Uranocircite
Infatti per giacimenti intendo proprio GIACIMENTI! Ho citato la Val Seriana che è appunto in Lombardia e dove s'era montata una storia come se fosse una nuova Joachmisthal!
Ma IN PRATICA nisba miniere di U in Italy! OK per il radon...
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ovviamente niente miniere...
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Io non ho la tua uranocircite, ma un vecchio orologio da taschino del bisnonno/a...con sali di radio...sulle lancette...


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*** Cercar di far bene e non di far molto. (A. L. Lavoisier) ***
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Bello!
Mi dimentico sempre di fare la foto del mio FH40T che segna i mRh di un milliamperometro militare da sballo :tossico:
Prima o poi lo faccio.
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che figata il contatore Geiger
wow... anche io ho un orologio da taschino di un mio zio ma dubito ci siano sopra sali di radio... spero di no sinceramente asd
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A proposito di Rn nel Lazio....be', Umbria veramente sarebbe, diciamo sul confine, geologicamente è la medesima cosa.
Nel 2008 misi dei dosimetri a traccia in un acquedotto etrusco con la sorgente a 120 metri dall'entrata. Ho alloggiato i dosimetri ad una quindicina di m dalla sorgente, e lavorarono meno di tre mesi.
La lettura mi dette: 36.000 Bq/m3 di alfa totale, e circa 19.000 di solo Rn.
Chi sviluppò i dosimetri mi disse che lì c'è presenza di uranio e torio in quantità notevole, e di entrare solo con maschera antigas se non volevo un tumore polmonare.
A Ferento, vicino VT, so che c'è carnotite, un minerale di vanadio e uranio con potassio.
Nel viterbese, uranio e torio ce ne sono, ma sono sparsi in giro.
Ho rilevato radioattività di varie sorgenti, in alcuni casi è grossa.
Ma le acque termali non lo sono, hanno poca radioattività.
Ce l'hanno tanta le acque della falda superficiale, cioè quella del lapillo.
Lì hai il pacco di lapillo, sottile strato di serie liguride, e sotto i carbonati mesozioci.
Le acque termali attingono da lì, e non sono radioattive. Le acque superficiali attingono dal lapillo, e lo sono (superficiali intendo 2-300 metri più o meno), alcune parecchio.
Contrariamente a quello che pensa la gente, più profondo = più radioattivo.
In Alto Lazio è il contrario.
E in sotterraneo hai tutta alfa e un po' di beta, in superficie invece hai un casino di gamma e quasi zero alfa. Per un casino di gamma intendo alcune centinaia di impulsi al cm2 al secondo.
Scusate, mi sono dimenticato.
Aggiungo per confronto:
ho un testo di ricerche minerarie fatte nella repubblica ceka da un gruppo di studio polacco, alla ricerca di minerali uraniferi, di pochi anni fa.
Il testo diceva che da 50.000 Bq/m3 in su, sono valori di emissione compatibili con le presenza di minerale uranifero in quantità sfruttabile economicamente, dunque.......
L'acqua di quell'acquedotto, tuttora attivo, è stata distribuita in rete, miscelata con altre, per un paese fino agli anni 50.
Non sto esagerando, è veramente così.
Tuttora alimenta un paio di piscine private, ma fuori perde molta radioattività.
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Ciao Mezzo_Prete, qui ognuno ha la sua specializzazione e anche la tua mi sembra molto interessante e produttiva per il forum (otre che professionale).
Dicci magari qualcosa riguardo questi dosimetri geologici...
Metti magari un post a parte dedicato, qui sarebbe fuori posto.
E per esempio l'acqua di Rabbi come sta a radioattività? Dato un'occhiata?
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A titolo di cronaca, sull'indicazione del paese, sta scritto: PAESE DENUCLEARIZZATO.
Sembra quasi una presa per il culo.......
Non conosco quel posto. So che si è interessata l'Agip mineraria anni fa in una valle su in Trentino, ma non ricordo quale. Anche nelle vicinanze di San Martino di castrozza, ma è poco.
Si tratta di frustoli carboniosi inglobati in una matrice di...boh?! scisto, forse.
Invece la Formazione delle arenarie di Val Gardena può essere radioattiva.
La Formazione, dico, non necessariamente in val Gardena, anche fuori.
Viene dal disfacimento dei centri vulcanici permiani, gli stessi della piattaforma porfitica atesina.
Altra ipotesi, ma assai probabile.
Lì a logica, dovresti avere solo uranio non associato al torio, cioè solo i radionuclidi della famiglia dell'U238 senza quelli del Th232, in quanto trattasi di rocce affiorate nei magmi da una parte, smantellate, trasportate e messe in posto da un'altra con milioni di anni di distanza, dunque U e Th si devono essere separati perchè hanno differente mobilità geochimica.
Nella fascia tirrenica, invece, sono ancora insieme, essendo venuti in superficie nel Quaternatio, 500.000 anni fa.
L'U delle arenarie di Val Gardena, invece, è stato trasportato su 270-280 MA fa.
Se interessa, magari un giorno apro un thread su queste cose.
Avrò un sacco di dati nuovi entro ottobre prossimo, perchè quest'estate mi passo chimica e radioattività di tutti gli affioramenti sorgentizi dell'altopiano volsinio...ho già il progetto in opera.
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(2009-04-14, 23:41)Dott.MorenoZolghetti Ha scritto: Io non ho la tua uranocircite, ma un vecchio orologio da taschino del bisnonno/a...con sali di radio...sulle lancette...

Salve m i intrometto: dubito che la radiazione venga dal radio, verrà al massimo dai prodotti di decadimento.
Il radio di per se è un alfa emittore, e lo schermo in vetro dell'orologio di sicuro blocca la radiazione alfa, a malapena la beta passa! direi quindi che si tratta principalmente di radiazione gamma!

se uno poi c'ha l'inclinazione per la radioattività, cercherebbe la data di produzione, poi con infinite misure con assorbenti diversi (Al,Pb,PVC) proverebbe a capire le percentuali di Gamma, da li poi con allegria si possono avanzare tesi sulle composizioni delle famiglie.

Dio benedica la radiochimica, a mio avviso l'eleganza del metodo.
Chef.
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c'è in abbondanza Rn e molto Th , U
giusto non come Russia, Canada , Australia o America
io ho un campione buono di autunite da arcu su linnarbu
uno piccolo totalmente ricoperto di cuprosklodowskite con sklodowskite
non radioattivi ho antimonite toscana, pirite dell'elba , celestina, bornite iridescente,
calcite azzurro chiaro, mercurio, TiCrNbPb dalla siberia, tagliato ai poli obliquamente,
mimetite vanadinite barite ametista , rosa del deserto rossa, covellina zoetite ossidiana.
ne ho visti studiando i minerali un centinaio massimo proprio belli
ad esempio la julienite e il dioptasio
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