Vapori di mercurio
ahahah....non è che ho fatto tutta sta tiritera per concludere semplicemente che il mercurio è volatile...voglio dire che la parte che entra in fase gassosa non è così poca quanto si possa pensare,per cui affermo che ne evapora un DISCRETA parte,che altro vuoi sapere? se ne evaporano tot mg al giorno??la domanda iniziale è:-Secondo voi questi video sono falsi o veri? Visto che secondo ME ne evapora una buona parte allora dico che questi video sono veri,nessun capitan ovvio...
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pareri. discutibili. coda di paglia?
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no,affatto,perchè mai? non è che dico che ho ragione,i miei pareri sono sicuramente più che discutibili
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(2011-02-16, 17:46)AgNO3 Ha scritto: ...ne evapora un DISCRETA parte,che altro vuoi sapere? se ne evaporano tot mg al giorno??

Per una stima quantitativa del vapore che si sviluppa potremmo calcolare il coefficiente di trasporto di materia, ma un calcolo fatto bene è abbastanza dispendioso in termini di tempo (almeno per me). Siccome però sono riuscito ad ottenere velocemente due dati interessanti dal primo manuale che ho imbracciato, fare due conti era obbligatorio. I dati sono: a 0°C e 1atm, il Hg ha diffusività in O2 pari a 0,112 cmq/s ; in N2 invece è 0,13 cmq/s;

IPOTESI (riprese dal mio post precedente e riferite a 20°C,1atm):
1)--- goccia di Hg con superficie esposta all'aria = 1cmq.
2)--- diffusività del Hg in aria secca = 0,12 cmq/s.
3)--- coeff.di trasporto calcolato secondo la "teo.del film di Lewis" = D/L.
4)--- spessore del film gassoso superficiale (dipende dalla fluidodinamica del sistema, ma per i gas vale 0,1-1cm) = 0,5cm.
5)--- concentrazione di Hg sulla superficie della goccia pari a quella di saturazione = 20mg/mc = 20E-6 mg/cmc.
6)--- concentrazione di Hg nell'aria = permanentemente nulla (i vapori del filmato sembrano essere regolamente allontanati dalla goccia).

N = kc A cs = (0,12/0,5 cm/s) (1cmq) (20E-6 mg/cmc) = 4,8E-6 mg/s = 0,017 mg/h .

Mmm... Considerando le ipotesi (2) e (5) e la stima "frettolosa" di kc, approssimerei il valore per difetto. Quindi direi che il mercurio evapora (nelle condizioni su dette) con un tasso non troppo lontano dal valore di 0,010mg/(cmq h).
In una giornata dovremmo stare sui 0,2mg/cmq.

A voi i commenti.


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[-] I seguenti utenti ringraziano Franc per questo post:
Max Fritz, al-ham-bic, DioBrando, mkuw_, Igor
Questo significa avere una mente scientifica!!
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Grazie Franc!
Queste sono le argomentazioni che mi piacciono.
Se avessi azz! una bilancia come si deve, verificare facilissimamente il dato con l'esperienza diretta sarebbe la prima cosa che farei.

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Oggi mi è capitato sotto mano il seguente documento:

http://www.chem.unep.ch/mercury/Sector-S...on%205.pdf

A pagina 13, la seconda nota riporta che la volatilità del mercurio a 20°C è 0,056mg/(h cmq).
Direi che ci siamo andati abbastanza vicini e, soprattutto, che è meglio tenere chiusi i recipienti contenenti mercurio.

Ciao.
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mah.... credo che faccia più male alla salute farsi una passegiata lungo la tangenziale nell' ora di punta.... dubito che ci sia qualcuno che ha in giro per il laboratorio qualche quintale di mercurio buttato lì in qualche grande contenitore dall' ampia superfice in modo che l' evaporazione diventi significativa...in ogni caso, indubbiamente sempre meglio chiudere i contenitori contenenti mercurio
" Humile so et humiltà me basta, dragon diventarò se alcun me tasta " - Matteo Tafuri . Alchimista ,medico e filosofo salentno


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Volevo aprire una discussione su questo fenomeno, ma con mia grande sorpresa esiste già! La cosa che mi sorprende ancora di più è che 11 anni fa gli utenti che hanno partecipato a questa discussione sono stati così tanto scettici a riguardo.. e invece non solo ciò che era stato portato all'attenzione era vero, ma è anche la base di una tecnica analitica estremamente diffusa e comune: la spettroscopia di assorbimento atomico. Non a caso ho effettuato questa dimostrazione proprio per spiegare il principio del metodo dell'AAS (Atomic Absorption Spectroscopy) a due ragazzi di quarta superiore a cui ho dato ripetizioni. Il procedimento è molto semplice. Si Dispone una lampada ai vapori di mercurio (254 nm) davanti a una lastra fluorescente, come una lastra per TLC. In questo modo la radiazione UV, invisibile, fa emettere allo sfondo fluorescente una radiazione visibile, nelle foto/video verde. Se poi si interpone tra la sorgente e il "rilevatore", ovvero la lastra, una piccola quantità di mercurio riscaldata, i suoi vapori assorbono la radiazione di lunghezza d'onda caratteristica del metallo creando delle zone d'ombra sullo sfondo. In AAS il vapore atomico si ottiene mediante riscaldamento con fiamme, fornetti elettrici o plasma. In questo caso molto particolare si sfrutta la caratteristica pressoché unica del mercurio di essere in grado di evaporare a temperatura abbastanza basse, < 100°C. Ovviamente in questa dimostrazione si producono vapori di mercurio, è quindi imperativo lavorare sotto cappa o, come nel mio caso, in un ambiente estremamente areato e indossando una maschera con filtri adatti alla filtrazione del Hg. Le quantità in gioco sono davvero minime. La quantità di metallo impiegata è sicuramente inferiore a 0,1 mg, ovvero una goccia di mercurio quasi invisibile ad occhio.

            

Se volete vedere il video, che qui non riesco a caricare, lo trovate sulla mia pagina IG: @chemclips
Cordiali saluti,
Edoardo 


"Solo due cose sono infinite, l'universo e la stupidità umana, e sulla prima ho dei dubbi"  (A.Einstein)
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Geber, luigi_67
Grazie Edo per aver aggiunto altre info a questa discussione che, seppur vecchia è sempre attuale.
Tutti siamo affascinati dall'elemento mercurio, ha indubbiamente delle peculiarità che lo rendono davvero unico.
Il principale fattore di rischio nel maneggiarlo è proprio dovuto alla possibilità di inalazione dei suoi vapori: come visto però la tensione di vapore di questo elemento è molto bassa e comunque non è etere etilico o acetone che evaporano in un attimo, impiega del tempo non trascurabile per arrivare a saturare un ambiente chiuso. Questo significa che si ha tutto il tempo di maneggiarlo in sicurezza stando in un ambiente esterno ventilato o sotto cappa.
In più c'è da dire che in genere si ha a che fare con qualche ml di mercurio e non con secchi di questo elemento: l'eventuale quantità che può evaporare risulta davvero minima.
Credo quindi che adottando le necessarie precauzioni, maneggiare questo elemento sia una cosa gestibilissima... in un laboratorio sappiamo che ci sono composti ben più rognosi da conservare e maneggiare...

Molto più pericolosi invece sono i sali solubili di mercurio per i quali i rischi di contaminazione personale e ambientale sono decisamente di gravità maggiore e per i quali occorre adottare azioni di mitigazione molto più stringenti e complesse, dalla manipolazione allo smaltimento dei residui di lavorazione.

Un saluto
Luigi
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EdoB, Geber




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