Soluzioni normex
Ciao, vi espongo qualche dubbio che ho su queste utilissime(?) fiale.
Parto con il dire che essendo un povero studente non posseggo una bilancia analitica, tantomeno uno standard primario anidro. 
Per i motivi che ho elencato sopra mi serviva un modo "non convenzionale" per standardizzare soluzioni di acidi forti(HNO3, HCl, H2SO4) e di idrossido di sodio.
Ho pensato di acquistare un paio di fiale normex di HCl per preparare 2 litri di soluzione 0,1 molare di soluzione per un costo di 15 euro abbondanti. Ricevute le fiale ho seguito le istruzioni del produttore per preparare il primo litro di soluzione. Dopo aver diluito la fiala in un matraccio ho travasato la soluzione in una bottiglia di vetro chiaro con tappo in plastica(quelle con vetro pyrex spesso con tappo blu). Dopo un paglio di giorni ho preso in mano la bottiglia e sul collo interno si era formata della condensa. Io per riportare la soluzione al titolo indicato ho agitato la bottiglia, ho fatto bene?
Secondo la mia logica con questa soluzione, che non è uno standard primario, posso standardizzare una soluzione di NaOH, e con questa seconda soluzione standardizzare una soluzione di H2SO4 per esempio. Sbaglio?
Infine vi chiedo un parere sul utilizzo, l'accuratezza e il costo di queste fiale.
Cordiali saluti,
Edoardo 


"Solo due cose sono infinite, l'universo e la stupidità umana, e sulla prima ho dei dubbi"  (A.Einstein)
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Il materiale di partenza nel Normex è affidabile; dopo dipende tutto da errori sistematici e grossolani compiuti dall'operatore. Riguardo la condensa, se hai agitato senza aprire la bottiglia, quindi senza aver perso materia, la concentrazione è invariata; io personalmente al prossimo giro ne farei un volume minore più concentrato e diluirei all'occorrenza. Ovviamente le fiale Normex/Normafix sono normalizzate a 1L di soluzione, ma puoi diluirle a qualsiasi altro volume per ottenere normalità maggiori o minori. Fra gli acidi/basi forti, se hai solo quei reagenti elencati, oserei dire che il solforico è il più affidabile per fare standard, in quanto ha una bassa volatilità e sebbene assorba umidità dall'aria da puro è comunque più affidabile della soda, che oltre ad essere igroscopica da pura può reagire con la CO2 disciolta. Sono finezze che secondo me potrebbero servirti a poco, quindi se hai lavorato bene tieni la soluzione di HCl e assumi che sia 0.1N finché non avrai qualcosa di migliore...
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EdoB
Grazie! anche io avevo optato per il solforico ma non era disponibile al momento dell'acquisto (e nemmeno ora!), ho preferito comperare un acido al posto della soda già diluita proprio per evitare la carbonatazione. Una cosa che ho dimenticato, quanto influisce la temperatura di utilizzo? Il termometro adesivo segna sempre tra i 18 e i 20 gradi (quindi va bene) ma se cambiasse diciamo di 7-8 gradi?
Cordiali saluti,
Edoardo 


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Al posto delle fiale Normex io (e anche la scuola ;-) ) ho sempre preferito le soluzioni Normex già pronte; queste ultime costano leggermente di più, ma evitano gli inevitabili errori che si compiono durante la preparazione della soluzione.

Il metodo più preciso e accurato per standardizzare una soluzione di NaOH è sicuramente quello di usare uno standard primario di elevata purezza, ma questo comporta avere a disposizione una stufa per essiccare lo standard primario solido, un essiccatore per raffreddarlo e conservarlo e una bilancia analitica per pesarlo.
Se questo non è possibile, va benissimo utilizzare una soluzione Normex certificata di un acido forte che, pur essendo uno standard secondario, è stata standardizzata dalla ditta che la immette in commercio facendotela pagare "fior di eurini" per il "disturbo".

È ovvio che il pH dipende dalla temperatura, ma 7-8°C di differenza con la normale vetreria da laboratorio non influiscono certamente sul risultato finale.
http://www.crisoninstruments.com/index.p...34&lang=it
Ciao
Luisa

Dal laboratorio se ne usciva ogni sera, e più acutamente a fine corso, con la sensazione di avere “imparato a fare una cosa”;
il che, la vita lo insegna, è diverso dall’avere “imparato una cosa”.
(Primo Levi)


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