2-feniletil cloruro
Ogni tanto trovo sempre il tempo per qualche interessante sintesi....asd questa volta è toccato ad un alogenuro alchilico, che può sempre tornare utile prima o poi....

Materiali:
- 2-feniletanolo
- Tionile cloruro
- NaOH acquoso

Procedimento:

In un pallone da 500ml si pongono 60ml di alcol feniletilico e qualche pallina da ebollizione; si monta il condensatore a ricadere e dalla sommità di questo si introducono, a piccole porzioni e agitando di frequente, 45ml di SOCl2. Fin dalla prima aggiunta il liquido nel pallone vira al giallino e si ha un'evoluzione abbondante di HCl e SO2, per questo è bene operare all'aperto e in giornata ben ventilata. Con pazienza si aggiunge tutto l'agente clorurante, verso la fine dell'aggiunta la soluzione diventa rossa e manterrà questo colore fino al work-up. Si scalda a riflusso per terminare la reazione (non si svolge più HCl dalla sommità del condensatore), è necessaria circa un'oretta di ebollizione.
   
Trascorso il tempo necessario si fa raffreddare un poco il contenuto del pallone e si riarrangia l'apparato per la distillazione frazionata: dapprima si scalda con una piastra riscaldante per rimuovere buona parte del tionile cloruro non reagito (che viene rettificato e conservato), quando poi non distilla più nulla si procede a scaldare con un becco di Bunsen, praticamente passa tutto tra 180 e 200°, nel pallone rimane solo un residuo nero che non è di facile rimozione...
Il liquido ottenuto dalla prima distillazione odora ancora un po' di SO2 e contiene probabilmente piccole quantità di cloruro di tionile, per eliminare queste impurezze il prodotto viene lavato per due volte con una soluzione fredda di NaOH al 10% (la fase organica galleggia), due volte con una soluzione satura di NaCl (la fase organica galleggia) e due o tre volte con acqua distillata (la fase organica affonda dopo un po' di riposo).
       
Il prodotto viene quindi anidrificato con CaCl2 e sottoposto a distillazione, passa praticamente tutto tra 194 e 196°. Dopo tutti i passaggi ho ottenuto 57,2g di prodotto puro che si presenta come un liquido incolore, appena più denso dell'acqua e con un odore dolciastro, tipico dei derivati alogenati.
   
La resa è stata dell'82%, direi decisamente molto buona visti tutti i passaggi e confrontando con una clorurazione che avevo fatto seguendo il metodo del Vogel, in cui avevo usato un più grande eccesso di SOCl2, ottenendo una "misera" resa del 52%.

Ora penso di ripetere la sintesi in modo da avere una "buona" scorta di prodotto per poi tentare la solita sintesi del mercaptano corrispondente e magari in questo caso anche l'alchilazione dell'ammoniaca, anche se non riesco a trovare uno straccio di procedura...
"Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza." Divina Commedia, canto XXVI Inf.
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C'era una volta... un vecchissimo sondaggio per il quale si poteva dire se si avevano a disposizione (ovviamente nel lab personale!) da 1 a 10, da 10 a 100, da 100 a 1000 eccetera reagenti...
Prova a rivedere la tua risposta di allora e confrontala con quella di adesso *Fischietta* asd
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Feniletilmercaptano? Il test olfattivo lo puoi fare in un attimo, ma credo che ormai la molecola sia pesantuccia rispetto alle prime bombe odorifere... comunque buona idea per provare.
Good job!
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Al sai che ripenso spesso a quel sondaggio...asd
Il mercaptano sarà sicuramente meno potente di quelli C4 e C5, ma dovrebbe ancora avere un po' di aroma...The Good Scent dice di odorarlo allo 0,1% per "apprezzare" il suo aroma di gomma...
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Gomma di che tipo? asd
Sicuramente avrà un olezzo minore dei parenti a minore PM ma mi sa che "spuzza" mica poco.
Marco dovresti farti il tiofenolo *Si guarda intorno* asd
Sensa schei né paura ma coa tega sempre dura
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Ho letto la sintesi del tiofenolo...mi manca il benzensulfonil cloruro...se mi servirà mi sa che lo comprerò...asd

Tornando in topic, ho ripetuto la sintesi utilizzando le esatte quantità della prima volta, variando però la metodica di purificazione; infatti dopo aver distillato il cloruro di tionile in eccesso ho espulso la SO2 rimanente facendo passare una corrente d'aria attraverso il cloruro alchilico grezzo, inseguito ho provveduto a effettuare una sola distillazione, raccogliendo tra 190 e 200°: ho ottenuto 58g di prodotto finito. In entrambe i casi non ho ottenuto nulla che bolliva oltre i 200°, segno che tutto il feniletanolo (bp 219°) è stato consumato. Bene ora che ne ho più di 100g, devo mettermi ad utilizzare questo cloruro...asd
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Quindi ora ti farai il tiolo corrispondente e la sintesi di ammine a partire da esso e ammoniaca?
Se trovassi o avessi a disposizione la potassio ftalimmide potresti farti l'ammina primaria con buone rese asd
Anche perché da ammoniaca e alogenuro ti trovi un mappazzone di tutti i possibili composti amminici *help*
Sensa schei né paura ma coa tega sempre dura
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eh lo so che esce un mappazzone con l'ammoniaca...asd Devo procurarmi l'anidride ftalica... Intanto ho messo su il mercaptano (NaSH + alogenuro in EtOH)...l'odore si sente bene già da quando la miscela di reazione comincia a bollire a riflusso..in lab c'è un certo aroma di fogna...asd
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piccolo aggiornamento...l'aroma di fogna è molto potente....e ho solo terminato il periodo di riflusso...adesso manca la purificazione! Meno male che la molecola era troppo pesante per avere un odore forte...
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AHAH povero asd aroma di fogna? Paiura! *help*
Il sale di potassio si fa facile, tranquillamente da potassio idrossido e ftalimmide, come recita OrgSyn (anche se in quantità industriale):

Potassio ftalimmide — In un pallone a fondo tondo da 2L sormontato da un ricadere sono posti 80 g (0.54 mol) di ftalimmide (sintetizzata di fresco o comprata) e 1600 mL di etanolo assoluto. La miscela è scaldata ad ebollizione moderatamente per circa 15 min o finché non si scioglie più ftalimmide (il prodotto grezzo contiene SEMPRE una piccola quantità di materiale insolubile in etanolo). La soluzione calda è decantata dal solido insoluto in una soluzione, preparata per l'occasione, di 30.5 g (0.54 mole) di potassio idrossido (è conveniente preparare abbastanza potassio idrossido in soluzione per le due precipitazioni in una sola volta; questa soluzione è preparata dissolvendo 61 g di potassio idrossido in 60 mL di acqua e a questa soluzione sono quindi aggiunti 180 mL etanolo assoluto... metà della soluzione risultante è usata per ogni porzione da 80 g di ftalimmide). Un precipitato di potassio ftalimmide si separa quasi subito. La miscela è agitata e raffreddata velocemente a t.a., ed il precipitato viene filtrato per suzione. Alla soluzione etanolica madre viene aggiunta una seconda porzione di 80 g di ftalimmide, e l'intero processo viene ripetuto. I due precipitati vengono uniti (dopo che il primo precipitato è stato filtrato, la maggior parte di esso dovrebbe essere rimosso e il secondo filtrato andrebbe fatto passate attraverso lo stesso filtro; il filtrato alcolico per distillazione restituisce circa 1500 mL di etanolo al 98%) e lavati con 200 mL di acetone per rimuovere ogni traccia di ftalimmide non reagita. La rese della potassio ftalimmide asciugata all'aria è di 160–180 g (80–90 % della teorica).

Se non si possiede la ftalimmide esistono due metodi per farsela, e già che ci siamo ve li posto asd sempre con le vagonate di reagenti alla OrgSyn asd

(A) In una pallone a fondo tondo da 5L si pone una miscela di 500 g (3.4 mol) di anidride ftalica e 400 g (444 mL, 6.6. mol) di ammoniaca acquosa al 28%. Sul pallone è montato un condensatore ad aria con un diametro di non meno di 10 mm e quindi si scalda lentamente finché la miscela non sia in uno stato di fusione quieta ad una temperatura di 300° C (su larga scala è cosa buona e giusta recuperare l'ammoniaca non reagita). Ciò richiede circa un'ora prima che tutta l'acqua se ne sia andata e circa un'ora/un'ora e mezza prima che la temperatura della miscela di reazione raggiunga i 300° e la miscela è un fuso omogeneo. È consigliabile, durante il riscaldamento, scuotere occasionalmente il pallone; parte del materiale sublima nel condensatore e deve essere ricacciato nel pallone con una bacchetta di vetro. La miscela di reazione calda è quindi versata in un crogiolo, coperta con carta per evitare di perdere prodotto per sublimazione, e lasciata raffreddare a t.a. (se desiderato, il prodotto ottenuto versando la reazione in un crogiolo può essere trattato con acqua calda per ammorbidire l'agglomerato, rotto con una bacchetta di vetro, trasferito in un pallone, e bollito con acqua per alcuni minuti; questo trattamento è, comunque, non necessario; per tutti gli scopi preparativi, quello che si ottiene dalla reazione, tale e quale, può essere pestato ed usato direttamente). Il prodotto è praticamente puro e non necessita di ulteriore purificazione, e fonde a 232–235° C (la ftalimmide può essere ricristallizzata da acqua, ma solo circa 4 g di ftalimmide si dissolveranno in un litro di acqua bollente; essa può anche essere ricristallizzata da alcole, in cui si scioglie fino a cinque parti per cento alla temperatura di ebollizione). La resa è di 470–480 g (95–97% della teorica) (Reazioni fatte in scala minore, 25 g di anidride ftalica, hanno dato la stessa resa percentuale).

(B) La ftalimmide può anche essere prodotta tramite fusione di 500 g (3.4 mol) di anidride ftalica e 500 g (4.4 mol) di ammonio carbonato che è stato tritato in precedenza in un mortaio. La successiva procedura è la stessa sopra citata quando viene usata ammoniaca acquosa. Una agitazione frequente è necessaria, e il materiale sublimato deve essere rispinto verso il pallone di reazione nel modo citato sopra. Circa due ore sono richieste per il completamento della reazione.
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ohilà
(2014-09-23, 17:56)marco the chemistry Ha scritto: ...meno male che la molecola era troppo pesante per avere un odore forte...

Sì, effettivamente il ragionamento era molto affrettato... asd asd
Quante volte avevo letto la sintesi del tiofenolo!, poi sempre regolarmente abbandonata a causa delle concrete difficoltà di esecuzione (soprattutto nel raffreddamento prolungato, steam dist., ecc.).
Il C6H5-SH sarebbe proprio una bella prova!
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Un bel reagente molto tosto (purtroppo mai avuto) sarebbe l'acido clorosolfonico, col quale farsi il benzensolfonil cloruro ed il toluensolfonil cloruro (--> saccarina).
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E tanto per aggiungere, mi vien voglia di consumare quel poco PCl5 che ho (e pensare che Zolgh ne ha un bidone... *Fischietta* ) per provare a fare gli Ar-solfonil cloruri col metodo due del Vogel.
Boh, vedremo.
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