Alimentatori per elettrolisi
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Come accennato altrove, potrebbe essere utile un alimentatore per esperienze di elettrolisi o quant'altro in ambito chimico. Comincio allora la discussione e gli interessati integreranno. La soluzione che proporrò è una delle infinite possibili, che spaziano dalla più semplice e banale alla più complessa. Per ora (e per sempre in quest'ambito!) stiamo sul semplice, perchè per l'elettrolisi non ha senso ricorrere ad alimentatori elaborati da laboratorio, basta un'uscita (regolabile!) a bassa tensione e sufficiente amperaggio.
Tenendo presente che quello che interessa è la densità di corrente sugli elettrodi (A/dm2) non serviranno chissà quanti ampere in uscita perchè la superficie degli elettrodi nel nostro caso è sempre piccola, dell'ordine dei cm2. Diciamo che un alimentaore che possa erogare 5 A è già sovradimensionato. Perchè? Perchè un carboncino da pila del diametro di 6 mm e lunghezza 50 mm immerso nella cella elettrolitica ha una superficie di 10 cm2, pari a 0,1 dm2. Percorso da una corrente di 2 A, sono già 20 A/dm2!
Assurdo quindi usare trasformatori da 800 W o cose simili.
Le soluzioni al problema elettrolisi inizialmente sono due:
a)- comprare un alimentatore commerciale
b)- farselo
Entrambe hanno i pro e i contro; teniamo presente comunque che al giorno d'oggi l'autocostruzione elettronica è in calo verticale per il prezzo finale del prodotto finito, che può essere maggiore di un prodotto commerciale di analoghe prestazioni. La voce che influisce maggiormente è paradossalmente il contenitore del circuito, che deve essere all'altezza della situazione, altrimenti ne uscirà uno schifo da vedere e lo si userà malvolentieri (almeno per me è così: l'occhio vuole la sua fondamentale parte!).
L'esito finale dipende poi ovviamente dall'esperienza del costruttore; se essa manca del tutto può essere rischioso (in senso economico) imbarcarsi in autocostruzioni appena complesse, meglio stare sul base-base.
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Questa è l'introduzione, la prossima volta presenterò uno schema di un ottimo alimentatore adatto ai nostri scopi (ora è stato sostituito, ma era costruito in realtà), tenendo presente quanto detto sopra.
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Dott.MorenoZolghetti, TrevizeGolanCz
personalmente uso un alimentatore da banco di prestazioni non molto elevate (max 5A 35V) preso su ebay a un prezzo abbastanza contenuto (50€ circa) che per me è più che sufficiente. prima cmq usavo un ali modificato di un pc (in giro si trova diversi siti su come fare) da cui si può prelevare diverse tensioni ma non so l'amperaggio, che cmq non è variabile, ma come base (meglio della pila da 9v) può bastare. non ho capito però perché si deve lavorare con potenziali bassi... Al mi illumini? :-P
Per ottenere qualcosa è necessario dare in cambio qualcos'altro che abbia il medesimo valore. In alchimia è chiamato il principio dello scambio equivalente.
Alphonse Elric
sito web; canale YT
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potenziali troppo alti potrebbero dar luogo a reazioni indesiderate! Il potenziale è importante e la differenza di potenziale che c'è tra una reazione e un altra a partire dagli stessi reagenti potrebbe differire di 0.2 V!
va quindi controllato bene il potenziale! Inoltre mi insegni che più abbassi il voltaggio e più alzi l'amperaggio. Aumentando l'amperaggio diminuisci i tempi di reazione!

Un alimentatore ottimo dovrebbe essere in grado di fornire potenziali impostabili tra 0.1 e 10 V e dovrebbe avere un buon amperaggio. Dovrebbe essere possibile impostare valori di potenziale che crescono a 0.1 V alla volta...
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non avevo pensato ai potenziali di riduzione... io ho fatto solo l'elettro lisi dell'acqua e li si va sul sicuro si forma solo O2 e H2 se invece si vuole estrarre elementi polivalenti in effetti ci vuole altri accorgimenti... ho riguardato la scheda dei potenziali e a quanto vedo bastano anche solo 5V al massimo...
effettivamente il mio alimentatore lo uso principalmente per elettronica, ma talvolta... :-P (la precisione è 0,01A 0,1V)
Per ottenere qualcosa è necessario dare in cambio qualcos'altro che abbia il medesimo valore. In alchimia è chiamato il principio dello scambio equivalente.
Alphonse Elric
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ottimo :-) si 5 V bastano ma sai com'è 7 V sarebbe meglio...io ho detto 10 per fare lo sborone...magari qualche reazione prevede un voltaggio così alto :-D

Io volevo usare il trasformatore della TV perchè da quanto ho letto se faccio io il secondo avvolgimento posso aumentare di molto l'amperaggio abbassando notevoltmente i tempi di reazione!
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http://cgi.ebay.it/ALIMENTATORE-DA-LABOR...27afc590e4

che ne dite di questo, sembra buono. Voi lo comprereste se non l'aveste gia?
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a occhio non sembra malaccio anche se la descrizione è veramente scarna... non mi piacciono molto le scale analogiche (sono per i display) ma a quel prezzo sembra preso bene, anche se devi considerare che è un'asta e salirà....
se il prezzo sale troppo ti consiglio questo:
http://cgi.ebay.it/Alimentatore-Professi...3efa295558
Per ottenere qualcosa è necessario dare in cambio qualcos'altro che abbia il medesimo valore. In alchimia è chiamato il principio dello scambio equivalente.
Alphonse Elric
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Ero incerto se presentare lo schema e mi sto convincendo (ma l'avevo già accennato) che ormai conviene di più comperare che fare.
Gli alimentatori che avete detto vanni tutti più che bene e costano probabilmente meno di quello che autocostruii tempo fa.
Le caratteristiche fondamentali comunque sono:
- la tensione deve essere regolabile, in genere parte da circa 1,5-2 V a salire.
- la tensione massima occorrente è sempre molto bassa, diciamo 5 V, qualsiasi alimentatore la supera (inutilmente per i nostri scopi).
- il concetto dellla corrente l'avevo spiegato sopra: non serve il valore assoluto, ma la DENSITA' di corrente, in A/dm2. Siccome nelle nostre piccole celle elettrolitiche l'area dell'elettrodo è piccola, quasi qualsiasi alimentatore la può raggiungere. Non ha senso lavorare a densità di corrente mostruose, non dobbiamo fare l'elettrolisi dell'allumina per estrarre alluminio! Ma anche in questo caso gli Ampere sono decine di migliaia, ma l'area del catodo è enorme. Fare la divisione, please... -_- Per quanto detto sopra inutile fare un avvolgimento che dia 25 A a 12 V: tutta quella potenza in una celletta (a parte la legge di Ohm) servirebbe a far bollire tutto, non a condurre una elettrolisi controllabile.
Quello che serve nell'alimentatore è invece l'amperometro per la corrente di uscita (buono anche il tester). Una volta fornita la tensione necessaria a superare la soglia dei potenziali (bassa), essa si autolimita a seconda della resistività della soluzione e della corrente che vogliamo far circolare.
Esempio: voglio 10 A/dm2? Alzo gradualmente la tensione e quando l'amperometro segna la giusta corrente (A/area) mi fermo; la tensione si sarà fermata per esempio a 2,38 V...
Naturalmente parlo di soluzione elettrolitiche concentrate, con una ottima conduttività; nel caso in cui la conduttività sia bassa cambia tutto e per la legge di ohm devo innalzare la tensione in maniera abnorme, ma allora siamo fuori strada...
Basta, ho parlato anche troppo azz!
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Dott.MorenoZolghetti
(2010-03-07, 19:40)theiden Ha scritto: a occhio non sembra malaccio anche se la descrizione è veramente scarna... non mi piacciono molto le scale analogiche (sono per i display) ma a quel prezzo sembra preso bene, anche se devi considerare che è un'asta e salirà....
se il prezzo sale troppo ti consiglio questo:
http://cgi.ebay.it/Alimentatore-Professi...3efa295558

no no, era tanto per avere un'idea di quali fossero le caratteristiche di un alimentatore...
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Ecco lo schema "minimo" per l'elettrolisi, non è quello elaborato a tensione variabile ma comunque si può controllare la corrente.
Questo è fattibile anche da chi ha poca esperienza ed il costo dipende da dove vengono reperiti i componenti. Nelle fiere dell'elettronica i prezzi si riducono drasticamente.

- Il trasformatore è da 12 V una sessantina di Watt (sostituibile con uno di caratteristiche simili, magari di recupero)
- D è il ponte di diodi raddrizzatori da 100 V 25 A
- P è un potenziometro A FILO! da 10 Ohm una ventina di W
- V è un voltmetro da 15 V fondo scala (comodo ma non indispensabile)
- A è un amperometro da 5 A fondo scala (indispensabile, sostituibile da eventuale tester)

Non ci sono condensatori di livellamento, che non servono per l'elettrolisi; l'uscita è una corrente continua pulsante a onda intera e va bene così. Il componente più difficile da trovare (e più costoso in negozio) è il potenziometro a filo, che non va sostituito con un normale potenziometro a grafite perchè questo durerebbe forse due secondi (a parte che non è reperibile di valori così bassi).
Poi c'è il contenitore e l'assemblaggio elettrico, ma diciamo che questi non contano per ora...
Meno di così non è possibile, ma con questo si fa già tutto quello che si vuole.
Fra un po' di tempo metto una sintesi fatta per elettrolisi.


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Dott.MorenoZolghetti




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