applicazione della Fujiwara in campo analitico
Generalità: Quando il cloroformio è scaldato con piridina in ambiente fortemente basico, si forma una intensa colorazione rosso magenta. Numerose sono le sostanze organiche che danno la stessa o simile colorazione e molte di questa hanno in comune il gruppo –CCl3 (in certi casi anche il grupo =CCl2) e i suoi analoghi alogenoderivati -Br e -I.  Citiamo tra le tante il cloralio idrato, l’acido tricloroacetico, il tricloroetanolo, tricloroetilene, 2,4-dinitroclorobenzene, il cloruro di metilene ma non il tetracloruro di carbonio e l’esacloroetano.
Un plausibile meccanismo della reazione, peraltro non ancora completamente delucidata, contempla la rottura dell’anello piridinico a seguito dell’attacco del gruppo R-CCl3 sull’azoto :

   

riferimento: Fujiwara K, Sitzber. Naturforsch. Ges. Rostock 6, 33 (1914)

Reagenti:
-          Soluzione acquosa di NaOH al 20%
-          piridina
Come soluzione di riferimento ho impiegato una soluzione satura di cloroformio in acqua
 
Esecuzione: in una piccola provetta con tappo mettere 2 ml della soluzione di NaOH. Aggiungere 1 ml di piridina e 1 ml della soluzione da analizzare. Tappare bene, agitare e scaldare su bagnomaria bollente per 1 minuto. Osservare lo strato organico: in presenza di cloroformio si forma una colorazione rosso magenta.
 
Con 1 ml della soluzione di riferimento si ha già a freddo una debole colorazione. A caldo il colore è di un rosso scurissimo.
A caldo la soluzione è limpida ma con il raffreddamento diventa opalescente
Diluendo (0,1ml +0,9) il colore diventa meglio visibile.
Con un'ulteriore diluizione (0,02 ml + 0,98ml) si ha ancora nettissima la colorazione rossa.

   


saluti
Mario
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[-] I seguenti utenti ringraziano Mario per questo post:
luigi_67, thenicktm, fosgene, quimico, ohilà
Bellissimo questo saggio!
Si può utilizzare per la ricerca degli organoclorurati (o altri organoalogenati) nelle acque?
COCl2
[tossico]
R: 26-34

La chimica organica e' la chimica dei composti del carbonio. La biochimica e' lo studio dei composti del carbonio che strisciano. (Mike Adams)
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Si usa per analizzare le urine in persone esposte a cloralio idrato. Può funzionare anche per coloro che sono stati esposti al tetracloruro di carbonio. Ovviamente, come detto da Mario, questa molecola non è analizzabile in questo modo perché non da reazione ma il suo metabolita cloroformio sì.
Io che lavoro con sostanze ad alto rischio vengo anche controllato per il tricloroacetico (sensibilità di questo test in questo frangente è di 1mg/l), se non ricordo male.
Sensa schei né paura ma coa tega sempre dura
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