Formazione polvere cristallina durante Purificazione Argento
Buongiorno a tutti :-) 
Ho deciso di ripetere l'esperienza di estrazione di argento puro da un cucchiaino di argento 800, dati i numerosi errori fatti durante il tentativo precedente.
Nella precedente esperienza, dopo aver sciolto il cucchiaino in una soluzione di acqua deionizzata (25 ml) e acido nitrico al 65% (40 ml), avevo ottenuto un liquido blu privo di alcun precipitato, come mi aspettavo.
Stavolta invece ho voluto provare ad utilizzare soltanto acido nitrico al 65% (50ml), senza acqua, per attaccare un cucchiaino identico a quello dell'altra volta (stesso peso e stessi codici identificativi). Ho inoltre accelerato la reazione immergendo la beuta in un bagno di acqua bollente dato che inizialmente la trasformazione avveniva molto lentamente.
Al termine della reazione, stavolta, ho notato la presenza di un precipitato polveroso nel liquido blu. Ho pensato potesse trattarsi dei residui del cucchiaino non ancora disciolti. Ho così agitato vigorosamente la soluzione per diversi minuti ma il precipitato è rimasto intatto. Ho allora pensato che l'acido nitrico fosse in difetto, così ne ho aggiunto altri 15 ml. Con mia grande sorpresa, subito dopo l'aggiunta dell'acido, il precipitato è aumentato quantitativamente e le particelle stesse sono cresciute in volume cosicchè la polvere sottile si trasformasse in un bellissimo precipitato cristallino.

Vi scrivo perché ho dei dubbi sul motivo di tali risultati. Penso che il precipitato cristallino altro non sia che l'insieme dei nitrati, allo stato solido, dei metalli presenti nel cucchiaino, soprattutto nitrato di argento con una percentuale rilevante di rame (dato che i cristalli tendono leggermente al blu). Suppongo che nella purificazione svolta in precedenza il precipitato non si fosse formato perché era presente una buona quantità d'acqua in soluzione, e dato che i nitrati sono solubili in acqua fossero rimasti in soluzione acquosa non potendo precipitare. Pensate che tali affermazioni siano corrette?

Il fine dell'esperienza rimane comunque l'estrazione di argento elementare. Secondo voi, nonostante l'imprevisto, posso tranquillamente procedere coi soliti passaggi, ovvero aggiungere dell'acqua fino a raddoppiare circa il volume (in questo modo il precipitato dovrebbe sciogliersi scomparendo), neutralizzare l'acidità della soluzione con del bicarbonato di sodio e infine aggiungere il rame per far precipitare l'argento?
...fui chimico e no, non mi volli sposare,
non sapevo con chi e chi avrei generato,
son morto in un esperimento sbagliato
proprio come gli idioti che muoion d'amore...
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Se nella lega di rame che dovrebbe costituire il 20% della lega "argento 800" è presente dello stagno, durante l'attacco con HNO3 si può formare acido metastannico insolubile:
3 Sn(s) + H2O(l) + 4 HNO3(aq) --> 3 H2SnO3(s) + NO(g)

Prima di procedere oltre io verificherei su una piccola porzione di miscuglio con precipitato ad aggiungere acqua: se il solido si scioglie non può essere acido metastannico.
Ciao
Luisa

Dal laboratorio se ne usciva ogni sera, e più acutamente a fine corso, con la sensazione di avere “imparato a fare una cosa”;
il che, la vita lo insegna, è diverso dall’avere “imparato una cosa”.
(Primo Levi)


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