dissaldatura: uno strano effetto
quando effettuo una saldatura il procedimento è questo:
- appoggio per qualche secondo la punta del saldatore sulla piazzola di rame da saldare, per pre-riscaldarla
- appoggio il filo di stagno tra piazzola, reoforo e punta
immediatamente il filo inizia a sciogliersi
- man mano che si consuma lo avvicino, stando attento a non metterne troppo, ma nemmeno troppo poco
-allontano il filo
-allontano il saldatore

ma la stranezza non è qui, è nel dissaldare. nel dissaldare infatti nonostante io tenga la punta del saldatore fortemente premuta sulla saldatura, e per parecchio tempo, questa tarda molto a fondere. se invece durante l'operazione di dissaldatura, avvicino un filo di stagno, questo fonde immediatamente, e con esso parte "a catena" la fusione della saldatura da dissaldare.

mi sembra che più le saldature sono vecchie più questo effetto è marcato. da cosa dipende? dall'ossidazione superficiale? però un minimo di effetto c'è anche su saldature fresche
dipende dal fatto che la massa da fondere è maggiore nel caso della dissaldatura?
dipende dal fatto che lo stagno che dal filo inizia a fondere aumenta la superficie di contatto con la saldatura?
dipende da tutti questi elementi?
oppure c'è qualcosa che mi sfugge
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Non conosco il dissaldatore io usavo il succhia stagno se si chiama così ,magari è la stessa cosa.
Forse ed dico forse dipende dal fatto che quando stagni controlli la temperatura di fusione schiogliendo un pò di stagno, così facendo pulisci lo stagnatore ,mentre quando dissaldi magari non pulisci prima la punta questo potrebbe dare una leggera differenza. Io non ho mai fatto caso più di tanto a queste differenze , forse non ricordo perché è molto che non tolgo stagnature.
Forse sulle stagnature vecchie lo stagno fa una patina oppure ,si sta piu tempo a scaldare un pezzo di stagno gia colato per via della superfice maggiore e per il fatto che trasmette calore anche ai componenti a cui è attaccato rispetto a scaldare un pezzetto di filo fine che appoggia su una "Base" basetta e componenti,gia caldi a dovere.


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@Jobba: prima si fonde lo stagno con il saldatore, poi lo si toglie via con il succhia stagno
@Arky: non mi è mai successa una cosa così, prova magari a pulire la punta del saldatore dallo stagno che potrebbe essersi attaccato

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Il dissaldatore succhiastagno non c'entra niente col discorso.

Direi che i tre motivi detti da Arky sono tutti giusti e concomitanti, uniti alla leggera ox superficiale che isola momentaneamente il contatto termico e alla dispersione del calore per conduzione della massa da dissaldare, come ha detto anche Job.
(Avendo fatto in passato "milioni" di saldature ti capisco ed a volte il fenomeno (specialmente per saldature vecchie) diventa molto fastidioso).
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(2011-07-05, 23:12)arkypita Ha scritto: quando effettuo una saldatura il procedimento è questo:
- appoggio per qualche secondo la punta del saldatore sulla piazzola di rame da saldare, per pre-riscaldarla
- appoggio il filo di stagno tra piazzola, reoforo e punta
immediatamente il filo inizia a sciogliersi
- man mano che si consuma lo avvicino, stando attento a non metterne troppo, ma nemmeno troppo poco
-allontano il filo
-allontano il saldatore

ma la stranezza non è qui, è nel dissaldare. nel dissaldare infatti nonostante io tenga la punta del saldatore fortemente premuta sulla saldatura, e per parecchio tempo, questa tarda molto a fondere. se invece durante l'operazione di dissaldatura, avvicino un filo di stagno, questo fonde immediatamente, e con esso parte "a catena" la fusione della saldatura da dissaldare.

mi sembra che più le saldature sono vecchie più questo effetto è marcato. da cosa dipende? dall'ossidazione superficiale? però un minimo di effetto c'è anche su saldature fresche
dipende dal fatto che la massa da fondere è maggiore nel caso della dissaldatura?
dipende dal fatto che lo stagno che dal filo inizia a fondere aumenta la superficie di contatto con la saldatura?
dipende da tutti questi elementi?
oppure c'è qualcosa che mi sfugge

Io direi che è tutto normale!
Se appoggi la punta del saldatore asciutta sulla piazzola il calore ci mette più tempo a trasmettersi dalla punta allo stagno della piazzola.
Per questo prima di dissaldare,ma anche nel saldare è utile, si "bagna" la punta con un pò di stagno e poi la si appoggia sulla piazzola,questa fonderà molto più velocemente e con meno richio di staccarla dallo stampato o di danneggiare componenti.
Ovvio poi che in stampati vecchi c'è anche l'ossido e iresidui del dissaldante e del flussante che sono contenuti negli stagni.
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Intanto un saluto a tutti, visto che questo è il mio primo post. Sono felice di poter dare il mio contributo prima di fare alcune domande (motivo della registrazione...).

Sono un elettronico e passo la maggior parte del mio tempo in laboratorio; il fenomeno descritto è del tutto normale e dipende dall'azione del flussante.

Il filo per la saldatura usato in elettronica è una lega di stagno e rame (una volta era stagno piombo, per avere una lega autettica, ora il Pb è vietato), ma, cosa fondamentale, nell'estrusione del filo vengono realizzati uno o più canali, riempiti poi con un composto chiamato flussante, senza il quale la saldatura (che è in realtà una brasatura) sarebbe impossibile.

Il flussante è un miscuglio di vari composti chimici che, una volta riscaldati, separano e/o trasformano gli ossidi e gli altri composti insolubili presenti nel metallo fuso rendendolo (appunto) "fluido".

Nel corso della saldatura, l'apporto di flussante è automatico (insieme allo stagno), ma nella dissaldatura non c'è apporto di flussante e il risultato è un metallo fuso granuloso, con cattiva conduttività termica e quindi difficile da maneggiare.

Aggiungendo un po' di stagno "nuovo", si apporta anche del flussante che rende molto più facile maneggiare anche il volume di metallo della saldatura precedente.

Se non si vuole utilizzare lo stagno, la dissaldatura si può facilitare utilizzando del flussante (disponibile normalmente in forma liquida) con il quale bagnare la saldatura prima dell'operazione di riscaldamento.

Del resto è anche vero che una maggior massa di metallo riscaldato mantiene più a lungo il calore e resta in stato fuso più a lungo, facilitando la rimozione del componente ed è quindi prassi normale quella di aggiungere un'abbondante quantità di stagno nuovo (e quindi di flussante) nel corso di una dissaldatura.
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[-] I seguenti utenti ringraziano giorgio per questo post:
TrevizeGolanCz
(2011-09-06, 08:43)giorgio Ha scritto: Intanto un saluto a tutti, visto che questo è il mio primo post. Sono felice di poter dare il mio contributo prima di fare alcune domande (motivo della registrazione...).

Grazie, sei stato molto esaustivo. Un saluto anche a te!

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Non vorrei dire una banalità, ma un tempo, quand'ero ragazzino e facevo il radioamatore, circa ai tempi di Marconi :-D si usava il cloruro stannoso come "flussante", noi lo chiamavamo "disossidante" si ossidava a stannico riducendo tutti gli ossidi presenti.
Me lo ricordo come una pasta rosa, ovviamente aggiunto ad un gel veicolante, ma, cercando in rete, me lo descrive come bianco incolore.
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(2011-11-29, 10:05)Lupo solitario Ha scritto: Non vorrei dire una banalità, ma un tempo, quand'ero ragazzino e facevo il radioamatore, circa ai tempi di Marconi :-D si usava il cloruro stannoso come "flussante", noi lo chiamavamo "disossidante" si ossidava a stannico riducendo tutti gli ossidi presenti.
Me lo ricordo come una pasta rosa, ovviamente aggiunto ad un gel veicolante, ma, cercando in rete, me lo descrive come bianco incolore.

oggi il flussante è già incluso nello stagno, soluzione molto più pratica, ma se ne vende ancora separatamente. Il diverso colore credo dipenda dal fatto che ve ne sono di diverso tipo in commercio.
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non potrebbe dipendere anche dalla potenza del saldatore? Ci sono in commercio svariati tipi di saldatori con potenza che varia da i 25 ai 60w mediamente, che scaldano le superfici differentemente, quindi, anche in "ottemperanza" del tipo di stagno utilizzato, della sua "viscosità" e consistenza in base al calore applicato, potremmo dedurre che: più il saldatore è potente, e più uno stagno "tenero" può raggiungere in minor tempo lo stato liquido. Giusto? (tanto per ovviare all'utilizzo del flussante dico, magari utilizzando semplicemente un saldatore più potente)
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