Immersione semplice ed immersione omogenea (HI)
 
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Vediamo un utilizzo pratico del "Test delle 8 forme di Kemp"

 
 
 
Già è scomodo in microscopia utilizzare l’olio da immersione semplice, mettendone una goccia sul vetrino, tra il copri oggetto e la punta dell’obiettivo, figurarsi quando poi ci vengono a dire che l’olio andrebbe messo anche sotto al vetrino, a contatto con la lente del condensatore !
 
   
 
Che paciugo !
 
Olio da per tutto, il rischio di sporcare le altre ottiche, tutto da ripulire, l’olio che cola da tutte le parti, una vera schifezza !
 


 

Ma vale veramente la pena affrontare tutte queste complicazioni per un po’ di olio ?
E poi, è proprio vero che la risoluzione aumenta ?
E se è vero, non basta la goccia d’olio sopra al vetrino ?
 
 
Per rispondere in modo veramente convincente, non vi è nulla di meglio che impostare una prova e toccare con mano le differenze di risoluzione.
 


Pacifico che volendo dimostrare differenze di resa tra apertura 1,0 ed apertura 1,30 devo utilizzare tutta una catena di visione che deve essere all'altezza del limite più alto.

Quindi la prova è fatta con illuminazione Kohler standard, obiettivo Neofluar 100x con an 1,30 , condensatore con a.n. 1,40 e, come campione discriminatore, la diatomea F. rhomboides del vetrino di Kemp (la n. 7). 

 
Mi raccomando di guardare le immagini alla loro massima risoluzione, in modo da vedere meglio la differenza.


Come prima prova, il montaggio a secco, tanto per inquadrare e vedere la risposta minima di un già buon obiettivo.

Immagine: Dry.

   




Senza spostare nulla ho poi messo la goccia di olio tra vetrino ed obiettivo:

Immagine: Oil 


   




ancora senza modificare nulla, ho abbassato il condensatore mettendo l'altra goccia di olio, quella inferiore fra lente del condensatore e il fondo del vetrino e poi ho riportato a contatto il condensatore.
Immagine: OIL HI 


   




Credo che ogni commento ora sia diventato superfluo !

 

Si può notare che la scelta del campione che deve discriminare è molto importante: ad esempio, se avessi scelto la P. angulatum (n. 6) non avrei concluso nulla, troppo difficile vedere differenze di risoluzione quando tutti i particolari sono sempre visibili.


 
Ma qualcuno di voi che è come San Tommaso, potrebbe ancora obiettare che l’utilizzo della immersione omogenea sarà anche necessaria per gli obiettivi speciali ad alta risoluzione, ma serva a ben poco quando usiamo i normalissimi obiettivi acromatici.

Allora, stessa strumentazione, ma con obiettivo Zeiss PlanAcromatico 100x con a.n. 1,25 e diaframma a 85% dell'apertura massima, quindi nelle sue condizioni normali di funzionamento. 

Non posso più utilizzare la diatomea precedente, troppo difficile per questo obiettivo, in nessun modo si vedrebbero le strie.
Data la minor risoluzione prevedibile, ho utilizzato la più facile Surirella gemma (n.5).
La messa a fuoco è fatta sul settore in alto a sinistra, preso come campione.


A secco si vedono solo i contorni più grossolani, nulla di più.
Immagine: Secco. 


   




Con l'olio solo sopra, l'obiettivo lavora nelle condizioni di progetto, il contrasto e la risoluzione aumentano notevolmente, si vedono chiaramente le strie. 


Immagine: Olio sopra 


   




Messo l'olio anche sotto, la risoluzione ed il contrasto raggiungono il massimo possibile: si vede che le strie non sono linee, ma sequenze lineari di forellini.
Immagine: Olio sopra + Olio sotto 


   




A questo punto spero che sia chiara la differenza di resa dell'obiettivo nelle varie condizioni: allora, vale la pena utilizzare l’immersione omogenea, si o no ?  *Fischietta*




*yuu*
Andrea

URL: http://spazioinwind.libero.it/andrea_bosi/index.htm

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. . . io non vendo oggetti,
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Salve Enotria,l'obiettivo a immersione dovrà chiaramente essere immerso nell'apposito olio ma una volta terminata l'osservazione l'obiettivo deve essere pulito per forza? Se si come posso pulirlo?
Siamo fatti della materia di cui son fatti i sogni; e nello spazio e nel tempo d’un sogno è racchiusa la nostra breve vita.

(Shakespeare, La Tempesta)
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Per la pulizia dopo l'uso occorre fare una distinzione fra i vecchi oli che si usavano in microscopia, tipo Olio di Cedro, e gli olii sintetici che si utilizzano ora.

Gli oli di una volta avevano del solvente per mantenerli fluidi: questi oli vanno subito puliti a fine lavoro, altrimenti il solvente evapora e l'olio si essicca sulla lente, rendendola opaca.

Ma ora gli oli sono di tipo sintetico e sono senza soventi, la loro evaporazione è lentissima, per cui prima di incrostare la lente dell'obiettivo occorrono dei mesi.
Di conseguenza, puoi benissimo tenere l'obiettivo a mollo per tutta la giornata senza che succeda nulla di male e, se il giorno dopo devi utilizzarlo ancora in immersione, lascialo pure bagnato.

   

Tieni presente che i guai negli obiettivi ad immersione oleosa avvengono proprio durante la pulizia, quando il solvente rende molto più fluido l'olio ed è più facile penetrare all'interno dell'obiettivo, sporcandolo. 

Per quanto riguarda l'olio da utilizzare, il migliore in assoluto è il Cargille, nel tipo A per gli usi normali e del tipo B (extra denso) per i microscopi invertiti.

   

Per la pulizia giornaliera asciugare con pezzuola di cotone, poi ogni tanto o se avete sbrodolato un po' troppo, usare benzina avio, benzina per accendini (tipo Zippo) o, in caso di vecchie incrostazioni, xilolo, ma con particolare attenzione ai vapori . [Perocoloso per la salute]


*yuu*
Andrea

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Di cosa sono fatti questi oli per immersione?

Mario

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Nel boccettino che era già presente all'interno della confezione del mio strumento, c'é scritto che è una miscela di oli paraffinici.
Più in specifico non saprei di che cosa sono fatti.
Siamo fatti della materia di cui son fatti i sogni; e nello spazio e nel tempo d’un sogno è racchiusa la nostra breve vita.

(Shakespeare, La Tempesta)
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(2016-12-18, 19:44)Mario Ha scritto: Di cosa sono fatti questi oli per immersione?

Mario

Come sapete le  mie conoscenze di chimica sono piuttosto limitate, per cui mi limito a leggere quello che hanno messo sulla boccettina: "No solvents, no polychlornated biphenyl (PCB), compounds, rosins or hardening components. Formulated from synthetic hydrocarbons and natural petroleum derivatives".

Le caratteristiche che ha: un indice di rifrazione di 1,5150 praticamente identico al vetro ottico, nessuna fluorescenza propria.


*yuu*
Andrea

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