alimentatore DC
TMi dite voi che alimentatore usate per generare corrente in esperimenti di elettrochimica?? Stabilizzati, batterie??
Cita messaggio
Un macchinario apposta con il quale generi il potenziale che vuoi all'amperaggio che desideri. Cio è fondamentale per non incorrere in sovratensione.
Nulla si CREA, nulla si DISTRUGGE -Democrito & Lavoisier-
Cita messaggio
Non serve che lavori anche sul potenziale, ovviamente più si ha meglio è (inteso come pezzi di elettronica a tua disposizione), tuttavia la cosa più importante è concentrarsi sull'amperaggio.
Per costruire un macchinario semplice hai bisogno di un trasformatore da 6-12 volt ( anche 24 volt, ma di più non ha senso) che butti fuori sui 5 Ampere, un raddrizzatore che puoi costruirti anche te da solo con 4 diodi per avere la corrente in DC, un amperometro ed un potenziometro. Quest'ultimo purtroppo ti darà parecchi problemi dato che deve essere di pochi Ohm e meglio se a filo e lo trovi facilmente solo alle fiere dell'elettronica.

In alternativa puoi affidarti ai transistor, ma dipende sempre dai mezzi/tempo/soldi a tua disposizione!

Leggi qua:
http://www.myttex.net/forum/Thread-Alime...lettrolisi

Saluti ;-)
Luca
8-)  Tanto vetro zero reagenti 8-)
Cita messaggio
Regolare la corrente/tensione con un potenziometro nell'era dei semiconduttori e dei circuiti integrati è quanto di più inutile si possa fare. :-D
Tensione e corrente si possono agevolmente regolare sempre con dei potenziometri ma con un circuito di pilotaggio che possa trattare potenze elevate e in maniera più efficiente.
Se cerchi in rete troverai una marea di schemi anche molto semplici da realizzare con pochi componenti. Serve ovviamente saper tenere in mano un saldatore e impostare un circuito su basetta se si fa da zero.
Molti anni fa, quando mi divertivo con queste cose, "nuova elettronica" era una buona fonte di questi circuiti, oggi probabilmente trovi alimentatori stabilizzati in tensione e corrente già fatti a prezzi ragionevoli... Se ti servono solo per elettrolisi, non serve neanche abbiano caratteristiche esagerate come "pulizia" e stabilità della tensione erogata.
Un saluto
Luigi
Cita messaggio
hanno il gusto del vintage XD
ma ripeto, dipende sempre dalla disponibilità!

ps. nuova elettronica...ahimè... è defunta ormai :-(...
8-)  Tanto vetro zero reagenti 8-)
Cita messaggio
Un buon sito di elettronica, più che altro di programmazione di circuiti ma molti altri argomenti è anche questo: Qui
La ricerca in fisica ha mostrato, al di là di ogni dubbio, che l'elemento comune soggiacente alla coerenza che si osserva nella stragrande maggioranza dei fenomeni, la cui regolarità e invariabilità hanno consentito la formulazione del postulato di causalità, è il caso. 
-Erwin Schrodinger 
Cita messaggio
Dipende da che esperimenti vuoi fare. o vuoi depositare o vuoi ridurre, altro non si può fare...! una cosa ti serve: il tempo. E dipende anche dalla superficie dell'oggetto che vai a immergere. esempio , se vuoi ramare un 2-3 cmq di superficie ti bastano 0,5 V ....ti si succhieranno un 70-100 microA...per cui pila 1,5 Volt e potenziometro 250K....ma ripeto ti ci va molto tempo per depositare bene ( una buona nottata ) consiglio: introduci nel bagno delle punte tipo con due spezzoni di filo di rame lungo 2-3cm annodali e costruisci una specie di chiodo a tre punte ( che poi son quattro), una sorta di stella . fanne qualcuna e lasciale a mollo . aiutano a fare una deposizione "pulita" ( vedi potere disperdente delle punte). se aumenti la tensione riduci i tempi ma il deposito ti viene male, inuniformità, tralicci ecc. Se vuoi rodiare 3-4 cm di superficie ti ci vanno 5 V con 4-5 A. servono pochi secondi e occhio ai fumi. per cui va bene la batteria da moto 6 v oppure da macchina col classico chiodo piantato nel ponte del terzo elemento ( ogni elemento da 2 V ). Se no alimentatore , basta una semionda ( un diodo e via)
Cita messaggio
[-] I seguenti utenti ringraziano JhoFrank per questo post:
thenicktm
Senza spendere inutilmente, un vecchio caricatore da cellulari può fare al caso tuo. (più o meno tutti ne abbiamo uno!!)
Sono isolati, quindi non dovresti avere problemi di sicurezza.
Comunque le precauzioni non sono mai troppe, es scollegalo prima di toccare le piastre ecc.
E' sufficiente tagliare via il connettore, separare i fili e spellare le estremità, poi collegale alle
piastre (intendo gli elettrodi che userai per l'elettrolisi).
Ovviamente queste operazioni si fanno a spina staccata!!!
Ti consiglio poi di comprare un tester da 4 soldi, che comprende un milliamperometro,
e collegare in serie una resistenza variabile, che regolerai fino a raggiungere la corrente
desiderata.
Puoi trovare tutto sul catalogo rs (it.rs-online.com/RS_Components‎)
per esempio i codici 851-7408 e 893-7893
Se vuoi puoi comprare anche l'alimentatore 821-5332
Spero che nessuno mi accusi di fare pubblicità, si tratta solo di un riferimento
per risolvere un problema!!!
Ci sono anche alimentatori regolabili in corrente con amperometro incorporato,
ma a meno di non andare su costosi strumenti da laboratorio, non hanno la
risoluzione sufficiente nella regolazione di corrente.
Non dimenticare il calcolo della potenza: Più scendi con la resistenza più sali con la corrente,
e quindi con la potenza, non devi superare i W di targa del potenziometro (2 nel caso del mio esempio)
altrimenti lo bruci.
Quindi nel tuo caso direi di non superare i 160mA (cioè scendere sotto 75 ohm)
Perchè: I=V/R quindi 12 (tensione alimentatore suggerito) / 75 ohm = 0,160A
P=V*I quindi 12*0,160=1,92W.
Se usi un caricatore per telefonini, supponiamo da 4,8V:
4,8/12=0,4 e 4,8*0,4=1,92 quindi in questo caso puoi salire a 400mA (12 ohm)
Se non è charo, chiedi, io sono qui.
Ciao!
Cita messaggio
Molto gentili ragazzi grazie a tutti
Cita messaggio
Dipende da cosa vuoi fare per l'elettrolisi in piccole celle puoi usare di tutto , caricabatterie, alimentatori da PC modificati, senza disdegnare
anche di pacchetti portapile da 6 - 9 volt fra l'altro più sicuri in ambienti "umidi".
Dei miei 3 uno è un auto-costruito dagli anni 70' e modificato 100 volte, tutto analogico fornisce V regolabile da 1,5 a 30 V  e A regolabile da 0,1 a 5 A 
un 'altro digitale comprato dai cinesi il classico 0-24V  0-5A preso per circa 40-50€ che uso in elettronica, entrambi sono piu che adatti per l'elettrochimica.
Invece per la Galvanostegia ad esempio mi sono dovuto costruire uno più massiccio da 0 a 15 v  e da 0 a 12 A poiché se è vero che occorrono basse tensioni
normalmente da 2 V al max 6 V  l'amperaggio dipende dalla superficie, si parte dai 200 mA per pezzi di pochi cm quadri  ai 6 A per cromature di oggetti grandi.
Comunque mi ripeto, per le prime esperienze consiglio vivamente un pacchetto di pile formato torcia almeno ti durano un bel pò, 4 possono bastare, con 6 volt
e quasi 1 A puoi fare praticamente tutto in sicurezza.

Roberto
Cita messaggio




Utenti che stanno guardando questa discussione: 1 Ospite(i)