metodo di catalogazione ed etichettatura di prodotti chimici "insoliti"
buonasera a tutti!
apro questa discussione poichè mi trovo di fronte ad un problema non da poco: la catalogazione e l'etichettatura di prodotti chimici non comuni
infatti può sembrare una cosa scontata procurarsi le informazioni per catalogare ed etichettare le sostanze che si sintetizzano in laboratorio, ma non è così. per esempio io sto cercando di procurarmi le informazioni necessarie per produrre un etichetta per l'ossalato di rame e il formiato di rame che sintetizzerò prossimamente, ma essendo prodotti chimici non comuni, non si trovano informazioni tecniche e di sicurezza.
quindi la mia domanda è: come procedere in questi casi? ci sono dei siti di riferimento?
per me è importante catalogare ed etichettare i prodotti poichè aumenta il livello di sicurezza in laboratorio e rende quest'ultimo anche più bello (con tutti i contenitori muniti di etichetta)
ringrazio tutti in anticipo

buon proseguimento!
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Devi ricercare sul sito dell'ECHA:

https://echa.europa.eu/it/information-on...ails/22327

https://echa.europa.eu/it/information-on...tails/5033
Ciao
Luisa

Dal laboratorio se ne usciva ogni sera, e più acutamente a fine corso, con la sensazione di avere “imparato a fare una cosa”;
il che, la vita lo insegna, è diverso dall’avere “imparato una cosa”.
(Primo Levi)


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ChemLore
(2021-01-15, 21:43)LuiCap Ha scritto: Devi ricercare sul sito dell'ECHA:

https://echa.europa.eu/it/information-on...ails/22327

https://echa.europa.eu/it/information-on...tails/5033
grazie mille Luisa, corro a vedere su quel sito  :-)

però su quel sito trovo le informazioni in quanto alla sicurezza, ma sui dati tecnici tipo la densità, il punto di fusione (o di decomposizione) e la solubilità non li trovo.
per questi come posso fare?
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Per composti come quelli che hai citato, di cui magari non si trovano le sds, puoi “dedurre” le frasi di rischio a partire dai composti simili. Ovviamente non è formalmente corretto, ma visto che le quantità in gioco sono minime (al limite qualche decina di grammi), e visto che tali prodotti non devono essere commercializzati o distribuiti, si può approssimare. Ad esempio per l’ossalato di rame puoi combinare le frasi di rischio dell’ossalato di sodio e del l’acetato di rame. L’approssimazione in questo caso è minima perché sia gli ioni sodio che gli ioni acetato sono pressoché non pericolosi mentre il rischio deriva unicamente dagli ioni rame e ossalato. Questo modo di fare non è sempre applicabile (ad esempio non si può applicare per la maggior parte dei composti organici) e bisogna valutare caso per caso. In questi casi più che negli altri, vale il principio di precauzione.
Cordiali saluti,
Edoardo 


"Solo due cose sono infinite, l'universo e la stupidità umana, e sulla prima ho dei dubbi"  (A.Einstein)
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ChemLore
(2021-01-15, 22:50)EdoB Ha scritto: Per composti come quelli che hai citato, di cui magari non si trovano le sds, puoi “dedurre” le frasi di rischio a partire dai composti simili. Ovviamente non è formalmente corretto, ma visto che le quantità in gioco sono minime (al limite qualche decina di grammi), e visto che tali prodotti non devono essere commercializzati o distribuiti, si può approssimare. Ad esempio per l’ossalato di rame puoi combinare le frasi di rischio dell’ossalato di sodio e del l’acetato di rame. L’approssimazione in questo caso è minima perché sia gli ioni sodio che gli ioni acetato sono pressoché non pericolosi mentre il rischio deriva unicamente dagli ioni rame e ossalato. Questo modo di fare non è sempre applicabile (ad esempio non si può applicare per la maggior parte dei composti organici) e bisogna valutare caso per caso. In questi casi più che negli altri, vale il principio di precauzione.
Grazie mille, infatti osservando sul sito dell'ECHA, l'ossalato di rame ha lo stesso rischio dell'ossalato ferroso ma inoltre é anche pericoloso per l'ambiente, come praticamente tutti i composti di rame
Comunque adesso il problema é procurarmi le informazioni quali la solubilità, densità e il punto di fusione o di decomposizione, che sul sito dell'ECHA non trovo.
Come faccio?
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La densità è un dato pressoché irrilevante per i solidi (in laboratorio). La solubilità può essere determinata sperimentalmente, preparando una soluzione satura a una temperatura nota e poi determinando la concentrazione del composto con una titolazione o, se ti accontenti di un dato molto spannometrico, per via gravimetrica.

La temperatura di fusione dei composti ionici solitamente è molto alta, in confronto a quella dei composti organici ad esempio. Nel caso dei sali metallici degli acidi carbossilici la temperatura di fusione è più alta di quella di decomposizione nella maggior parte dei casi. Sia la temperatura di decomposizione che quella di fusione si possono determinare riscaldando una piccola quantità di sostanza in modo graduale monitorando in tempo reale la temperatura e osservando i cambiamenti fisici del solido.

In ogni caso, spesso basta cercare il nome del composto in inglese su google.
https://pubchem.ncbi.nlm.nih.gov/compoun...er-formate

https://pubchem.ncbi.nlm.nih.gov/compoun...on=Density

https://pubchem.ncbi.nlm.nih.gov/compoun...Annotation
Cordiali saluti,
Edoardo 


"Solo due cose sono infinite, l'universo e la stupidità umana, e sulla prima ho dei dubbi"  (A.Einstein)
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ChemLore
(2021-01-16, 08:22)EdoB Ha scritto: La densità è un dato pressoché irrilevante per i solidi (in laboratorio). La solubilità può essere determinata sperimentalmente, preparando una soluzione satura a una temperatura nota e poi determinando la concentrazione del composto con una titolazione o, se ti accontenti di un dato molto spannometrico, per via gravimetrica.

La temperatura di fusione dei composti ionici solitamente è molto alta, in confronto a quella dei composti organici ad esempio. Nel caso dei sali metallici degli acidi carbossilici la temperatura di fusione è più alta di quella di decomposizione nella maggior parte dei casi. Sia la temperatura di decomposizione che quella di fusione si possono determinare riscaldando una piccola quantità di sostanza in modo graduale monitorando in tempo reale la temperatura e osservando i cambiamenti fisici del solido.

In ogni caso, spesso basta cercare il nome del composto in inglese su google.
https://pubchem.ncbi.nlm.nih.gov/compoun...er-formate

https://pubchem.ncbi.nlm.nih.gov/compoun...on=Density

https://pubchem.ncbi.nlm.nih.gov/compoun...Annotation
grazie mille, spesso cercavo il nome del composto in inglese ma stavolta non trovavo informazioni inspiegabilmente. detto ciò io non penso di avere materiale ed esperienza per determinare densità e temperatura delle sostanze (sono agli inizi, con scarse conoscenze e materiali)
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comandante diavolo *yuu*
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