Solitudine
Salve ragazzi, vi volevo porre una domanda per scoprire se qualcuno di voi si senta qualche volta come me..

Voi vi sentite mai soli?
Avete sempre qualcuno che vi aiuti in ogni vostro problema?
Potete e credete di avere amici fidati?
Vi sentite mai depressi?

Non dico che io sia sempre depresso ma qualche volta..

se la discussione non c'entra niente allora mod cancellatela pure..
"La Chimica è un mondo da scoprire, credi di sapere tutto e non sai niente, apri un libro ne apri un altro ne apri 1000 e ancora non basta, la Chimica è la Vita!"
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carissimo R@d, io posso dire sinceramente che amici come li definisci tu, ne conosco solo uno.
il sentirsi soli è soggettivo, puoi avere mille persone che ti vogliono bene e sentirti solo, oppure non hai nessuno e stai benissimo con te stesso!
ma questi sono solo gli estremi.
despressione,, forse una volta qualche mese fa, poi basta e mai ne in precedenza ne fino adesso.
sei giovane, siamo quasi coetanei non c'è motivo per deprimersi.
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Di motivi ce ne sono per tutti...
Il bello dell'amicizia è che non è mai inutile. E in caso di depressione, non abbiamo miglior rimedio.

Però le amicizie non possono essere surgelate, vanno sempre tenute a temperatura ambiente, a volte anzi, vanno riscaldate un pochino...non troppo altrimenti bruciano...ma quel tanto che basta a farle sentire vitali.

Amicizie sincere, ben rapportate, oneste...se ne trovano poche. Solitamente si tratta di connivenze lucrative. Quando l'amicizia è davvero ben fondata, allora può far vela per mari burrascosi, senza subire il dramma della paura interiore, senza dover dubitare che da un momento all'altro la nave si frantumi sugli scogli dell'ipocrisia, o peggio, della finzione.
*** Cercar di far bene e non di far molto. (A. L. Lavoisier) ***
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[-] I seguenti utenti ringraziano Dott.MorenoZolghetti per questo post:
quimico, **R@dIo@TtIvO**, jobba, rock.angel
davvero bellissime parole, dai retta a lui che ha l'esperienza dalla sua, e nella vita per queste cose l'esperienza è tutto.
per queste cose non si può studiare, c'è solo l'esperienza.
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Capisco.. e vi ringrazio.. dai sto un pò meglio! :-)
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(2011-01-14, 00:27)Rusty Ha scritto: Infine, a chi mi dice che c'è gente che sta peggio, che muore di fame, che ha perso l'uso degli arti, che soffre, io rispondo sempre che non c'è in assoluto uno stato peggiore di un altro, dipende da come lo si affronta, e per tornare all'inizio del discorso, un ragazzo cieco o un paralitico può affrontare la sua condizione e conviverci senza pensare ogni dannata mattina ai modi meno dolorosi per suicidarsi, e tirare avanti con il sorriso e la voglia di vivere che molti non hanno, semplicemente perchè hanno un carattere forte, molto forte.
A chi mi dice che c'è chi sta peggio, si può solo rispondere che ci sarà sempre qualcuno che sta peggio... andando avanti abbastanza, quello che sta peggio potrebbe essere un condannato a morte sulla sedia elettrica. Quindi è un pagliativo inutile.
Le amicizie sono importantissime. Vedasi politici che sono costantemente sotto il fuoco nemico... come fanno a resistere ? No, non perchè sono particolarmente forti, ma piuttosto perchè hanno gente attorno che li sostiene costantemente!
Come dice un colonnello in Apocalypse now ognuno ha il suo punto di rottura, anche quelli che si direbbero fortissimi lo hanno.

@Rad: Un consiglio che posso dare è di cercare di gestire la propria mente... ovvero i pensieri negativi non approfondirli, tagliare corto. E fare uno sforzo per pensare positivo (a cose gratificanti). In questo ci si può aiutare da soli.
Per esempio per me entrare in lab e osservare i reagenti è gratificante, stimola il pensiero creativo asd
In fine, contro la solitudine il miglior rimedio sono le femmine, che tra l'altro dispongono di potenti antidepressivi *Fischietta*
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Credo che questa sia una delle più utili ed interessanti discussioni di tutto il forum, nulla togliendo alla altre.
Ho seguito con attenzione quello che avete scritto, traendo delle conclusioni e confermando alcune mie ipotesi.

Quello di cui stiamo parlando è un fenomeno complesso, in cui fattori ambientali, familiari, genetici... contribuiscono al problema...di sicuro però negli ultimi anni, il fenomeno è andato aumentando sempre di più, e di cause ce ne sarebbero tante....ma non è questo il momento per discuterne o se volete se ne può parlare....

Consiglio ai miei amici del forum, qualche piccolo accorgimento per stare meglio:

1) Parlare con i propri familiari e confidarsi con loro, sicuramente loro forniranno consigli ed affetto
2) Uscire con i propri amici, fare nuove conoscenze, trovarsi una ragazza/o, organizzare escursioni
3) Fare uno sport (meglio se di gruppo)
4) Utilizzare meno pc, tv e consolle, meglio un buon libro se siete costretti a stare in casa
5) Prendere un animale, se lo si desidera e se si è disposti ad accudirlo
6) Seguire una dieta varia ed equilibrata
7) Regolarizzare i propri ritmi sonno-veglia, e non avere orari assurdi
8) Evitare droghe di qualsiasi genere

Sono sicura che con questi piccoli ma grandi accorgimenti la situazione non potrà che migliorare!!

Saluti e cose buone!!
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Oltre a ciò che é stato detto vorrei aggiungere qualche cosa anch'io.
Non buttarsi a capofitto nelle aspettative.
Avere delle aspettative va bene perchè ci si da un obbiettivo da raggiungere e superare , ma bisogna sempre tenere conto che può anche andare male..
Quando le aspettative non si realizzano si rimane molto male( in base a ciò che ci si aspetta) (aspettative d'amore, proggetti, desideri)..
L'importante é non illudersi..
Aspettativa+illusione = (se infrante) depressione... (se soddisfatte) gioia.


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Condivido quasi tutti i consigli, in particolare il discorso di jobba sulle aspettative e quello di Nexus. Il fatto è che... quasi sempre i consigli si riescono a dare a mente fredda, e sempre a mente fredda pare possibilissimo/facilissimo applicarli. Essere dentro la situazione, però, credo che si provi un po' di "paralisi", di incapacità di applicare quei consigli o quelle soluzioni dettate dal semplice buon senso, dalla semplice logica. Si finisce in una anche lieve irrazionalità, in un'incapacità di "darsi una regolata". A questo punto, l'unica cosa che mi verrebbe in mente di consigliare, come diceva Nexus, è il non lasciarsi travolgere dai pensieri tristi, che non possono essere contemporaneamente maturati e controllati in uno stato di depressione. Certo, bisogna stare attenti al sottile confine "non pensarci --> trascurarli --> covarli silenziosamente".

Poi, per quanto mi riguarda, fino a un anno fa ho passato un periodo parecchio triste, ma non oserei definirlo depressione (anche perchè non ho elementi di paragone sufficientemente concreti per analizzarlo). Ne sono uscito un po' spontaneamente, con il semplice passare del tempo, un po' con un allontanamento voluto dalle cause della stessa tristezza: ad un certo punto, riavvicinandomi alle cause, mi sono accorto che non mi facevano più alcun effetto, le avevo probabilmente rielaborate in qualche modo. In questi casi infine, consiglio meditare sul finale de "La coscienza di Zeno": il protagonista si considerava guarito, essendosi abituato a convivere con la malattia e avendone capita la causa; ma in realtà la convivenza con la depressione è una sopportazione, non un vero e proprio quieto vivere.
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E' bello trovare questa specie di fratellanza in web (o meglio in questo forum!) , vi ringrazio sinceramente! :-)
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