scienza e riflessione metafisica
Vi propongo un pezzo che avevo scritto ai tempi del liceo sulla scienza e sulla riflessione metafisica. L'ho ritrovato e mi piaceva condividerlo con voi.

Mi interesserebbe, tra l'altro, conoscere l'opinione di altri "scienziati" su tale argomento.

Cogito ergo sum


Galileo Galilei nel 1600 teorizzò le varie fasi del metodo scientifico che si basa sulla misurazione e sull’applicazione di leggi matematiche a scoperte empiriche: nasce la scienza moderna.
La quantizzazione e la misurazione sono due principi fondamentali su cui si basa la scoperta scientifica e sono il limite entro cui lavorano gli studiosi. La mente umana non si ferma però davanti a tali limiti: “La ragione umana ha questo peculiare destino in un genere delle sue conoscenze: che essa viene afflitta da domande che non può respingere, perché le sono assegnate dalla natura della ragione stessa, e a cui però non può neanche dare risposta, perché esse superano ogni capacità della ragione umana” scrive Immanuel Kant nella “Critica della Ragion Pura”.
Fin da quando siamo bambini ci poniamo domande riguardo la nostra esistenza, la nostra provenienze e la nostra destinazione, è insito nella nostra natura e non possiamo sfuggirgli.
Christoph Schönborn afferma proprio l’esigenza dell’uomo della ricerca metafisica che viene limitata dalla quantizzazione e dalla misurazione che stanno alla base della ricerca scientifica.
Ma è davvero così? L’uomo è veramente limitato nella sua ricerca? Essenzialmente la ricerca di leggi matematiche e di numeri per spiegare il mondo fisico che ci circonda non prelude al pensiero umano di sfociare in altre riflessioni.
Non sta alla scienza rispondere a certi quesiti di tipo teologico e filosofico.
Scoprendo l’atomo come fondamento della materia, siamo arrivati a scoprire il movimento delle particelle, le varie forze che tengono uniti gli atomi formando le molecole, le reazioni che stanno alla base del mondo fisico e anche del nostro organismo.
Partendo da questi dati un individuo si può chiedere: “Se tutto è fatto di atomi, anche io sono solo materia?”. La scienza può rispondere sulla composizione materiale del nostro corpo, ma cosa c’è oltre al corpo, cosa siamo davvero, sono risposte che ognuno di noi deve darsi da solo.
E non esisterà mai un’unica risposta a tutte queste domande. Il mistero che avvolge la nostra origine, il perché della nostra origine e ciò verso cui siamo destinati è ciò che rende affascinante la vita e che ha spinto gli uomini di tutti i tempi a ricercare e indagare.
La riflessione metafisica dà un input alla ricerca scientifica ma le risposte a tale riflessione non saranno mai il traguardo della scienza.
Sono domande che non troveranno mai risposta e che spingeranno sempre gli uomini a cercare. Se la scienza potesse risolvere tutti i quesiti che l’uomo si pone si arriverebbe ad un punto in cui non ci sarebbe più nulla da chiedersi, non ci sarebbe più da pensare. E a quel punto saremmo tutti come delle macchine che svolgono calcoli, che quantizzano tutto ma che non hanno più un’anima. L’uomo si differenzia dalle macchine per la sua capacità di pensare, “cogito ergo sum” diceva Cartesio; quantizziamo la fisica del mondo e dell’universo, continuiamo a progredire e a scoprire, non lasciamo che il progresso scientifico subisca una battuta di arresto ma non pensiamo nemmeno di poter dare una risposta alle domande metafisiche che da centinaia e centinaia di anni spingono il nostro pensiero a rimanere vivo.
oO° elena [pink_chemist] °Oo
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Dott.MorenoZolghetti, al-ham-bic




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