voltammetria fatta in casa
non so perchè ho scritto pin... ora correggo.
adesso ho capito bene la differenza tra i tre, però a questo punto invece di usare raspberry perchè non potrei usare direttamente il mio pc? forse la cosa è un po' più complessa ma credo sia una questione di uscite.
Comunque ti ringrazio molto, ora magari mi guardo qualche guida in merito e poi vedo qual'è la soluzione migliore per me.
Per ottenere qualcosa è necessario dare in cambio qualcos'altro che abbia il medesimo valore. In alchimia è chiamato il principio dello scambio equivalente.
Alphonse Elric
sito web; canale YT
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B_Lab, lo so che Raspberry è notevole, ce lo :-) ho anche arduino, dipende come dici del tempo e della voglia che si ha di mettersi a smanettare, arduino è più semplice tutto li, e quindi più veloce da usare.
Per generare la rampa a triangolo lo si può fare tranquillamente con il PWM, il mio dubbio e sulla lettura della corrente,che per quello che ho visto sono micro Ampere, e quindi ci vuole sicuramente un interfaccia per adattare il segnale per l'ingresso analogico.
“Grandi menti parlano di idee, menti mediocri parlano di fatti, menti piccole parlano di
persone”
Eleanor Roosevelt
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Mi sono documentato un po' e dovrei essere in grado di fare diverse cose con arduino uno però da quello che ho capito usare il PWM con un filtro passa basso dà una risposta troppo lenta. Una soluzione potrebbe essere usare un dac ma non so bene come fare. Mi sembra incredibile che nessuna versione di arduino abbia uscite analogiche!!
Ho visto che un pic possibile potrebbe essere PIC18F4550 però tra programmatore e scheda prototipi a comprarle (per avere l'equivalente di arduino già montato) costano quanto o più di arduino...
sinceramente non saprei proprio che fare :S
Per ottenere qualcosa è necessario dare in cambio qualcos'altro che abbia il medesimo valore. In alchimia è chiamato il principio dello scambio equivalente.
Alphonse Elric
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Ciao theiden qui trovi qualcosa dagli un'occhiata

http://embeddednewbie.blogspot.it/2011/0...tions.html

per me il problema rimane più l'ingresso analogico che l'uscita...
vediamo se B-Lab ha qualche consiglio.
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Eleanor Roosevelt
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si avevo letto quella pagina e ho trovato anche dei video utili potrei provare. Per l'entrata pensavo a un semplice amplificatore a transistor.
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Alphonse Elric
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Ci ho pensato un po'. Secondo me la soluzione migliore per te in fin dei conti è un mini pc ( raspberry pi o chi per lui ). Se sei interessato a questa soluzione posso darti qualche consiglio pratico e fornirti un po' di materiale software per il progetto. Se ho capito bene serve, in definitiva un sistema che ti permetta di variare con continuità la tensione in un certo range e al contempo acquisire dati (ovvero valori di tensione) per poi elaborarli. Secondo me la parte più problematica è la prima infatti ti servirebbe una DAC per fare le cose per bene che però va a salti, ovvero non puoi variare la tensione con continuità, ma solo a certi valori ben definiti. Mi permetto di nutrire qualche dubbio rispetto all'approccio PWM/mosfet/condensatore elettrolitico che secondo me non può garantire una stabilità accettabile per l'applicazione richiesta, inoltre se l'assorbimento fosse eccessivo la tensione inevitabilmente si abbasserebbe falsando di fatto la misurazione; per rimediare bisognerebbe usare un altro input analogico per sapere che tensione c'è effettivamente ai capi della cella, ma allora cominciano a esserci un po' troppi ADC in giro.
Per il lato input, non ci sono problemi ho già ampiamente testato degli ADC ( convertitori analogico digitale ) a 13 bit che comunicano in SPI; Ne ho diversi, tutti più o meno simili, se fossi interessato ti posso dire come ottenerli.
Saluti, B-lab.
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allora quello di cui c'è bisogno è un sistema output di variazione del potenziale in modo continuo con una funzione definita che per coprire tutta la chimica in soluzione vada da +2.5 a -2.5 V con una precisione del mV, un sistema input per la misure del potenziale con precisione del mV e un sistema input per la misura della corrente con una precisione del uA. Da quello che ho visto (poco) raspberry pi ha uscite solo digitali anche se molto ben programmabili quindi potrebbe arrivare a un analogico quasi perfetto, arduino ha già l'input analogico ma non l'output che sarebbe da programmare in modo un po' più difficoltoso, altri pic hanno sia l'input che l'output analogico. quello che mi lascia un po' perplesso che raspberry pi sia un calcolatore che costa meno di 40€ e possa fare cose che un normale pc non può, a questo punto non potrei usare direttamente un uscita del pc come l'uscite audio o usb?
ora come ora sarei più orientato a un pic anche se la facilità d'uso di arduino mi ispira molto, però se riuscissi a programmare qualche uscita del mio pc sarei anche più contento.
Molto sta anche nel vedere se questi sistemi sono sensibili alle correnti e ai voltaggi richiesti.

PS
per l'amplificazione del segnale ho trovato questa pagina molto interessante:
http://www.strumentazioneelettronica.it/...302181062/
Per ottenere qualcosa è necessario dare in cambio qualcos'altro che abbia il medesimo valore. In alchimia è chiamato il principio dello scambio equivalente.
Alphonse Elric
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La precisione che richiedi nel misurare tensioni è elevata circa 12-14bit, fuori dalla portata delle normali periferiche "on-board" bisogna prendere un chip dedicato, con un chip che gli fornisca un Vref preciso se non se lo fa da solo. Quella che richiedi per le correnti nell'ordine del µA è MOLTO elevata, e ti causerà non pochi guai; infatti non si può misurare direttamente una corrente, ma bisogna misurare una differenza di potenziale ( ad esempio ai capi di una resistenza di sensing ) e poi da quest'ultima ricavare la corrente. Considerando che questa resistenza di sensing deve essere abbastanza piccola da non variare significativamente la corrente ( dell'ordine di grandezza del µA!!!! ) direi che questo rappresenta un primo scoglio, e non da poco. Infine variare con continuità una corrente con una precisione di 1 mV sia positiva che negativa. Anche qua direi di scordarci gli output analogici "on board", ti serve una DAC da 13-14 bit, a seconda di quanta corrente assorbe la cella, e delle caratteristiche della DAC, potrebbe essere necessario ( e probabilmente lo è ) anche uno stadio finale di amplificazione di potenza che conservi un'elevatissima linearità ( stiamo parlando dello 0.02% O.o ). Quindi ecco secondo me se è la tua prima esperienza in questo campo non è uno scherzo; io appena ho tempo guardo se riesco a trovare qualche soluzione pratica per questi aspetti.
Saluti
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ciao, appena iscritto per dar il mio contributo al thread.
credo proprio che raspberry sia abbastanza inutile in questo caso, 1GHz per campionare V/I mi sembra esagerato, tanto a plottare si arrangia il tuo pc, oltre che elaborare i dati (origin, matlab, . . . excell? )
arduino non mi pare sia sta grossa spesa, ce ne sono anche da 20€ (ArduinoUno)
come dice b-lab il grossogrosso scoglio è la misura della corrente, ma ce ne sono degli altri:
quando c'è il trasferimento di elettroni tra speci Red e Ox si genera una cella con una caduta di potenziale, quindi, anche se tu riuscissi a misurare con elevata precisione la corrente, avresti la coordinata del potenziale sfalsata. non saprei a livello circuitale se ci sia un mezzo tramaccio con l'elettrodo di riferimento per ovviare al problema, ma credo di si.

comuuuunque, ora vi giro una chicca trovata qualche mese fa, m'ero ripromesso di provar a realizzarla quest'estate, ma manca tempo e voglia.
http://www.plosone.org/article/info%3Ado...ne.0023783
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Ma presentarsi? Leggere regolamento? Troppa fatica.
Excel ha una sola elle *Si guarda intorno*
Secondo me a casa non si fa voltammetria... Meglio farla seriamente alle superiori o ancora meglio all'università... Al prossimo giro cosa proporrete NMR casalingo? *help*
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