La cremagliera sgranata: cosa possiamo fare ?
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Il problema riguarda qualsiasi microscopio costruito dagli anni 80 in poi.
O meglio, da quando si è abbandonato la cremagliera di ottone, sacrificata sull’altare dell’economia e della concorrenza a basso prezzo, a favore delle ben più economiche cremagliere stampate in resina sintetica.
 
Quindi, che voi abbiate un qualsiasi cinese o indiano, così come pure gli ultimi Zeiss economici, il risultato è lo stesso: la cremagliera del tavolo traslatore o del condensatore è di pura e semplice plastica.
 
Ed allora, prima o poi, vi succederà che nello spostare il vetrino noterete dapprima un leggero impuntamento, dato dalla cresta di un dentino che si è piegata, poi il punto duro diventerà sempre più marcato finché il dente si romperà e con lui i denti vicini.
 
Non è certo difficile smontare la cremagliera difettosa, in genere basta svitare due viti, ed il risultato è questo:

   

 
Nella maggior parte dei casi, la rottura è avvenuta nel punto in cui la cremagliera lavora più spesso, in centro, e questa è l’unica nota positiva che ci consentirà di ripararla con relativa semplicità.
 
Con un seghetto sottile tagliamo la cremagliera esattamente a metà della zona disastrata.

    

 
A questo punto non facciamo altro che invertire le due parti della cremagliera: in questo modo quelli che erano gli estremi e che non hanno mai lavorato, diventano ora il nuovo centro della cremagliera.
Viceversa, la parte danneggiata e divisa in due, andrà a formare le due nuove estremità, quindi senza più alcuna possibilità di essere sottoposte a nuove fatiche.
 
Dovremo ora fornire alla cremagliera un nuovo fissaggio, applicando un paio di nuove viti mediante foro e filettatura ed il lavoro sarà terminato.

    

 
Se dovessimo quindi riassumere tutto l’intervento in un unico schema:

    



 
Ma non sempre siamo così fortunati, più spesso la cremagliera è stata scioccamente sforzata ed il danno non riguarda pochi denti centrali, ma un intero settore o, peggio, una zona che è ad un estremo.
 
E’ il caso di questa cremagliera di uno Zeiss, quindi roba buona, ma anche lei se la sforziamo cede sgranando i dentini.

   


Qui il taglio con inversione non può funzionare quindi, premesso che non abbiamo voglia di spendere un capitale per il pezzetto di plastica originale, non ci resta che ripararla o, meglio, ricostruirla.
 
La ricostruzione è il sistema migliore, ma va bene solo per chi fa spesso riparazioni, perché la gomma siliconica per fare lo stampo costa una trentina di Euro ed altrettanto costa la resina che  coleremo per formare il pezzo nuovo.
 
In ogni caso il pezzo va preparato in modo che il nuovo che otterremo abbia già i suoi dentini, magari anche solo abbozzati, ma al completo.
Per questo prendiamo una pallina di cera, va benissimo quella che ricopre i formaggi, e la spalmiamo nella zona danneggiata.

    

 
Poi, usando il perno come fosse un rullo, lo passeremo più volte sopra alla cera, in modo da creare denti e spazi con le giuste dimensioni.
 
   

 
Il seguito è piuttosto scontato per chi fa spesso stampi e fusioni, aggiungo solo un accorgimento: fatevi una base livellabile, in modo da far indurire gli stampi su di una superficie perfettamente orizzontale.

    

 
Come vedete il tavolo ha solo tre piedi per avere sempre un appoggio ben stabile ed i piedini sono formati da tre bulloni passanti, con il dado incollato nel piano. Mettete la livella parallela al lato con le due viti e regolate per il centraggio della bolla, poi ruotate la livella allineandola con la terza vite e la metà del lato  già in bolla, livellando con il terzo bullone.
Nello stampo colerete poi la resina e  rifinirete il pezzo limando e pareggiando i dentini.
 


Ma ammettiamo che non abbiate voglia di fare tutta questa trafila e vogliate una soluzione meno elegante ma più rapida e poco costosa, cosa possiamo fare ?
 
Possiamo fare una porcata, una soluzione brutta e poco professionale, ma che in pochi minuti vi da il pezzo già pronto per essere rimontato.  :-P
 
I dentini possono essere riformati per rullatura della resina morbida, quando è semi fusa.
Depositate un filo di colla termica nel punto dove mancano i denti della cremagliera, aspettate che la colla si raffreddi un poco e, quando è ancora morbida, passate più volte usando il perno di comando come fosse un rullo ed incidendo così la nuova dentatura.
Lasciate poi raffreddare del tutto e rifinite togliendo le bave e riprendendo i punti non perfetti.
 
   

 
Ripulito il pezzo e rifiniti meglio i denti nuovi, ho rimontato il pezzo e fatto le prime prove.
E’ perfetto, non impunta e, con un filo di grasso, va via liscio come la seta !

    

 
 
Ma sempre una porcata è !


n.b.: naturalmente il problema cremagliere sgranate non riguarda solo i microscopi, ma qualsiasi strumento che venga utilizzato in un laboratorio.



*yuu*
Andrea

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Andrea, ma farsela partendo da una lista di ottone non dovrebbe essere difficile.
Ci vuole un seghetto, lime tra cui una triangolare e trapano, oltre che tempo e voglia. Ma almeno viene un lavoro come si deve.

saluti
Mario

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Magari si potesse !

Ma una cremagliera fatta in ottone richiede poi che l'ingranaggio sia in acciaio, mentre invece è in plastica. Per cui in poco tempo verrebbe mangiato dalla stessa cremagliera.
Ma anche fare una cremagliera lineare in plastica non è semplice: per quanto uno sia paziente e preciso, difficilmente riesce a creare i dentini alla giusta distanza. Per questo si utilizza la cera: in questo modo è lo stesso pignone che ruotandoci sopra crea i dentini.

Invece è perfettamente fattibile un ingranaggio in ottone, ma per la semplice ragione che in tal caso si usa il mandrino del tornio come una morsa e il goniometro dello stesso mandrino per metterlo nella giusta posizione per la fresatura del dente.
Vedi ad esempio sul mio sito: http://spazioinwind.libero.it/andrea_bos.../ingra.htm


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