Trattamento dati analitici
In breve: ho un set di dati, diciamo almeno una decina. Come posso determinare l'intervallo + o - entro cui può oscillare il valore analitico attorno alla media? In altri termini: sono io che decido quale è l'intervallo che mi va bene per decidere se un prodotto è conforme (ad esempio in azienda per il peso specifico di un prodotto...) o è la statistica? E se è quest'ultima qual'è la base da cui partire per trattare i dati? Grazie
Sono cotto scusate ho bisofno di ferie forse ho fatto troppe domande..... *Sbav*
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È sicuramente l'analisi statistica dei dati sperimentali. ;-)
Se sai usare il foglio di calcolo Excel scrivi i dati sperimentali che hai misurato così ti posso fare il programmino!!!
Si può fare anche con una calcolatrice in modalità statistica, ma qui dipende dalle istruzioni di ogni modello.
Ciao
Luisa

Dal laboratorio se ne usciva ogni sera, e più acutamente a fine corso, con la sensazione di avere “imparato a fare una cosa”;
il che, la vita lo insegna, è diverso dall’avere “imparato una cosa”.
(Primo Levi)


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Ti ringrazio per la chiarezza e per la disponibilità ma preferirei provare a fare i calcoli da solo così imparo qualche cosa. Sì, so usare excel, il tuo aiuto sarebbe assolutamente gradito se mi potessi indirizzare a qualche testo (reale o online) che mi delucidi in merito. Ad ogni modo mentre scrivo mi rendo conto che sono proprio stanchino e la voglia di ragionare in questo momento è scarsa. Quindi ti allego un file semplice semplice su cui, se hai tempo, puoi fare il trattamento statistico. Se al limite mi fai capire cosa hai fatto è ancora meglio. In caso contrario rimandami pure a qualche articolo da leggere. Grazie

P.S. il file contiene una semplice lista di pesi specifici determinati sempre sullo stesso prodotto in momenti dell'anno diversi. La determinazione avviene semplicemente per pesata in matraccio tarato da 100ml su bilancia tecnica al centesimo di grammo. Fatta la lettura (es 124,6g ogni 100ml si converte in kg/l per cui 1,246)
Rigrazie


Allegati
.xlsx  Pesi specifici.xlsx (Dimensione: 8.7 KB / Download: 5)
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Luisa, sarei curioso della cosa, potresti spiegare comunque, se non ti dà noia, la teoria alla base dei procedimenti statistici?
PS: sicuri che non vada in "Teoria e dubbi (chimica)"?
Saluti,
Riccardo
"L'importante è non smettere mai di farsi domande.La curiosità ha buoni motivi di esistere."
                                                                      -Albert Einstein-
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Information 
Riccardo hai ragione, va in "Teoria e dubbi (altre materie)" perché questa è matematica. Sono stata precipitosa nel rispondere, chiedo scusa, e prego i moderatori di spostare la discussione. Appena riesco posto il file Excel con i calcoli, per la spiegazione teorica farò il possibile, non sono un matematico. ;-)
Ciao
Luisa

Dal laboratorio se ne usciva ogni sera, e più acutamente a fine corso, con la sensazione di avere “imparato a fare una cosa”;
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NaClO
Allego il file Excel dell'analisi statistica di dati sperimentali che ho sempre usato io in chimica analitica.
Non è l'unico test possibile, questo è quanto so io che non sono "un matematico".
Se qualcuno ne sa di più o trova errori in quello che ho scritto ben venga!!!


.xlsx  Test del t di Student.xlsx (Dimensione: 14.97 KB / Download: 11)

Per quanto riguarda la parte teorica in rete si trovano tantissime trattazioni, tra le quali io ho scelto questa:

http://www.chimica.unipd.it/gabriella.fa...013_14.pdf
Ciao
Luisa

Dal laboratorio se ne usciva ogni sera, e più acutamente a fine corso, con la sensazione di avere “imparato a fare una cosa”;
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NaClO, EdoB
Franz, la tua domanda è interessante perchè solitamente non ci si preoccupa del trattamento dei dati analitici, valori che devono essere riportati esattamente e che possono essere contestati di fronte ad un giudice.
Provo a fare una brevissima introduzione da quello che ricordo dai miei appunti e dal libro di analisi chimica strumentale...sono circa una 50ina di pagine di pura statistica e formule e postarle tutte sarebbe infattibile.

Le misure vanno annotate in forma chiara e permanente; ogni volta che vengono trascritte, infatti, aumenta la possibilità di commettere errori. Le misure ritenute non corrette non vanno cancellate in modo definitivo. Se un dato sembra anomalo rispetto agli altri (perchè troppo grande o troppo piccolo), è consigliabile effettuare una verifica, annotando se si decide di eliminarlo o meno dalla serie. 
Il modo più semplice per rappresentare una serie di misure correlabili a una varaibile indipendente secondo una legge del tipo y=f(x), consiste nel compilare una tabella:

x1  x2  x3  x4  x5  x6  x7  x8  x9  ... xn
----------------------------------------------
y1  y2  y3  y4  y5  y6  y7  y8  y9  ... yn

E fino a qui direi che è banale, ma meglio non dare niente per scontato.
In statistica, il valore vero, simbolo μ di un parametro analitico, non può essere conosciuto. Si potrebbe affermare che tale valore corrisponde al risultato ottenuto da un ipotetico analista molto esperto da un ipotetica serie infinita di analisi. Questo insieme infinito (ovviamente ipotetico) costituisce la popolazione dei dati ottenibili e la media aritmetica di questa intera popolazione dei dati ottenibili corrisponde con il valore vero.
Il lavoro del chimico analista consiste nell'estrarre un campione (es: 50mL di acqua di rubinetto, nel senso statistico, un insieme limitato di dati) dalla popolazione degli infiniti valori ottenibili applicando un metodo, che si articola in una procedura per un determinato campione. 
Saltando delle parti, vi sono alcune curve di distribuzione di probabilità,c
ome già citato precedentemente dalla distribuzione del t di student.
Tuttavia, questa non è l'unica; i modelli probabilistici più comuni applicabili sono:
  • Distribuzione normale (o gaussiana)
  • Distribuzione normale ridotta (o standardizzata)
  • Distibuzione campionaria delle medie
  • Distribuzione del t di student
  • Distribuzione F di Fischer
A questo punto, allego alcune pagine. Tralasciate gli appunti, erano gli ultimi giorni di lezione 



AllegatiAnteprime
                  
La ricerca in fisica ha mostrato, al di là di ogni dubbio, che l'elemento comune soggiacente alla coerenza che si osserva nella stragrande maggioranza dei fenomeni, la cui regolarità e invariabilità hanno consentito la formulazione del postulato di causalità, è il caso. 
-Erwin Schrodinger 
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NaClO
(2018-08-25, 11:31)thenicktm Ha scritto: ... solitamente non ci si preoccupa del trattamento dei dati analitici...

Non ci si preoccupa in un laboratorio didattico (scolastico o universitario) perché i procedimenti adottati di solito non sono quelli ufficiali e standardizzati e i valori numerici che si ottengono non hanno valore legale. Di conseguenza tutta l'analisi statistica viene o tralasciata completamente o svolta molto in fretta e relegata, come nel caso di thenicktm, negli ultimo giorni di lezione dell'anno scolastico.
In qualsiasi altro ambito lavorativo ci si deve preoccupare eccome dell'analisi statistica!!!
Ad esempio, nell'analisi clinica, l'intervallo di valori "normali" per un determinato parametro (ad esempio, glucosio nel sangue 70 - 110 mg/dL) viene determinato con l'analisi statistica, così come viene statisticamente analizzato (si spera!!!) il valore misurato del parametro su un determinato campione di sangue, cioè su un determinato paziente. Io mi arrabbierei, e non poco, se mi dicessero che sono diabetica perché gli analisti non hanno controllato statisticamente il valore misurato del glucosio nel mio sangue!!!

Personalmente ho sempre utilizzato il metodo statistico illustrato nel file Excel che ho allegato per stabilire il "valore vero" della concentrazione di determinato analita e con questo valore vero calcolavo l'errore relativo %, ovvero l'accuratezza, commesso da ogni studente della classe in quella determinata analisi.

Se a Franz interessa acquistare il libro da cui thenicktm ha fatto le scansioni esso è:
https://www.zanichelli.it/ricerca/prodot...i%20protti
Ciao
Luisa

Dal laboratorio se ne usciva ogni sera, e più acutamente a fine corso, con la sensazione di avere “imparato a fare una cosa”;
il che, la vita lo insegna, è diverso dall’avere “imparato una cosa”.
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NaClO
Si esattamente!
La ricerca in fisica ha mostrato, al di là di ogni dubbio, che l'elemento comune soggiacente alla coerenza che si osserva nella stragrande maggioranza dei fenomeni, la cui regolarità e invariabilità hanno consentito la formulazione del postulato di causalità, è il caso. 
-Erwin Schrodinger 
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Ma perché più nessuno scrive con l'accento?!?! :-(
Ciao
Luisa

Dal laboratorio se ne usciva ogni sera, e più acutamente a fine corso, con la sensazione di avere “imparato a fare una cosa”;
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