Sintesi 1-fenil-1-propanolo
La seguente sintesi comporta la reazione tra bromuro di etilmagnesio e benzaldeide in THF, per ottenere l'alcool secondario sopracitato.
La reazione è una reazione di grignard.

Vetreria e strumenti utilizzati: 

-Pallone a 3 colli da 500ml 
-Condensatore liebig
-Imbuto gocciolatore
-agitatore riscaldante
-altri accessori

Reagenti utilizzati:
-Bromoetano  [Perocoloso per la salute]  [Infiammabile]
-Magnesio [Infiammabile]
-Benzaldeide [Irritante]
-Acido cloridrico  [Corrosivo] [Tossico]
Vista la pericolosità dei reagenti ho adottato tutte le precauzioni necessarie

Procedura:
In un pallone da 500ml a tre colli ho inserito 25ml di THF anidro e 1g di magnesio in trucioli.
Ho montato il condensatore nel collo centrale, e in un collo laterale ho montato il mio imbuto gocciolatore, dove ho inserito 5ml di THF e 3ml di bromoetano.
A poco a poco (in circa mezz'ora) ho gocciolato la mia soluzione di THF/bromoetano nel pallone.
Nell'imbuto gocciolatore ho ora posto altri 5ml di THF e 4ml di benzaldeide.
Ho gocciolato a poco a poco (in circa 15min) la soluzione nel pallone e ho iniziato a scaldare il tutto facendo ricondensare tutto nel pallone.
Ho continuato il reflusso per 1 ora circa.
Durante l'aggiunta di benzaldeide ho assistito a diversi cambi cromatici molto interessanti, che però non mi saprei spiegare(da incolore a verde fino ad arancio O_o ).
   
   
Alla fine dell'oretta di reflusso ho fatto raffreddare tutto a T ambiente e nell'imbuto gocciolatore ho posto circa 100ml di HCl al 20%.
In circa 10 minuti ho fatto gocciolare tutto l'HCl nel pallone in modo da idrolizzare il composto ottenuto, notando la comparsa di un'emulsione che con il tempo si è trasformata in due porzioni di liquidi ben distinti.
   
Ho posto tutto in imbuto separatore, e ho diviso la parte acquosa (la più densa) dal nostro alcol secondario.
Ho isolato il composto così com'era poiché non sapevo come poterlo purificare (in un futuro prossimo lo proverò a purificare in qualche modo).
Non sono neanche in possesso di strumenti analitici per determinare un'eventuale purezza.
In futuro potrei utilizzarlo per la sintesi del propiofenone (ma anche qui è un enorme punto di domanda dato che il permanganato non posso utilizzarlo e altri ossidanti non li possiedo per ora)
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zodd01, ChemLore, fosgene, EdoB, luigi_67, Geber, technetium 99, TrevizeGolanCz
Bene ma dovresti dirci di piú sul prodotto. Uno straccio di indizio che sia il composto desiderato per davvero. Comunque mi complimento lo stesso perché la Grignard ti é partita intanto.
" Trasformare rifiuti in risorse "

https://www.youtube.com/watch?v=yNikr1W5zWk
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Finalmente la tua prima sintesi sul forum, bravo!
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Bravo! Nella mia esperienza, quando si usa il THF, bisogna agire in modo differente nel work-up. Il tetraidrofurano è solubile in acqua. Questo significa che le due fasi che menzioni contengono entrambe THF. Quella inferiore contiene tutti i composti ionici (MgBr2 e MgCl2), l'acido cloridrico. l'acqua, una parte del THF e una parte di prodotto. La fase organica contiene principalmente THF e il prodotto finale. La separazione delle due fasi con imbuto separatore, come quella che hai fatto tu, implica pertanto una perdita di prodotto che rimane solubilizzata/emulsionata nella fase acquosa. Un modo per risolvere il problema è rimuovere tutto il THF per distillazione semplice. La soluzione priva di solvente organico che si ottiene può poi essere trattata in due modi per estrarre il prodotto. Il primo metodo (che nella mia limitata esperienza porta a rese minori) consiste nel saturare la soluzione con NaCl e poi estrarre con solvente appropriato (Et2O o DCM ad esempio). Il secondo metodo invece è una distillazione in corrente di vapore. Si diluisce leggermente la soluzione (portata a pH neutro) e poi si distilla fino a che il distillato risulta limpido e privo di alcool (si può effettuare un saggio con KMnO4 diluito). Il distillato può poi essere estratto con solvente.

Una cosa che mi sfugge è il motivo per il quale non puoi ossidare l'alcool secondario ottenuto a chetone con KMnO4. Cos'è che ti impedisce di farlo?

Come mai hai usato così tanto HCl? Facendo un calcolo spannometrico mi risulta che servono circa 5-10 ml di HCl 20% per protonare l'alcossido di magnesio ottenuto/salificare il bromuro basico di Mg.

Per analizzare il prodotto mi vengono in mente due tecniche abbordabili.
1) misurare la temperatura di ebollizione
2) ossidare l'alcool a chetone, far reagire il chetone con una soluzione idroalcolica acida per H2SO4 o HCl di 2,4-dinitrofenilidrazina, filtrare il 2,4-dinitrofenilidrazone ottenuto, seccarlo e misurarne la temperatura di fusione.

Si potrebbe anche misurare l'indice di rifrazione, la densità, lo spettro IR e mille altre cose ovviamente, ma so benissimo che in casa nessuno (o quasi) ha gli strumenti adatti.
Cordiali saluti,
Edoardo 


"Solo due cose sono infinite, l'universo e la stupidità umana, e sulla prima ho dei dubbi"  (A.Einstein)
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(2021-02-27, 20:44)zodd01 Ha scritto: Bene ma dovresti dirci di piú sul prodotto. Uno straccio di indizio che sia il composto desiderato per davvero. Comunque mi complimento lo stesso perché la Grignard ti é partita intanto.

Il prodotto è un liquido meno denso dell'acqua, leggermente viscoso con un odore molto piacevole floreale, quindi seguendo informazioni trovate in internet dovrei quasi essere sicuro di aver ottenuto il prodotto desiderato asd

(2021-02-27, 22:56)EdoB Ha scritto: Bravo! Nella mia esperienza, quando si usa il THF, bisogna agire in modo differente nel work-up. Il tetraidrofurano è solubile in acqua. Questo significa che le due fasi che menzioni contengono entrambe THF. Quella inferiore contiene tutti i composti ionici (MgBr2 e MgCl2), l'acido cloridrico. l'acqua, una parte del THF e una parte di prodotto. La fase organica contiene principalmente THF e il prodotto finale. La separazione delle due fasi con imbuto separatore, come quella che hai fatto tu, implica pertanto una perdita di prodotto che rimane solubilizzata/emulsionata nella fase acquosa. Un modo per risolvere il problema è rimuovere tutto il THF per distillazione semplice. La soluzione priva di solvente organico che si ottiene può poi essere trattata in due modi per estrarre il prodotto. Il primo metodo (che nella mia limitata esperienza porta a rese minori) consiste nel saturare la soluzione con NaCl e poi estrarre con solvente appropriato (Et2O o DCM ad esempio). Il secondo metodo invece è una distillazione in corrente di vapore. Si diluisce leggermente la soluzione (portata a pH neutro) e poi si distilla fino a che il distillato risulta limpido e privo di alcool (si può effettuare un saggio con KMnO4 diluito). Il distillato può poi essere estratto con solvente.

Una cosa che mi sfugge è il motivo per il quale non puoi ossidare l'alcool secondario ottenuto a chetone con KMnO4. Cos'è che ti impedisce di farlo?

Come mai hai usato così tanto HCl? Facendo un calcolo spannometrico mi risulta che servono circa 5-10 ml di HCl 20% per protonare l'alcossido di magnesio ottenuto/salificare il bromuro basico di Mg.

Per analizzare il prodotto mi vengono in mente due tecniche abbordabili.
1) misurare la temperatura di ebollizione
2) ossidare l'alcool a chetone, far reagire il chetone con una soluzione idroalcolica acida per H2SO4 o HCl di 2,4-dinitrofenilidrazina, filtrare il 2,4-dinitrofenilidrazone ottenuto, seccarlo e misurarne la temperatura di fusione.

Si potrebbe anche misurare l'indice di rifrazione, la densità, lo spettro IR e mille altre cose ovviamente, ma so benissimo che in casa nessuno (o quasi) ha gli strumenti adatti.

Grazie per tutti gli accorgimenti!
Solitamente non ho mai voglia di recuperare quel poco THF che ho usato e voglio sempre evitare di usare altri solventi, quindi metto tutto in acqua e separo così com'è.
Io per togliere tutto il THF dall'alcool ottenuto ho fatto diversi lavaggi con acqua (anche se avrei inevitabilmente perso parte del prodotto).
E' per questo che ho usato un eccesso di HCl, anche se avrei potuto usare della semplice acqua distillata (in effetti è un po' da stupidi sprecare così l'HClBlush)
Il MnO4- vorrei evitare di usarlo perchè ho paura di ossidare tutto ad acido benzoico, dato che in presenza di un anello aromatico e con KMnO4 tutte le catene carboniose adiacenti all'anello vengono ossidate ad acido benzoico(come succede con il toluene o con lo stirene), quindi se posso usare un altro tipo di ossidante sarei più sicuro.
La distillazione in corrente di vapore invece mi pare una buona idea per poter purificare il prodotto, in futuro probabilmente lo farò.
Per la misura del punto di ebollizione si potrebbe fare ma mi sembra poco preciso come metodo, la tecnica con la 2,4-dinitrofenilidrazina mi sembra invece molto più seria.
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EdoB
Anvedi Fenolo... alle prime armi e già fa le reazioni di Grignard :-P Complimenti però, bravo :-)
Io per adesso non sono completamente attrezzato in termini di reagenti e soprattutto mi sarebbe difficile seccare bene la vetreria... a proposito tu come hai fatto? L' hai messa in forno?

Per quanto riguarda la purificazione del prodotto, Marco nella sua sintesi lo ha distillato nell' intervallo 215-218°C

PS: certo che una foto del prodotto finale potevi metterla asd
COCl2
[tossico]
R: 26-34

La chimica organica e' la chimica dei composti del carbonio. La biochimica e' lo studio dei composti del carbonio che strisciano. (Mike Adams)
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Bravo. Bella sintesi usando un reattivo di Grignard.
Hanno detto già tutto gli altri.
Sicuramente ci sono cose da migliorare ma solo con tempo e sperimentando si migliora.
Per quanto concerne il tuo timore di ossidare tutto, ci sono alternative definite in gergo mild oxidations ovvero ossidazioni in cui non si usano ossidanti particolarmente energici. Un esempio, che funziona sulla tua molecola, è usare l'acido tricloroisocianurico in presenza di KBr usando come solvente l'acqua. Si produce in situ HOCl, il quale reagisce poi con lo ione Br- a dare HOBr e Cl-. HOBr ossida l'alcole secondario a chetone.
La chimica è una cosa che serve a tutto. Serve a coltivarsi, serve a crescere, serve a inserirsi in qualche modo nelle cose concrete.
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Se no il buon vecchio NaOCl in AcOH, che sarebbe più fattibile (a quel punto meglio Ca(OCl)2 che è solido e stabile).
Non ti metto nemmeno gli altri perché o sono tossici o non sono da homelab.
Leggevo che una sintesi interessante usa la N,N-dibromo-p-toluene sulfonammide (TsNBr2) in MeCN a temperatura ambiente.
Ci sarebbero eoni di reattivi per l'ossidazione di alcoli in condizioni benevole per l'ambiente: candeggina in presenza dei classici TEMPO, PIPO,
La chimica è una cosa che serve a tutto. Serve a coltivarsi, serve a crescere, serve a inserirsi in qualche modo nelle cose concrete.
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(2021-02-28, 17:42)fosgene Ha scritto: Anvedi Fenolo... alle prime armi e già fa le reazioni di Grignard :-P Complimenti però, bravo :-)
Io per adesso non sono completamente attrezzato in termini di reagenti e soprattutto mi sarebbe difficile seccare bene la vetreria... a proposito tu come hai fatto? L' hai messa in forno?

Per quanto riguarda la purificazione del prodotto, Marco nella sua sintesi lo ha distillato nell' intervallo 215-218°C

PS: certo che una foto del prodotto finale potevi metterla asd
Io ho lavato con acetone tutta la vetreria, fatto asciugare e poi gli ho fatto fare un giro in un vecchio forno a microonde...
La foto del prodotto a questo punto la metterò quando farò la distillazione!

(2021-03-01, 00:06)Geber Ha scritto: Bravo. Bella sintesi usando un reattivo di Grignard.
Hanno detto già tutto gli altri.
Sicuramente ci sono cose da migliorare ma solo con tempo e sperimentando si migliora.
Per quanto concerne il tuo timore di ossidare tutto, ci sono alternative definite in gergo mild oxidations ovvero ossidazioni in cui non si usano ossidanti particolarmente energici. Un esempio, che funziona sulla tua molecola, è usare l'acido tricloroisocianurico in presenza di KBr usando come solvente l'acqua. Si produce in situ HOCl, il quale reagisce poi con lo ione Br- a dare HOBr e Cl-. HOBr ossida l'alcole secondario a chetone.
Interessante il tuo metodo con l'acido tricloroisocianurico (che ne ho a palate).
Non l ho mai provata, quindi proverò a ingegnarmi magari sbirciando su internet ed eventualmente posso postare la sintesi qui.
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Non ho trovato una procedura vera e propria. Se la trovo, te la posto.
Ho solo trovato la parte meccanicistica, diciamo.
Ma intanto vuoi sperimentare, meglio!
La chimica è una cosa che serve a tutto. Serve a coltivarsi, serve a crescere, serve a inserirsi in qualche modo nelle cose concrete.
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