dissociazione
premetto che all'esame non posso usare la tavola periodica.
sto facendo una redox in ambiente acquoso con il metodo ionico elettronico
ho Cu(NO3)2 come lo dissocio?

Cu+2NO3 credo

il problema è assegnare una carica a questi due ioni
so che O=-2
devo perforza sapere che Cu =+1 o +2 oppure cè un altro modo piu logico?
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Ci sono vari metodi, però puoi procedere a incrocio, incroci i numéro e viene il numéro di ossodazione:
Cu(NO3)2
Incroci il numéro a pedice e viene --> Cu^2+ +NO3^-
Non so se sono riuscito a spiegarmi bene...
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When you have excluded the impossible, whatever remains, however improbable, must be the truth.
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Se non vuoi impararti a memoria i numeri di ossidazione del rame, devi però sapere che l'azoto appartiene al 5° gruppo del sistema periodico e quindi ha 5 e- di valenza.
Detto ciò si procede in questo modo:
- la molecola è neutra, quindi la somma delle cariche formali negative deve essere uguale alla somma delle cariche formali positive
- le cariche formali negative sono portate dell'ossigeno, perciò -2·6O = -12
- quindi (x·1Cu) + (y·2N) = 12, dove x=carica formale del rame, e y=carica formale dell'azoto
- risolvendo se x = +1, y = +5,5
- l'azoto però non può avere una carica formale di +5,5
- quindi x = +2 e y = +5

Altrimenti devi sapere che Cu(NO3)2 è un sale ternario che deriva dall'acido nitrico, HNO3, che dissocia come H+ e NO3(-).
Dato che nella molecola di Cu(NO3)2 ci sono due ioni NO3(-), il numero di ossidazione (o carica formale) del rame è +2, che in questo caso corrisponde anche alla carica reale dello ione rameico, Cu(2+):

Cu(NO3)2 --> Cu(2+) + 2 NO3(-)

Se non conosci queste cose, devi per forza scrivere la formula di struttura del Cu(NO3)2:

   


Roberto, io ho capito bene quello che intendi, ma se non sa che lo ione nitrato è un anione con 1 sola carica negativa non è in grado di applicare la tua regola ;-)
Ciao
Luisa

Dal laboratorio se ne usciva ogni sera, e più acutamente a fine corso, con la sensazione di avere “imparato a fare una cosa”;
il che, la vita lo insegna, è diverso dall’avere “imparato una cosa”.
(Primo Levi)


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