vorrei essere frainteso...io distinguerei tra un laboratorio di vasi vecchi e un laboratorio fungibile. Tanto per dirne una: vasi come quelli, per conservare sostanze "delicate", sono completamente inadatti.
Sono invece sensibilissimo al vandalismo e mi chiedo quanto tempo sia occorsoa ai ladri per trafugare tutto quanto...
*** Cercar di far bene e non di far molto. (A. L. Lavoisier) ***
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[-] I seguenti utenti ringraziano Dott.MorenoZolghetti per questo post:
al-ham-bic
Nelle ordinarie combustioni di sostanze in cui è presente lo zolfo, il rapporto SO3/SO2 si mantiene circa pari all'1% in volume. Tale valore può aumentare fino a 10 volte in presenza di catalizzatori metallici o agenti ossidanti, ma può anche diminuire dello stesso fattore se l'ossigeno non è costantemente in eccesso perchè la gran parte va a formare primariamente solo SO2.
La formazione della SO3 infatti, non si ha direttamente dallo zolfo, ma secondariamente in fase gas dall'anidride solforosa, secondo l'equilibrio
2SO2 + O2 <==> 2SO3 + calore
da cui si deduce che una resa decente in SO3 si ha solo mantenendo il sistema gassoso vicino ad una specifica T di compromesso che concili le opposte necessità cinetiche e di spontaneità della reazione.
L'utilità della parte di KNO3, sta a mio avviso nella reazione di decomposizione che lo coivolge:
KNO3 --> 2 KNO2 + O2
2KNO2 <==> K2O + NO2 + NO
con gli NOx che agiscono da catalizzatori per la conversione della SO2. Senza questi, l'O2 dell'aria avrebbe probabilmente bisogno di giorni per essere efficace.
Se a dispetto di ciò che riportano gli avi, nella pratica amatoriale sembra non si riesca ad ottenere neanche una traccia di H2SO4 col semplice sistema descritto, probabilmente la colpa è il mancato controllo della temperatura (e del tempo necessario?) all'interno della campana.
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[-] I seguenti utenti ringraziano Franc per questo post:
al-ham-bic, quimico, rock.angel
Ben risentito Franc. Ti sei fatto aspettare, ma poi.... professionale come il solito!
Beh, DEVE essere così, per forza.
Tutto il sistema, dimensioni, temperatura, tempi, combustioni ripetute più e più volte... facevano sì che alla fine uscisse (spiegabilmente come tu dici) dell'acido solforico.
E anche concentrato, come ho riportato oggi sul mio b. secondo una procedura d'epoca certa e ben descritta.
Sono d'accordo riguardo le reazioni che hai commentato.
Finalmente una luce (ragionata) nella campana... ;-)
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