pulizia vetreria .
(2011-11-11, 14:49)NaClO3 Ha scritto: In realtà, in laboratorio, per pulire i matracci in modo ottimale usavamo il Clorex, un prodotto in polvere in latta che si disperde in acqua a formare un'emulsione dalle spiccatissime proprietà detergenti e sanitizzanti.
Dovrebbe essere famoso qua, qualcuno aveva addirittura cercato di estrarci l'introvabile Ca(ClO)2 nonostante non ne contenga una virgola(se non erro, costui, è bannato ora!).
Comununqe per sostanze perfettamente idrosolubili utilizza acqua, magari calda, se vuoi anche del sapone(da saponetta, ma non quello idratante).
Se no va perfettamente bene l'alcole rosa e puzzolente e risciaquato con acqua.
O se vuoi fare il figo utilizza la solfocromica!

In pratica mi riferivo a questo, solo un po' più recente:
http://www.youtube.com/watch?v=QJCJtTJKS24

In che modo usavate il clorex,ad esempio per quanto tempo lo lasciavate li,agitavate il tutto? Penso sia necessaria anche una spazzola specifica per pulire le pareti dei matracci ma senza graffiarle,cosa che sarebbe problematica,ma non ho idea di quale utilizzare...
Avreste dei link dove viene spiegata in maniera dettagliata la pulizia della vetreria,con i vari casi d'uso,solventi ecc?
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Leggere il regolamento? Presentarsi?
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(2011-11-11, 13:21)franz-chem Ha scritto: Cari ragazzi
da qualche mese ho acquistato una decina di provette tarate , però non ho avuto ancora il tempo di utilizzarle . Ora vorrei utilizzarle per pipettare dell'acido solforico (per la sintesi di alcuni solfati) , il mio dilemma è :

come faccio poi a pulirle data la loro piccolezza ?

avevo pensato al pipettare dell'acqua piu volte , ma non so se cosi riesco a pulire del tutto la pipetta da ogni agente . Voi come lavate la vetreria in genere?

L'acido solforico è solubile in acqua e, per usi normali, basterà risciacquare (2 volte con con acqua di rete e 2 con acqua demi). Riempile da sopra fino ad un certo livello aiutandoti con una spruzzetta e poi capovolgi per svuotarle: l'azione di "accarezzamento" che compie l'acqua scendendo dalle pareti e in un verso e nell'altro, è una vera e propria azione meccanica e moltiplica l'efficacia (una spece di "acqua di gomito" :-) ). L'avinamento prima dell'uso successivo completarà l'opera.
Molti altri sali e composti con buona solubilità in acqua non richiedono particolari prodotti.

Per i composti più difficili non esiste una panacea, a parte l'olio di gomito, e per il resto bisogna usare la testa e valutare di volta in volta e in casi estremi provare più di un rimedio.

Normalmente l'acqua tiepida o calda aiuta aumentando la solubilità della maggiorparte dei composti.

Personalmente uso l'acido cloridrico per i composti inorganici e metiletilchetone puro per gli organici (lo trovo efficace su oli, molte vernici e flocculanti a base di poliacrilammidi che sono piuttosto persistenti a contatto con l'acqua).

Ricordo anche io il Clorex in laboratorio: credo sviluppi del cloro libero, ma non ne conosco l'esatta composizione, e questo sia il segreto della sua efficacia. Dicevano comunque di fare attenzione a sciacquarlo bene in caso di determinazione successiva dei cloruri perchè è caratterizzato da una certa persistenza.
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Più che altro, il Clorex, ha una forte carica abrasiva che deterge da residui ben aderenti!
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OT
Se si parla del clorex famoso quello che inizia per v e finisce per m ,si trova ancora tranquillamente in giro.
Effettivamente per un periodo era sparito..(.evito spiegazioni )ma non è fuori commercio.Adesso come adesso dovrebbe riessere presente in tutti i punti vendita che lo trattano.
Fine OT.


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Ho visto becker puliti con quel coso che ha detto jobba.. sembravano passati in HF 40% e poi in soda fusa...a momenti manco ci si vedeva attraverso... occhio a usare questi prodotti..asd
Io personalmente uso HCl 5% pergli ordinari lavaggi, acetone per eliminare i residui organici, H2SO4 conc (molto) per togliere i residui organici tenaci e infine l'aqua regia per togliere quello che proprio non se ne vuole andare...se l'incrostazione resiste a tutto ciò (mai successo) per me può anche rimanere attaccata al becker...asd
"Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza." Divina Commedia, canto XXVI Inf.
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asd
(2012-07-03, 10:55)NaClO3 Ha scritto: Più che altro, il Clorex, ha una forte carica abrasiva che deterge da residui ben aderenti!
Confermo, anche questa è una caratteristica importante in presenza di incrostazioni difficili, ma è mia opinione che, in presenza di composti idrosolubili come quelli nella domanda nel post di apertura, l'acqua demi ha un effetto solvente molto marcato ed è sufficiente. Non vorrei che si ricadesse in un eccesso di zelo anche dove non è necessario.

(2012-07-03, 15:34)marco the chemistry Ha scritto: Ho visto becker puliti con quel coso che ha detto jobba.. sembravano passati in HF 40% e poi in soda fusa...a momenti manco ci si vedeva attraverso... occhio a usare questi prodotti..asd
Io personalmente uso HCl 5% pergli ordinari lavaggi, acetone per eliminare i residui organici, H2SO4 conc (molto) per togliere i residui organici tenaci e infine l'aqua regia per togliere quello che proprio non se ne vuole andare...se l'incrostazione resiste a tutto ciò (mai successo) per me può anche rimanere attaccata al becker...asd
Mai riscontrato il fenomeno.
Probabilmente il Clorex in presenza di un eccesso del rinomato "olio di gomito" forma un composto chiamato "gomito abrasivo" che ha effetti simili all'HF anche se la cinetica di reazione é molto differente asd
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Il Clorex può essere abrasivo quanto vuoi che non è, comunque, sabbia.
Non riesce a segnare il vetro.
Al contrario, il bicarbonato di sodio ci riesce eccome, provato personalmente.
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Io personalmente lavo tutta la vetreria con l'Ausilab 101 che è un detergente specifico per laboratorio.
In genere lascio in bagna nel lavello con la soluzione diluita di Ausilab per un'oretta e poi risciacquo con acqua corrente e poi con acqua distillata.
Per pulire beute e similari sporchi di grasso li lascio sotto cappa una notte con solforico conc. Poi svuoto e lavo come gli altri.
Buona pratica, al di là del lavaggio, è comunque dove possibile, fare l'avvinamento previa analisi di tutta la vetreria che si utilizza.
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