Natale di m*****a
Non è un buon Natale.

Chi ce lo augura o vive in un mondo parallelo o è in malafede. Forse è solamente un ingenuo che continua a sognare ad occhi aperti.
Farebbbe meglio a tacere. Se non altro per decenza.

Di sicuro non lo è per quei 17,5 milioni di persone a rischio povertà o esclusione sociale.
Men che meno per i giovani disoccupati (40% del totale), per i tanti sfruttati e malpagati, costretti ad emigrare e ora anche dileggiati da un ministro della Repubblica. Non che quelli più avanti con gli anni stiano meglio. C’è il padre di famiglia con figli ancora a carico che ha perso il lavoro, ha solo 50 anni e dopo l’Epifania dovrà inventarsi qualcosa e c’è la vecchietta ingobbita che fruga tra le cassette del mercato rionale.
Sono dati spaventevoli sia per dimensioni che per significato. E niente lascia presagire un’inversione di tendenza. Anzi, la situazione è certamente destinata a peggiorare.
A spargere ulteriore sale sulle ferite quotidiane ci pensa il divario sociale crescente. Il profilo della diseguaglianza e la disparità dei redditi è in continua ascesa. Fa male all’anima sapere che accanto a coloro che non riescono a imbandire la tavola nemmeno domani c’è chi si incazza con il salumiere che non è riuscito a procurarli in tempo il Dehesa Maladua promesso.
Non facciamoci travolgere dall’euforia festiva, non diventiamo prede del battage mediatico. Quello che ci raccontano è distorto se non sfacciatamente falso. A partire dalla data del 25, un’imposizione dell’oligarchia clericale per sostituire tradizioni millenarie basate sui ritmi stagionali e soggiogare le masse ignoranti. E quel signore sovrappeso dalla candida peluria e di rosso vestito è soltanto un’invenzione dei bibitari d’oltreoceano. Di quali pastorelli, bambinelli e compagnia bella andiamo cianciando? Da quelle parti oggi neanche la mangiatoia hanno più e i loro occhi vedono solo case sventrate. Ne ho abbastanza di queste palle, comprese quelle made in Yiwu che addobbano il simulacro acrilico. Bastano e avanzano le mie due in dotazione da una vita.
Un Natale assai cupo ci avvolge, cinereo come la cappa di smog cittadino che siamo costretti a inalare.
E intanto il gregge continua instupidito a percorrere lo stesso tratturo, tra outlet e boutiques del centro, uscendone sorridente e gratificato, col carrello colmo di cibarie, balocchi e sacchi di pellets.
Tanto tra poco verrà dalla sponda sinistra del Tevere il consueto augurio di un buon pranzo e l’invito a pregare per Lui, il tutto condito da tanta misericordia. E a fine anno dal colle più alto, inesorabile come sempre giungerà un pacato e rassicurante discorso. Così sia. Amen.

saluti
Mario



Venite gente vuota, facciamola finita, voi preti che vendete a tutti un' altra vita;
se c'è, come voi dite, un Dio nell' infinito, guardatevi nel cuore, l'avete già tradito


F.G., Cirano

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Mario, quello che ha scritto è grandioso, e merita ore di applausi. Condivido ogni lettera. Il problema è che è uno sfogo, e come ogni sfogo è infruttuoso: il pubblico è ammaestrato, e dio è morto.

Perché è venuto ormai il momento di negare
tutto ciò che è falsità
le fedi fatte di abitudini e paura
una politica che è solo far carriera
il perbenismo interessato
la dignità fatta di vuoto
l'ipocrisia di chi sta sempre
con la ragione e mai col torto.
F.G. - Dio è morto
"C'è uno spettacolo più grandioso del mare, ed è il cielo, c'è uno spettacolo più grandioso del cielo, ed è l'interno di un'anima." V. Hugo, I Miserabili.
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Bravissimo Mario, però da modenese doc non storpiarmi il titolo del "maestrone"... è Cirano, non Cyrano. ;-)
Ciao
Luisa

Dal laboratorio se ne usciva ogni sera, e più acutamente a fine corso, con la sensazione di avere “imparato a fare una cosa”;
il che, la vita lo insegna, è diverso dall’avere “imparato una cosa”.
(Primo Levi)


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Grazie per la segnalazione, ho provveduto a correggere.
Mentre scrivevo quel nome pensavo alla commedia di Rostand.

saluti
Mario

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Perfetto riassunto di fine anno. Non serve dire altro.
Sensa schei né paura ma coa tega sempre dura
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Il nostro Grinch ha perfettamente ragione c'è veramente poco da festeggiare di un Natale dell'anno più funesto che io ricordi.
E non è solo il lamento di un rancoroso vecchietto seduto su una panchina, o di un complottista cronico, è purtroppo la verità 
Io stesso come molti altri miei colleghi ne siamo stati vittime e testimoni, licenziati e poi riassunti a "Voucer" grazie ad una legge 
criminale e poi rigettati come immondizia il tutto per permettere di risparmiare Stipendi tasse e contributi, ed eccoci a 58 anni a 
camminare come zombi tra aziende che chiudono o a metterci in concorrenza con  giovani anch'essi in cerca di occupazione.
E mentre sei un pò depresso per il tuo futuro, senti attraverso tutti i media che nel resto del mondo le cose non vanno affatto meglio
bombardamenti da un lato e stragi terroristiche chi con torto o chi con ragione non lo so, ma so che chi ha ragione spesso giace a terra 
a coprire il propio sangue innocente sperando almeno faccia notizia.
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Mario mi permetto di fare una minuscola riflessione su una ancor più piccola parte del tuo pensiero. Indipendentemente dal fatto che io la pensi o no come te. Detto ciò parlo in maniera totalmente imparziale. Non dimentichiamo che in quel 40% di giovani totali rientrano studenti e altre persone considerate inattive secondo gli standard internazionali. Perciò io, personalmente, non citerei con cotanta sicurezza i dati diffusi anche perchè,
Citazione:Quello che ci raccontano è distorto se non sfacciatamente falso

Finita la lettura del tuo pensiero mi domando: cosa mi resta da fare nella vita se tradendo la gioia del Natale pensassi a tutte le cose brutte che ci sono nel mondo?

Pace non trovo, et non ò da far guerra.


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Adriano.
io non ho pensieri e opinioni. Sono o cerco di essere un cronista dei tempi che corrono.
Mi limito a descrivere una realtà, per sgradevole che sia.
Non le piace quel 40%? Nessun problema, può anche non considerarlo tale.
Conosco molti giovani nella fascia tra i 20 e 30 anni. Troppi di loro non hanno un impiego stabile e se ce l'hanno ricevono salari da sopravvivenza. Lo studiare diventa quasi un parcheggio prima di essere risucchiati dal precariato. La vicenda Almaviva è emblematica. Perdere la speranza è un tarlo che ti consuma dentro. Fossero anche solo la metà di quella cifra sarebbe intollerabile lo stesso. Qualche anno fa ci fu il solito ministro che li definì "choosy". Adesso che ha compreso con chi abbiamo avuto e continuiamo a che fare spero riveda le sue posizioni.

Restano molte cose da fare, forse troppe per una vita sola.
Per esempio sforzarsi per diventare meno coglioni. Utilizzzare al meglio i neuroni che mamma ci ha dato. Passare meno tempo ad inviare banalità ad amici e conoscenti via smartphone.
Evitare di farsi prendere per il culo da una casta imbelle e arrogante.

"Ricordare e prepararsi" è una scritta ancora leggibile sui muri di una vecchia casa colonica vicino a dove vivo. Valeva allora come oggi.

saluti
Mario

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Sarà dovuto alla mia giovane età, ma la penso in modo leggermente più ottimistico. Oltre alle guerre, alla povertà economica, d'animo, politica, oltre alle disuguaglianze sociali c'è molto altro che a mio avviso non va trascurato. Nel mondo c'è una miriade di giovani che realizza il suo sogno, altri giovani che cercano in tutti i modi un'innovazione, c'è gente che con qualsiasi mezzo a disposizione cerca di trovare una soluzione al problema, chi con passione ad audacia seppur senza soldi, senza investimenti continua a fare ricerca. Ci sono anziani che si amano come il primo giorno e genitori che sono colonne portanti di un'intera famiglia. Persone che gratuitamente (e non) sono sempre disposti ad aiutare il prossimo. Ci sono le energie rinnovabili, c'è la scienza. E scusami se questi non sono buoni motivi per essere felici. Io vivo questo Natale pensando alle cose piccole, ai meccanismi consolidati di un sistema che, d'accodo, sta cadendo in rovina. Penso a come, io ragazzo di 20 anni che non ha ancora niente da dare al mondo posso migliorare la situazione a 10 metri dal mio naso. Io vivo questo Natale pensando alle cose piccole ma non dimenticando assolutissimamente tutte le tragedie che attanagliano il mondo e che tu hai raccontato. I cronisti del tempo che corrono, e in linea del tutto più generale, i giornalisti molte volte perdono di vista il loro obiettivo. Tanto per usare una frase della direttrice del Guardian e che condivido:" viviamo nell’era della post-verità, e l’accelerazione del ciclo dell’informazione –la “cascata d’informazioni”, come la chiama la direttrice del Guardian – sta finendo per sommergerci."
 Oggi ci sono tantissimi giornalisti che fanno “giornalismo spazzatura”. E questo è un male. In un tempo in cui pensiamo che un grande evento per l’umanità come la vittoria di Trump sia arrivata grazie alla spinta dei social network, gli stessi che accolgono un numero davvero grande di informazioni le quali riescono a diffondersi perché c’è qualcuno che le legge deve farci pensare sulla responsabilità che hanno oggi i giornalisti e i cronisti della realtà. È ovvio che se i cronisti ci raccontano costantemente fatti di guerra e cronaca nera, la gente pensa che nel mondo ci sia solo quello. Perché il pubblico è vario. C’è il pubblico informato e c’è anche una massa di sprovveduti.



 Concludo citando le parole della direttrice del Guardian sul giornalismo e poi quelle dell’ormai ex presidente USA che condivido altamente.


Citazione:Sono convinta che la differenza tra il giornalismo buono e quello cattivo sia il lavoro, il giornalismo più autorevole e apprezzato è quello in cui si sente tutto l’impegno che c’è dietro, la fatica fatta per il lettore qualunque sia il tema trattato, grande o piccolo, serio o leggero

Citazione:Sono cresciuto guardando Star Trek, e mentirei se dicessi che quella serie non ha influenzato in  alcun modo la mia visione del mondo. Quello che mi piaceva era il suo ottimismo, la sostanziale fiducia  nel fatto che il popolo di questo pianeta, pur con le sue differenze di contesti ed esperienze, potesse  unirsi per costruire un domani migliore. Io credo che sia ancora così. Sono convinto che possiamo lavorare insieme per fare grandi cose, migliorare il destino della gente qui a casa nostra e in ogni angolo del mondo. E, anche se viaggiando più veloci della luce abbiamo lasciato indietro qualcosa ancora da fare, continuo a credere che scienza e tecnologia siano il motore a curvatura che accelera quel genere di cambiamento per tutti. E poi ho anche un’altra convinzione: siamo molto meglio equipaggiati ad affrontare le sfide di quanto non lo siamo stati mai. So che può apparire in contraddizione con quanto vediamo e sentiamo di questi tempi nella cacofonia delle notizie via cavo e dei social media. Ma la  prossima volta che verrete bombardati da affermazioni esagerate sul destino tragico del paese o sul  mondo che va in pezzi, ignorate i cinici e i catastrofisti. Perché la verità è che, se doveste scegliere un’epoca della storia umana nella quale vivere, scegliereste questa. Proprio qui, adesso.
mi scuso per il lungo messaggio. 

Pace non trovo, et non ò da far guerra.


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https://www.youtube.com/watch?v=NYd3gm-5BBw
comandante diavolo *yuu*
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