Tecniche fotografiche antiche (Cianotipia)
Una delle tecniche fotografiche più vecchie basata sui sali di ferro, fu ideata da Sir John Herschel.

il suo nome, cianotipia, prende origine dal fatto che le immagini, prodotte con questa tecnica, sono di un blu intenso, il blu di turnbul anche detto blu di prussia.
in effetti il blu di prussia, come pigmento era già noto da tempo, con questa tecnica però, venivano sfruttate le proprità fotosensibili dei sali di ferro.

la tecnica di per se è estremamente semplice e il costo dei prodotti molto contenuto.
tuttavia, come per tutte le tecniche classiche, esistono infinite sfumature, nelle ricette, nel tipo di carte, di sorgente luminosa, di sviluppo, di stesa del sensibilizzante, di viraggi successivi e i risultati ottenibili sono impossibili da elencare o immaginare.

i materiali occorrenti sono solo 2:

ferricianuro di potassio gr. 8
citrato ferrico ammoniacale verde gr. 20

ma veniamo alla tecnica.

sciogliete il ferricianuro in 100ml di acqua tiepida distillata e riponetela in una bottiglia di vetro scuro. chiameremo qusta soluzione soluzione A.

sciogliete i 20 gr. di citrato ferrico in 100 ml di acqua distillata tiepida e riponete anche questa in una bottiglia di vetro scuro. chiameremo questa soluzione B.

le due soluzioni sono realtivamente stabili nel tempo e si conservano per alcune settimane al riparo dalla luce. tuttavia la soluzione B tende a formare una patina di muffa in superfice e io preferisco preparare le soluzioni in piccole quantità che consumo in pochi giorni.

al momento dell'uso prendete una parte di sol A e una parte di sol B (potete usare una siringa ma senza ago. evitate il contatto con metalli che rovina le soluzioni) mischiatele e usatele per sensibilizare un foglio di cartoncino.

potete usare un pennello o un tamponicino (si può sensibilizzare qualunque materiale assorbente, stoffa, legno, porcellana, ho usato pure le uova)

fate asciugare bene possibilmente al buio. questa emulsione è sensibile sono agli UV, quindi si può lavorare tranquillamente alla luce, purchè debole e indiretta, possibilmente schermata di giallo e assolutamente non a fluorescenza.

la soluzione ricostituita (a+b) dura poche ore e diventa velocemente verde e poi blu. quindi se non la usate tutta va buttata. per un foglio A4 bastano in genere 3 -4 ml di soluzione.

i fogli sensibilizzati e asciutti si conservano per circa 1 settimana al buio e in luogo asciutto.


a questo punto, con la tecnica che preferite, preparate un negativo bianco e nero del formato definitivo. l'esposizione avverrà a contatto e quindi l'immagine finale avrà le stesse dimensione del negativo. al giorno d'oggi è molto semplice produrre un negativo digitale, stampando su supporto lucido.

a questo punto, ottenuto il negativo, procuratevi una di quelle cornici a giorno con i gancetti metallici, posizionate un foglio di carta sensibile sul restro e il negativo davanti (con l'emulsione a contatto del lato sensibile) chiudete poi con la lastra di vetro e andate all'esterno alla luce del sole. è importanto che il laso stampato del lucido sia a contatto diretto con la superfice sensibile, quindi il negativo andrà stampato alla rovescia (immagine speculare)

esponete il sandwich alla luce del sole (purtroppo tocca fare delle prove visto la variabilità della radiazione UV solare) e prendete come riferimento il bordo scoperto (quello che sporge oltre il negativo) vedrete che piano piano cambierà colore passando dal blu al marrone fino a diventare praticamente bianco.

i tempi di esposizione sono estremamente tolleranti e un errore di esposizione anche di un minuto non si vede nemmeno. quindi andate tranquilli. in media la posa dura 10-15 minuti.

completata l'esposizione, tornate dentro e alla fioca luce di una lampadina ad incandescenza, aprite il pressino e tirate fuori il cartoncino esposto.

vedrete che ha una tenue immagine già visibile. se l'esposizione è correttà, tale immagine sembrerà parzialmente negativa (nello specifico si dice solarizzata)

lo sviluppo è la cosa più bella perchè si fa semplicemnte con l'acqua.
si prorpio acqua di rubinetto.
prendete il cartoncino e mettetelo in una bacinella piena d'acqua e lavatelo bene con acqua corrente.

l'immagine cambierà all'istante, nell'acqua finirà il ferricianuro giallo che dovrete eliminare del tutto.

a questo punto avete due opzioni.

far ascugare la stampa all'aria (l'ossigeno dell'aria completerà l'ossidazione e la stampa prenderà intensità)

oppure se avete fretta, versate dell'acqua ossigenata comune sulla stampa immersa in acqua. il tenue celeste diventerà in un istante uno spettacolare blu cobalto.
risciaquate bene e fate asciugare.

i tessuti colorati tollerano bene i lavaggi.

[Immagine: 49e37]
Prova di stampa, cianotipia con metodo classico.

[Immagine: imgp1557363bb.jpg]
Cianotipia sbiancata all'ammoniaca e virata al tè.

Ps.
al di la del piacere di condividere con voi qualcosa di mio, mi piacerebbe scoprire altri aspetti di questa (e di altre) tecniche da me praticate, spesso con un atteggiamento alchemico e con una conoscenza molto limitata delle trasformazioni chimiche coinvolte.
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myttex, Dott.MorenoZolghetti, Francesca, mkuw_, arkypita
Veramente spettacolare! Voglio proprio provare... :-) Bravissimo Morder

Quanto al negativo, posso stampare una foto normale su carta lucida (si naturalmente, specularmente asd )? :-D



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Gia veramente bello, anche perche penso siano rarissimi gli esperti in questo settore...
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UHmmm ora che ci penso ne conoscevo una con il tiosolfato (o iposolfito) di sodio.... ne sei al corrente? (domanda retorica eh asd)



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il tiosolfato o iposolfito (noi lo chiamiamo così) è presente in tutti i bagni di fissagio dei processi su base argentica.
nelle tecniche ai sali di ferro non si usa ad eccezione della Van Dyke che utilizza il nitrato d'argento.
questa tecnica tuttavia rimane a base di ferro, perchè il sale sensibile è il citrato ferrico ammnio. il nitrato d'argento invece è il sale che da l'immagine.

il tiosolfato, scioglie e solubilizza tutti i sali d'argento non ridotti dal processo di sviluppo.
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myttex
Belle queste tecniche " old stile"...bravo veramente!
Ciao
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grazie :-)

mi fa molto piacere che vi piaccia l'articolo.

io speravo anche in qualche riscontro tecnico.
per esempio mi potreste spiegare in dettaglio cosa succede chimicamente, come succede e perchè.

@mittex, il negativo su lucido va benissimo, solo che ottenere un negativo perfetto è tutt'altro che semplice.
ma per fare una prova e giocare un po, non ha importanza. ;-)
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Tutto ciò è molto interessante, veramente complimenti!
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(2009-12-07, 14:31)mordr3d Ha scritto: ...
a questo punto, con la tecnica che preferite, preparate un negativo bianco e nero del formato definitivo. l'esposizione avverrà a contatto e quindi l'immagine finale avrà le stesse dimensione del negativo. al giorno d'oggi è molto semplice produrre un negativo digitale, stampando su supporto lucido.
...

Scopro slo oggi questo post interessantissimo. Prima complimenti e poi grazie davvero.

Mi restano tuttavia un paio di dubbi, un paio di incertezze, prima di passare subito alla sperimentazione.
Produrre il negativo come?
1. Stampare su lucido si intende su acetato trasparente?
2. La stampa immagino non possa essere fatta in casa con una stampante a getto d'inchiostro, oppure sì?

Vorrei poi provare a impressionare la carta ciano-foto-sensibile usando invece della luce del sole, quella di lampade fluorescenti (io uso fluorescenti tarate a temperatura di colore pari a 5.000 gradi Kelvin). Ciò che non soè se queste lampade emettono radiazioni UV (a cui è sensibile la "nostra" emulsione) oppure servirebbero solo a rovinare la carta trattata senza dare alcun risultato in termini di stampa (e mi scuso in anticipo per l'ignoranza).

Una seconda prova che mi piacerebbe fare è realizzare il negativo virato in rosso e vedere (di nascosto) l'effetto che fa...

Ciao a tutto
Pierluigi
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carissimo pierluigi.

i negativi puoi farli a getto di inchiosto tranquillamente.
tuttavia sebbene è semplicissimo fare una stampa così così, se si vuole ottenere l'optimum, bisogna calibrare la stampa del negativo adeguandola alla sorgente luminosa che userai per la stampa ee al tipo di tecnica(nel nostro caso la cianotipia)
c'è un programmino che permette di realizzare una griglia di calibrazione e che poi è in grado di leggerla e e dirti come correggere i futuri negativi.
ma tutto questo per iniziare non è indispensabile.

per stampare puoi usare una qualunque fonte di luce UV che abbia una frequenza di picco intorno ai 350Nm.
questa è la lughezza d'onda che produce i risultati migliori.
le luci neon a 5000 kelvin vanno bene in studio ma non sono adatte per questo scopo.
un minimo di emizzione UV ce l'hanno, ma non è sufficiente a incidere a fondo le stampe.
i neon che ti servono hanno la sigla BL oppure BLB (che sono quelli neri da discoteca, detti luci di wood)
i primi costano molto meno dei wood e rendono uguale.
per farti capire quali sono , sono esattamente quelli che si trovano nelle trappole elettriche per le zanzare.

per ulteriori informazioni o chiarimenti rimango a tua disposizione :-)

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fotoQualcosa
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