Ricerca del selenio
Parecchi test per la ricerca qualitativa del selenio sfruttano la colorazione rossa, dovuta alla formazione di selenio elementare, che si forma in presenza di opportuni agenti riducenti.
Tra i numerosi possibili, la scelta è caduta sui bisolfiti, sia per ragioni di costo che di facilità di applicazione.

Reagenti
- acido solforico 96%
- sodio metabisolfito (CAS n° 7681-57-4)

Procedura
A 1 ml di campione, contenente il selenio sotto forma di selenito, aggiungere una punta di spatola di sodio metabisolfito, mescolare per disciogliere, poi aggiungere 1 ml di acido solforico 96%. Tenere a bagnomaria bollente per un paio di minuti. In presenza di selenio appare una colorazione rosso-arancio:

[Immagine: axr00yefkuru5s7lu5p_thumb.jpg]

[Immagine: 5hhkfuxgmkfafkdg3il_thumb.jpg]

Per i seleniati la sensibilità è nettamente inferiore, per cui si preferisce prima ridurli a seleniti mediante ripetuto trattamento con acido cloridrico concentrato secondo la seguente reazione:

[Immagine: mcs6xbaob95okdikki1q_thumb.jpg]


La reazione è praticamente specifica. In particolare il tellurio (come TeO3--/TeO4--) non reagisce. Lo stagno deve essere nella forma tetravalente.

Si riescono ancora ad individuare concentrazioni di Se intorno alle 10 ppm.

saluti
Mario
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Sig. Mario, il rame può interferire?
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(2014-04-03, 20:52)GabriChan Ha scritto: Sig. Mario, il rame può interferire?

Non credo. Non posso esserne certo anche perchè non ho fatto verifiche in tal senso.
E' vero che i solfiti possono ridurre il rame a Cu+, ma l'ambiente è così acido che eventuali composti insolubili del rame monovalente passerebbero certamente in soluzione. Neanche il colore interferirebbe, visto che i clorocomplessi tipo CuCl2- sono quasi incolori.

saluti
Mario
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GabriChan
Come abbiamo visto, la riduzione dei seleniti a selenio elementare rosso è molto caratteristica così da permettere una determinazione qualitativa.
Tra i molti agenti riducenti possibili ne ho selezionati due in particolare, sia per la loro facile reperibilità che per l'insolita reazione.

Si parte come sempre da una soluzione diluita di acido selenioso.
Nel primo caso la soluzione è in HCl 0,1M e se ne deposita una piccola goccia su di una lamina di zinco appena cartavetrata: si forma una macchia color bronzeo dovuta alla deposizione del selenio. l'aspetto è tale che potrebbe essere confusa con quella del rame.

[Immagine: i57qvh9ku9r27bldrzza_thumb.jpg]

H2SeO3 + 2Zn + 4HCl ==> Se + ZnCl2 + 3H2O

Pure l'HI è in grado di ridurre il selenio (IV).
Stavolta operiamo in HCl 1M e al posto dell'HI usiamo una punta di spatola di ioduro di potassio.
Avviene la reazione seguente:

H2SeO3 + 4HI ==> Se + 2I2 + 3H2O

Lo iodio presente può essere facilmente rimosso aggiungendo poco sodio metabisolfito, il che permette di distinguere nettamente il colore rossastro del Se.

[Immagine: e8wtn7qnfgwj18i4zrn4_thumb.jpg]

saluti
Mario
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quimico, GabriChan
Oggi mi è venuta in mano una piastrina di zinco e ho voluto provare il test consigliato da Mario per il selenio.
Sono partito da una soluzione diluitissima di K2SeO3 (non ho quantificato ma il Se era proprio poco) e provato varie volte la procedura di riduzione a Se rosso.
Il metodo non è per niente critico e la colorazione rossa caratteristica si evidenzia con facilità.
La procedura con lo ioduro è altrettanto valida e direi che lo iodio formatosi non disturba anche senza aggiungere metabisolfito, perchè il rosso del selenio è ben diverso, prevaricante e inconfondibile una volta bene osservato (lo conoscevo bene, avendo preparato il Se rosso per altra via).
Ho verificato anche l'eventuale interferenza col rame (in abbondanza relativamente al Se) con esito del tutto negativo: il Cu non si vede ed il Se sì.
Con la lamina di zinco invece ovviamente il Cu non deve esserci.
Ecco la provetta (inquinata con rame) e la bella macchia rossa sullo zinco ben cartavetratato.


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