Sull'odore in generale
Tongue 
Biologia & Biochimica mi sembra il posto giusto per chi ha qualcosa da dire "sull'odore" in generale (non troppe sc...pardon, "puzzette" >_> , ma teorie dell'olfatto, sostanze, curiosità, ecc.).
Zolghetti ha lanciato l'idea e comincio io con una curiosità che mi ha da tempo intrigato:
nessuna sostanza emette odore se il suo p.m. supera i 272 (altri dicono 350)...
Puoi concepire il più puzzolente tiolo o isonitrile ma se "pesa" più di quanto detto appare perfettamente inodoro O_O ! Misteri dei recettori olfattivi.
L'argomento (soprattutto per chi mastica pochissima biologia) è abbastanza ostico.
Per chi volesse leggere qualcosa (ci sto provando Rolleyes ) di abbastanza comprensibile si può andare qui:

http://www.cf.ac.uk/biosi/staffinfo/jaco...l#Theories
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Io la sparo lì:
essendo noi frutto dell'evoluzione, ed unendo a questo il fatto che probabilmente in natura siano presenti più sostanze con peso minore di un qualche valore, va da sè che sia così come dici tu... Ma la mia è una mera ipotesi, non certo avvallata da prove...
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Sembra che ci siano attualmente cinque teorie sulla sulla percezione dell'odore. Il fatto che siano così numerose rende evidente che il senso dell'olfatto è quello di gran lunga meno conosciuto ed è uno degli argomenti sui quali la biologia avrà ancora da lavorare per parecchio tempo. Cerco di riassumere in pochissime parole le cinque teorie, tralasciando tutto quanto riguarda la struttura del sistema olfattivo e dei recettori (che non sono cosa semplice!)

PRIMA TEORIA: LA FORMA DELLA MOLECOLA
Nei primi anni '50 J.Amoore propose la teoria che per essere odorosa una molecola (oltre ad una certa volatilità) doveva possedere una "forma" particolare, complementare a quella dei corrispondenti recettori olfattivi, più o meno come una chiave che per aprire la serratura deve avere una forma che a questa si adatta. Immaginiamo quindi per esempio un recettore con un bel buco a forma di anello benzenico, ed ecco la serratura che riconoscerà la chiave "benzene" e derivati. Ho esemplificato in modo proprio terra-terra, Amoore non era così grezzo...
Secondo questo scienziato ci sono sette odori primari (e loro combinazioni):

canforaceo - muschiato - froreale - mentolato - etereo - pungente - putrido

i quali hanno i rispettivi recettori adeguatamente alla forma e dimensione della molecola odorosa; un composto con odore pungente per es. avrà sempre qualche gruppo nella molecola che aprirà la "serratura" corrispondente. Critiche che rendono questa vecchia teoria superata vengono dal fatto che è limitativo considerare solo sette tipi di odori primari, per altri motivi e che recenti studi hanno dimostrato che i recettori olfattivi riconoscono non tanto particolari gruppi laterali della molecola, ma la sua "lunghezza". Esemplificando, secondo Amoore un'aldeide viene riconosciuta perchè ha il gruppo -CHO, oppure l'anello benzenico, oppure entrambi, ecc., mentre sembra che le cose siano (e sono!) alquanto più complesse.

Se qualcuno ha da correggere o integrare riguardo questa prima teoria (è la più semplice! *help* *help* ), ben venga.
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argomento molto complesso e interessante.

di recente ho letto una cosa in merito che mi ha lasciato parecchio perplesso.

avete presente l'odore caratteristico dell'asparrgina tipico della pipì di chi ha mangiato asparagi? sembra che ci siano persone che non lo percepiscono affatto (addirittura ci sono popolazione in cui questo tratto è predominante)
questo a mio parere la dice lunga sulla selettività analitica del nostro naso.
io personalmente dubito che si possa ridure tutto a 7 odori.
sempre qualche tempo fa ho visto un servizio in tv che mostrava dei cani addestrati a riconoscere il cancro dall'odore. questa abilità è stata scoperta per puro caso in un barboncino che leccava di continuo la camba della padrona e che in quel punto aveva un melanoma molto piccolo.
beh a quanto pare i cani ci azzeccano quasi sempre e cmq hanno una percentuale di errore più bassa delle più sofisticate metodiche di indagine clinica esistenti oggi.

credo che l'impalpabile mondo degli odori, nasconda una miniera di complessità e potenzialità inimmaginabili.
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(2009-12-19, 13:02)mordr3d Ha scritto: ...io personalmente dubito che si possa ridure tutto a 7 odori.

Il concetto dei sette odori fondamentali è la base semplificata sulla quale è fondata la teoria di J.Amoore, non significa ovviamente che gli odori siano sette...!

(2009-12-19, 13:02)mordr3d Ha scritto: ...credo che l'impalpabile mondo degli odori, nasconda una miniera di complessità...

QUESTO è il punto! Ed è per quello che ci sono almeno cinque diversissime teorie per spiegare l'olfatto animale.
Avevo faticosamente riassunto il più possibile la prima teoria, poi visto l'interesse nullo non ho più proceduto.
Le altre sono molto più complesse (e incomprensibili) della prima... azz!
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proviamo :-)
vai con la prossima ;-)
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Al, se c'è una cosa su questo forum che davvero mi interessa, a parte la Peltier ;-) è certamente questo argomento. E' però davvero complicato riassumere, lo è ancora di più spiegarle queste teorie. E devo confessare di non conoscere molto altro, rispetto al tuo incipit. Mi devo documentare un po'...accidenti al tempo che non ho.Rolleyes
*** Cercar di far bene e non di far molto. (A. L. Lavoisier) ***
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Ho notato che in altre discussioni si parlava di questo aspetto affascinante della nostra scienza prediletta, e mi pare che non ci sia ancora una discussione incentrata su questo (perdonatemi se non l'ho vista). Propongo quindi qualche informazione che spero sia utile tratta dal libro "Il segreto della chimica".
1)Odori floreali e orientali: vanillina, iononi, molti esteri benzoici, idrossi-citronellale.
2)Cuoio: chinolina.
3)Trifoglio: salicilato d'amile.
4)Olio di rosa: alcol fenetilico, beta-damascenone 0,05% (per gli olfatti più esigenti).
5)Mandorle amare: benzaldeide (prodotta dalla decomposizione dell'amigdalina).
6)Cannella: acido cinnamico o aldeide cinnamica.
7)Anice: aldeide anisica
8)Pino: alfa pinene
9)Erba appena tagliata: alcol 3-esenilico ed esteri.
A questi l'aggiunta di salicilati produce un'odore più uniforme, mentre l'aggiunta di n-decanale li rende più persistenti. Successivamente posterò qualcosa sugli "Olezzi" e, nella sezione sintesi, le sintesi di alcuni esteri profumati.
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Sì, c'è una discussione su quest'argomento: puoi vedere il mio post iniziale in Biologia & Biochimica (e la presente continuazione potrebbe essere più produttivamente spostata di là).
E' questo un argomento di mio grande interesse, specialmente se connesso con la chimica applicata; hai fatto bene pertanto ad esemplificare con delle sostanze (ma l'aldeide cinnamica non è benzaldeide più un gruppo acetico...>_> ).
Per "odorose" ritengo interessanti tutte le sostanze nel bene e nel male, ovvero sia profumate che schifosamente puzzolenti (tioli ed affini...) e quelle inorganiche, alcune delle quali sono di una ributtanza incredibile.
Dai un'occhiata alle prime due teorie, poi eventualmente metto un sunto della terza, anche se è particolarmente incomprensibile.
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forse come detto da al è meglio se ti cerchi le strutture chimiche dei prodotti elencati perché non hai ben chiare alcune cose.
benzaldeide ed aldeide cinnamica son totalmente diverse: in un caso è una vera aldeide aromatica, nell'altro è più alifatica, anche se a causa della coniugazione con doppio legame C=C ed anello benzenico, ha caratteristiche personali...
è un argomento molto interessante, ed anche io come al vorrei approfondirlo.
da quando sentii parlare di un laboratorio a Zurigo che fa ricerca su odori e sapori, ne son interessato molto
Sensa schei né paura ma coa tega sempre dura
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