Sull'impiego del carbone attivo
Mi piacerebbe aprire un thread che possa essere d'aiuto a tutti i membri riguardo l'impiego dei carboni attivi.

Capita spesso di trovare, sui protocolli di organica, l'istruzione di aggiungere del carbone attivo per decolorare liquidi, senza però molti dettagli sul suo funzionamento. Oggi stavo pensando che sarebbe utile se qualcuno di più competente del sottoscritto riuscisse a scrivere qualcosa a riguardo, in particolare alla selettività dei carboni attivi.

In altre parole, se ho un estratto vegetale o una qualsiasi soluzione da decolorare, come faccio a sapere se il carbone attivo mi rimuove anche altre sostanze, come ad esempio terpeni, alcoli, acidi carbossilici, composti aromatici (specialmente nel caso di estratti vegetali)? Come posso dunque valutare se è opportuno tentare una decolorazione con del carbone attivo? Inoltre, che fonti commerciali di carboni attivi sono adatti ad un utilizzo amatoriale (acquario, filtri per l'acqua, farmacia...)?

Sarebbe bello se questo thread si ampliasse grazie al contributo dei più abili in materia.
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ClaudioG., RhOBErThO
Tutti i libri che trattano la chimica organica da un punto di vista tecnico-operativo le varie tecniche di separazione e purificazione e le reazioni di sintesi riportano un paragrafo, seppur minimo, che spiega il principio di funzionamento del carbone attivo e il suo uso.

Io ho diversi testi a riguardo e, non avendo voglia di fare un riassunto-collage, vi allego alcune pagine tratte da:

E.Stocchi, C.Gilardi, C.Mesiani
Operazioni di sintesi organiche
Santi Editore La Prora, Milano, 1966


   
inversa col valore di pH. La temperatura invece è un fattore in diretto rapporto con la buona riuscita dell'operazione di decolorazione perché abbassa la viscosità dei liquidi che si devono filtrare.

Reazioni organiche, teoria e pratica
Edizione italiana a cura di D.Pocar
Casa Editrice Ambrosiana, Milano, 1966


      

A.I.Vogel
Chimica organica pratica
Casa Editrice Ambrosiana, Milano, 1967


      

R. M. Roberts, J. C. Gilbert, S. F. Martin
Chimica organica sperimentale
Zanichelli Editore, Bologna, 1999


      
      
Ciao
Luisa

Dal laboratorio se ne usciva ogni sera, e più acutamente a fine corso, con la sensazione di avere “imparato a fare una cosa”;
il che, la vita lo insegna, è diverso dall’avere “imparato una cosa”.
(Primo Levi)


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Come al solito per trovare delle buone informazioni pratiche ci si deve rivolgere ai libri del passato che io considero sempre i migliori.
" Trasformare rifiuti in risorse "
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quimico, valeg96
(2016-06-20, 18:11)valeg96 Ha scritto: [...] se ho un estratto vegetale o una qualsiasi soluzione da decolorare, come faccio a sapere se il carbone attivo mi rimuove anche altre sostanze, come ad esempio terpeni, alcoli, acidi carbossilici, composti aromatici (specialmente nel caso di estratti vegetali)? Come posso dunque valutare se è opportuno tentare una decolorazione con del carbone attivo? [...]

Anche le mie sono solo conoscenze libresche (da Vogel's Practical Organic Chemistry). Per rispondere alla tua domanda io farei un cromatogramma (anche su strato sottile) dell'estratto vegetale, per vedere le sostanze che ci sono dentro (e anche capire quali sono i coloranti); poi eseguirei una decolorazione con carbone attivo su un piccolo campione dell'estratto per vedere cosa succede ed eseguirei nuovamente il cromatogramma per vedere quello che ha trattenuto e quello che ha lasciato il carbone per confronto con il primo cromatogramma. Semplice ed efficace. ;-)
Per eseguire il test sul campione di estratto si può usare una provetta in cui viene messo un po' di estratto con il carbone e poi si scalda. Di solito si usa una quantità di carbone pari all'1-2% del peso di sostanza da trattare (eventualmente raddoppiando se non è efficace). Per la filtrazione del carbone attivo si può usare anche una pipetta Pasteur nel restringimento della quale è stato messo un pezzetto di carta di filtro (ed eventualmente un po' di cotone per trattenere anche le particelle più fini). Usando la tettarella di gomma della pipetta Pasteur si può anche esercitare una pressione per velocizzare la filtrazione. Peraltro per eseguire il cromatogramma su strato sottile potrebbe anche essere superfluo eseguire la filtrazione. Questo non è ovviamente vero per un GC o un HPLC. Tutte queste sono tecniche consigliate sul (bellissimo) testo che ho indicato prima. Questo stesso libro, che però è degli anni '80, cita fra i carboni vegetali adatti per la decolorazione quelli disponibili con i nomi commerciali di "Norit", "Darco" e "Nuchar".
Ciao da klycson.

--> Sono un chimico laureato in cerca di prima occupazione. <--
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luigi_67, quimico
io uso il carbone attivo principalmente per depurare l'aria dove tengo il mio lab poichè mantiene l'aria libera e non fa puzzare tutto di materiale chimico
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